Scherza, scherzando, il Sassuolo non vince da un mese. L'ultimo successo dei neroverdi risale al 3-1 in casa contro la Fiorentina ad inizio dicembre. Sì, contro la Fiorentina che sin qui ne ha vinta solo una e ha un piede e mezzo in Serie B. Se vogliamo andare più indietro, scherza, scherzando (ma a questo punto non troppo), il Sassuolo ha vinto due partite negli ultimi due mesi: 3-0 all'Atalanta in 'decomposizione' e che avrebbe poi mandato via Juric dopo quella figuraccia e, come detto, il 3-1 con la Fiorentina. Dal 3 novembre al 3 gennaio sono state giocate 9 partite: 2 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. Un cammino da salvezza, che resta il principale obiettivo. Un cammino che riporta il Sassuolo sulla terra dopo il grande avvio che aveva fatto sperare a qualcosa in più.

Anche l'uno a uno contro il Parma certifica (siamo praticamente alla fine del girone d'andata) che questa squadra fa fatica a giocare e soprattutto a vincere in casa e certifica che quando c'è da fare il salto di qualità fa gli sconti agli avversari (visto che siamo in periodo) e ogni volta rimanda l'appuntamento a fare quel passo in più che gli permetterebbe di volare più in alto e di sperare in un cammino migliore. Attenzione, non ci si può lamentare a mio avviso né del lavoro di Grosso né di quanto fatto sin qui perché il cammino è ampiamente positivo, però è altrettanto evidente che questa squadra non riesca proprio a fare quel salto in avanti che sembrerebbe essere nelle sue corde.

Se il pari con il Bologna aveva comunque lasciato quel brivido dolce-amaro, quello con il Parma invece è grigio e gelido come il clima ieri pomeriggio al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Due squadre che alla fine si sono accontentate del punto perché, come ricordava Massimo Boccucci in conferenza stampa, quando non si può vincere è meglio non perdere. E non fa una piega, specie per due squadre che puntano alla salvezza, specie per una squadra che è tornata in A solo quest'anno. Però stavolta il pari è più amaro che dolce. Al netto delle assenze (su Volpato circolano voci da verificare), le intenzioni del Sassuolo in partenza erano più che buone, con la conclusione dopo 8 secondi e il vantaggio dopo 12' su un'azione insistita e 'ragionata' arrivata senza forzare la giocata ma con una manovra che ha aggirato alla fine la statica difesa ducale, tutta rintanata in 20 metri. Saltano all'occhio però le poche conclusioni (anche da fuori area) e le difficoltà del Sassuolo a trovare un'alternativa quando la squadra avversaria gioca con la linea bassa, a volte bassissima.

Peccato perché il pari nasce sì dal pressing alto voluto da Cuesta ma anche da un mezzo fallo subito da Pinamonti che di fatto fa l'assist a Pellegrino (da valutare la spinta subita da Circati), da Matic che si fa fregare come un pivellino dal movimento con il piede perno di Pellegrino (bravissimo nella circostanza e non solo) e anche da Idzes che forse poteva uscire con più veemenza per chiudere il tiro ma soprattutto, a sentire le parole di Grosso, da una lettura sbagliata di chi quel pallone lo ha servito a Pinamonti, cioè Muharemovic, che forse doveva essere più ludico e avviare l'azione in maniera diversa.

Ora arriva un trittico molto impegnativo con la Juventus martedì in casa e poi le due trasferte consecutive con Roma e Napoli. Il Sassuolo di solito non sfigura con le big. Chiuderà con la Juve il girone d'andata e poi andrà in casa di Napoli e Roma con le quali ha perso all'andata per 3-0 (nel complesso) ma dovrà provare a far punti perché il tempo dei saldi, in attesa di capire poi cosa ne sarà dal mercato, è finito e cominceranno a correre anche dietro. C'è tutto un girone di ritorno per il salto di qualità ma qualcosa bisogna cambiare perché sin qui, evidentemente, quando il Sassuolo ha fatto 30 è poi tornato indietro e non ha mai fatto 31.

Sezione: Editoriali / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 20:18
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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