Tira di più un tedoforo che un pelo di figa! Scusate per la parola tedoforo, ma era proprio il caso di dirlo. Massimo Boldi, sì proprio lui, il Cipollino de noi artri, è stato rimosso dalla lista dei tedofori e non porterà più la fiaccola olimpica dopo un’intervista in cui ha detto: “Sono un grande atleta. Di quale disciplina? La figa”. Viviamo nel Paese delle incongruenze e delle apparenze, nel Paese più stupido del mondo, forse secondo solo all'America di Trump, dove puoi finire crocefisso per una banale intervista o per un 6 in pagella a Pinamonti, in un Paese che fino a poco tempo fa ha votato un presidente del Consiglio famoso (anche per il Bunga Bunga) e che si indigna per cosa? Per una stupida intervista?

La polemica per la fiaccola tolta a monsieur Cipollino, quello di TA-TA-TA-TA tachicardiaaaaaa ha superato, per poco, la polemica che era nata tra mister - non sono affatto permaloso ma non chiamatemi permaloso altrimenti divento permaloso ehi chi ha detto permaloso ma come ti permetti - Cesc Fabregas e la vecchia diatriba tra giochisti e risultatisti. Un must che ritorna soprattutto quando c'è di mezzo Max Allegri. Ha culo? Boh, forse, anche, ma può andarti bene una volta, due, tre, dieci ma non di più. E capisco Cesc il non permaloso, che mi ha ricordato mister De Zerbi (un saluto caro mister) e che ha visto la sua squadra dominare in lungo e largo e poi uscire dal campo con 3 gol nel di dietro, a proposito di culo ma non inteso come fortuna, e 0 punti in classifica. Chissà cosa penserà Spalletti perché la Juventus è la prima squadra che ha perso un match di Serie A con un possesso palla di almeno il 78% da quando il dato è disponibile (dal 2004/05). E lo stesso potrebbe dire Grosso dopo il ko del Sassuolo con il Napoli. Non siamo a questi 'spaventosi' numeri di possesso palla ma il dato impressionante è sui tiri in porta: 21! Il Napoli non ne subiva così tanti dal 2018, contro il Milan!

Ma è chiaro che tutto questo non basta perché produrre 21 tiri verso lo specchio ma solo 4 in porta (contro i 4 in porta degli avversari sugli 11 tentati) è sinonimo di scarsa precisione ed è sinonimo di un attacco che non funziona. E qui torna in ballo sempre lui. Il Pina. Il più amato-odiato-odiato-odiato-amato dei giocatori del Sassuolo. Meritava 5, 4, 6. Non conta. "Non segna da 9 partite e ieri ha fatto schifo" il commento più gettonato. Cocteau diceva: "Non si deve confondere la verità con l'opinione della maggioranza". E soprattutto, aggiungo io, la si può pensare in maniera diversa senza bisogno di dare del deficiente, dell'impreparato, del corrotto, dell'incompetente all'altro. Non siate come Cassano.

Chiaro che il centravanti deve segnare, lo abbiamo detto spesso, specie uno pagato 20 milioni che non ha ripagato l'investimento (uno che sarebbe a libro paga, poi di chi, scriverebbe questo?) ma ci sono partite e partite. E ieri Pinamonti ha contribuito all'ottima prova del Sassuolo di Fabio Grosso che torna con un babà, una pizza e un fiocco di neve di Poppella in mano, ovvero con tante cose buone ma con un pugno di mosche, però ha dato segnali importanti specie dopo la brutta prova con la Juve del 6 gennaio, prima con la Roma e poi con il Napoli.

Menzione d'onore per Fabio Grosso. Non cambia fisionomia e filosofia, non si snatura nonostante i pari di Verona e Parma (11 tiri e 4 rispettivamente ma 1 punto in saccoccia) al Maradona che avevano dettato la via, sceglie di 'morire' con le sue idee e alla fine ha ragione perché il Sassuolo non piazza il pullman davanti la difesa e, nonostante sia passato in svantaggio dopo appena 7 minuti, gioca e per larghi tratti fa la partita, creando più pericoli rispetto al Napoli e andando via dal Maradona con tanti rimpianti. La migliore delle tre prove giocate con le big nonostante si ritrovi anche ieri a mani vuote ma la prestazione in terra partenopea deve essere uno step per ripartire con Cremonese e Pisa nelle prossime due sfide. Ma caro mister, che vuoi farci. D'altronde sappiamo come va il mondo. Lo so, lo so. Non lo sapessi ma lo so...

Sezione: Editoriali / Data: Dom 18 gennaio 2026 alle 10:05
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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