Nel calcio, a volte, il pericolo più grande non è cadere, ma illudersi di aver già toccato terra. Il Sassuolo di Fabio Grosso, reduce dalla preziosa vittoria in rimonta per 2-1 sul campo dell’Udinese, si trova in una posizione che potrebbe ingannare: decimo posto in classifica con 32 punti dopo 25 giornate, a un solo punto dall’ottavo occupato dal Bologna (33 punti), in una zona che profuma di campionato di alto livello, lontano dal sogno europeo ma da una grandissima posizione per una neopromossa Eppure, il titolo di questa stagione resta lo stesso: tutto chiede salvezza, come nel romanzo di Daniele Mencarelli che ha ispirato il film omonimo.

Perché sotto la superficie di un piazzamento importante e inaspettato per una neopromossa reduce dall’inferno della retrocessione e dalla pronta risalita dalla Serie B, c’è ancora un margine troppo sottile con la zona calda. Cagliari e Parma inseguono a 29 punti, Lecce e Fiorentina continuano a vincere e dai viola il margine è un rassicurante +11 mentre sono sono 8 i punti di vantaggio dalle quartultime Lecce, Genoa e Cremonese: un vantaggio rassicurante, ma non blindato.

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Undici punti? Sembrano tanti a febbraio, ma il campionato italiano ha insegnato che nulla è scontato fino alla aritmetica. La partita di Udine è una sorta di campanello d'allarme. I friulani sono passati in vantaggio al 10’ con Solet, su appoggio di Ekkelenkamp, mettendo i neroverdi con le spalle al muro finché non è riuscito ad alzare i giri del motori. Nella ripresa è emerso il carattere di questa squadra che ha spinto il Sassuolo alla rimonta in 37 secondi con Laurienté e Pinamonti.

Nove vittorie, cinque pareggi, undici sconfitte: numeri da metà classifica per una squadra che, solo 10 mesi fa, festeggiava il ritorno in A con record di punti in cadetteria. E Grosso non si sbilancia: “Dobbiamo pensare prima di tutto a consolidare la categoria. Non siamo ancora salvi, e guai a crederlo”.

Il calendario ora offre opportunità ma anche trappole. Verona in casa venerdì prossimo, poi un filotto di gare che possono valere tanto. Ogni punto guadagnato non è solo per scalare, ma per mettere un ulteriore mattone tra sé e il baratro. Perché il Sassuolo sa bene cosa significhi precipitare: la retrocessione del 2024 è ancora una ferita aperta, la risalita del 2025 una rivincita meritata. Ora serve lucidità perché la salvezza non è un regalo: va conquistata con umiltà, partita dopo partita.

Il piazzamento attuale è un lusso che la squadra può permettersi di guardare, ma non di inseguire a cuor leggero. Prima la permanenza, poi – chissà – sogni più alti. Perché nel calcio, come nella vita raccontata da Mencarelli, tutto chiede salvezza. E per i neroverdi, in questo momento, quella salvezza ha la priorità assoluta. Il resto può aspettare.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 09:13
Autore: Sarah G. Comotto
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