Nel Settore Giovanile Sassuolo, dove Domenico Berardi ha scritto pagine di storia diventando il simbolo assoluto del club, sta crescendo un ragazzo che inevitabilmente porta con sé il peso del paragone: Gabriele Negri. Classe 2006, ala destra numero 11 della Primavera di Emiliano Bigica, Negri incarna diverse qualità che ricordano il percorso del capitano neroverde ai suoi esordi. Ala destra di ruolo, numero 11 sulla schiena, piede sinistro naturale e una capacità innata di creare superiorità numerica: alla scopertina di Gabriele Negri, il nuovo talento del Sassuolo Primavera.

Chi è Gabriele Negri

Versatile per natura, può giocare anche ala sinistra o da seconda punta nel 4-3-3 o 4-2-3-1, rendendosi utile sia in fase offensiva che di non possesso grazie a una discreta intensità nel pressing. Negri incarna alla perfezione il prototipo di esterno moderno che il Sassuolo ha sempre saputo valorizzare. Alto 175 cm, agile e scattante nei primi metri, Negri eccelle soprattutto nello uno contro uno. Il suo dribbling è secco, imprevedibile, con cambi di direzione fulminei e un controllo di palla strettissimo che gli permette di saltare l’avversario anche in spazi ridotti. Non è solo abile a puntare e saltare il proprio diretto avversario: Gabriele sa accentrarsi sul sinistro per calciare in porta con potenza e precisione, oppure allargarsi per servire cross velenosi con l’esterno. La sua creatività è il vero valore aggiunto: è capace di inventare la giocata che cambia il ritmo della partita, anticipando le dinamiche di gioco con una visione che va oltre la sua età.

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Il paragone tra Gabriele Negri e Domenico Berardi

Come Berardi, anche Negri è un esterno destro con piede sinistro educato, capace di accentrarsi per calciare in porta con potenza e precisione. Il dribbling secco e imprevedibile nei primi metri, il controllo palla strettissimo, la capacità di saltare l’uomo in spazi ridotti: sono tratti che evocano il giovane Berardi arrivato dalla Calabria, dalla sua Bocchigliero, e poi esploso in neroverde. Entrambi hanno dimostrato fin da subito una naturale propensione al gol da fuori area e una freddezza nei momenti decisivi. Negri, come Mimmo, non si limita a crossare: cerca la conclusione personale, spesso con tiri a giro o rasoterra angolati che sorprendono i portieri. Le statistiche giovanili parlano chiaro. Negri ha già segnato gol di pregevole fattura in Primavera 1 e Youth League, tra cui uno splendido dribbling e botta sotto l’incrocio contro la Juventus Primavera lo scorso agosto, proprio come Berardi faceva nei campionati giovanili. Entrambi hanno (o hanno avuto) quella spensieratezza nel provare la giocata difficile senza paura di sbagliare. Le somiglianze non finiscono qui.

Fisicamente entrambi non sono giganti, ma compensano con agilità, esplosività e intelligenza tattica. Negri, come il Berardi dei primi anni, sa rendersi utile anche in fase di non possesso con pressing e ripiegamenti, qualità che lo staff neroverde apprezza particolarmente. E come Domenico, che ha sempre rifiutato paragoni facili per costruirsi una carriera unica, Negri si concentra sul lavoro quotidiano: umile, maturo fuori dal campo, attivo sui social ma senza distrazioni. Ovviamente le differenze ci sono, e sono enormi. Berardi è già leggenda: oltre 300 presenze in Serie A, capitano, bandiera, uno dei migliori italiani della sua generazione.

Negri è ancora un prospetto: 5 gol e 1 assist in questa stagione Primavera, ma con un percorso che potrebbe accelerare. Il paragone che facciamo qui non deve essere un peso ma uno stimolo. Se Negri riuscirà a mantenere la continuità, la tecnica e la fame che lo contraddistinguono, il Sassuolo potrebbe avere trovato un altro talento importante. Per ora è presto per etichette. Ma guardando Negri saltare l’uomo, accentrarsi e cercare la porta col sinistro, è impossibile non pensare a quel ragazzino calabrese che, quindici anni fa, iniziava a far sognare il popolo neroverde.

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Sezione: Sassuolo Primavera / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 16:31
Autore: Manuel Rizzo
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