Inutile girarci attorno: così non va! Non solo per l'astinenza da vittorie che dura dal 6 dicembre scorso, non solo perché negli ultimi 2 mesi e 8 giorni sono arrivate solo due vittorie, non solo perché il 2026 è iniziato nel peggiore dei modi con 6 gol subiti e 1 solo gol fatto. Il Sassuolo è in flessione ma, vista la buona prova per i primi 50-55 minuti contro la Roma, andiamo piano e non esageriamo parlando di caduta libera, possiamo però sdoganare un'altra parola e lo vedrete alla fine. Di sicuro in questo momento non tutto gira per il verso giusto, a cominciare dall'infermeria sempre affollata e che ha tolto di mezzo Domenico Berardi e anche il suo vice, ha tolto di mezzo Kristian Thorstvedt, e non permette a Grosso di compiere molte rotazioni in un periodo di gare affollatissimo.

Gli alibi non mancano ma non mancano nemmeno le cose positive perché innanzitutto con la Roma era importante mostrare una reazione dopo la pessima prova con la Juventus, forse la peggiore prova della stagione sin qui. E la reazione c'è stata. Il Sassuolo non ha sbagliato atteggiamento, a provato ad approfittare degli spazi che la Roma ha concesso in difesa ma ha sbattuto sul muro eretto da Svilar. Peccato perché non sappiamo cosa sarebbe successo se Koné, Laurienté o Fadera avessero trovato il gol nel 1° tempo. La partita sarebbe andata in direzione favorevole per i neroverdi, almeno provandola a immaginare, perché la Roma avrebbe dovuto lasciare ancora più spazi dietro e negli spazi il Sassuolo ci va a nozze.

Peccato però che la prova non sia durata per tutti e 90 i minuti. Certo, non è semplice mantenere l'attenzione alta per tutta la gara, non è semplice andare ad alta intensità per tutta la gara. Credo che uno dei momenti decisivi della sfida sia stato il cambio di Ferguson. Con lui il campo il Sassuolo giocava sui riferimenti fissi, perché l'attaccante classe 2004 era 'statico', invece con l'ingresso di El Shaarawy e lo spostamento di Dybala a punta centrale, sono venuti a mancare quei riferimenti che avevano dato certezze al Sassuolo nel primo tempo, la Roma ha alzato i giri e la maggiore qualità dei suoi interpreti, aumentata notevolmente poi con l'ingresso di Wesley (fortissimo) ha spostato l'inerzia della sfida mandando in bambola la retroguardia neroverde e la Roma ha meritato di vincere e ha sfiorato il vantaggio prima con Tsimikas e poi c'è stato anche l'episodio del rigore, giustamente revocato a Soulé per fuorigioco (che stupidata però non revocare anche il cartellino giallo e lo dico indipendentemente dal colore delle maglie).

Certo, poi c'è stato un grosso problema. Il Sassuolo è andato via via disintegrandosi. E questo non va bene. Un po' come accaduto nella sfida con la Juve di quattro giorni prima, con i bianconeri che hanno trovato due gol in due minuti e hanno chiuso la gara, anche con la Roma il Sassuolo è stato colpito e affondato come nella più classica delle battaglie navali, e poi ha rischiato addirittura di tornare con una goleada (26 tiri totali subiti, record per la Roma) che sarebbe stata davvero immeritata per quanto visto in campo. A convincere poco e nulla sono state anche le scelte di mister Grosso. Certo, il tecnico i cambi prima o poi li doveva pur fare ma, per il sottoscritto, ha tolto Lipani e Fadera, fin lì due dei più positivi. Vranckx sparito dai radar sembra andare in giro con il motore ingolfato, Cheddira largo è un esperimento che nemmeno Victor Frankenstein approverebbe dopo aver visto i fallimenti precedenti. A sua discolpa, come scritto sopra, gli infortuni che hanno tolto al tecnico alcune scelte (e qui arriva il messaggio alla società perché urgono rinforzi) ma non basta a giustificare il pessimo andamento recente.

E la prossima settimana arriva anche il Napoli, altro avversario storicamente difficile da affrontare per il Sassuolo e che è in lotta per lo Scudetto. Il Sassuolo dunque rischia di perdere tre gare consecutive, di prolungare la serie peggiore della stagione, e di presentarsi poi il 25 gennaio con la Cremonese con la necessità di dover vincere a tutti i costi. Ovviamente, calma, la gara con il Napoli va giocata, c'è tempo per ritrovare il Buen Camino, ma l'aver sprecato una buona prima ora di gioco contro la Roma, il crollo finale, le vittorie che non arrivano, la scarsa prolificità dell'attacco, sono tutti dei campanelli d'allarme che sdoganano una sola parola: crisi.

Sezione: Editoriali / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 16:02
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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