Mentre l’Italia intera era ancora intenta a contare medaglie invernali a Milano-Cortina 2026 in una domenica da sogno con la stessa foga con cui si contano like indonesiani su Instagram, e il Villaggio Olimpico finiva i preservativi in tempo record, ecco che il Sassuolo, in quel di Udine, ha deciso di regalarsi una piccola Olimpiade personale: specialità “rimonta express in 37 secondi netti”, disciplina che non esiste ancora nel programma del CIO ma che meriterebbe l’oro d’ufficio, una rimonta che ha lasciato l’Udinese più nuda e spaesata di un atleta dopo la festa di chiusura.

Pronti, via: primo tempo da far venire i brividi, ma non di freddo alpino. Anzi, il tempo era inaspettatamente bello e soleggiato in quel di Udine. L’Udinese va avanti con Solet al 10’, gol pulito, quasi elegante, roba da slittino senza freni. L’Udinese controlla come se fosse già sul podio della noia cronica. Il Sassuolo? Sembra uno di quei patinati influencer da Olimpiade che posta stories dal villaggio con la caption “sto soffrendo ma #nevergiveup”, mentre in realtà sta solo aspettando il secondo tempo per esplodere.

Poi arriva la ripresa, e qui scatta la rimontona dei neroverdi grazie anche alle intuizioni di Fabio Grosso che un po' come il divino Otelma alla vigilia aveva dichiarato che i cambi sarebbero stati determinanti. Detto-fatto: in campo Coulibaly e soprattutto Ulisses Garcia, con quest'ultimo decisivo nelle azioni che porteranno ai due gol del Sassuolo. Tempo 37 secondi di gioco effettivo, cronometro alla mano: 56’ Armand Laurienté trasforma un assist di tacco da Pinamonti in gol da standing ovation (roba che nemmeno Sinner quando risponde da 0-40); 58’ lo stesso Pinamonti, dopo tre mesi di digiuno realizzativo, si butta di testa e ribalta tutto. Due minuti ma 37 secondi effettivi signore e signori: più veloce di una polemica su Sanremo 2026, dove ancora non è iniziato il Festival (parte il 24) e già Fiorello spara su Pucci, TonyPitony e chissà chi altro finirà nel tritacarne social. Trentasette secondi esatti tra i due gol: più veloce della corsa agli ultimi pacchetti al condom dispensary del Villaggio Olimpico, dove l’Italia ha dimostrato di essere campionessa mondiale di “chi prima arriva, prima si mette al sicuro”.

Metafora del condom a parte: questo Sassuolo è un po’ come quegli atleti che partono piano, sembrano spacciati, poi all’improvviso tirano fuori il coniglio dal cilindro (o il tacco di Pinamonti in questo caso) e vincono medaglie che nessuno si aspettava. Dopo il 5-0 casalingo dall’Inter – che è stato il nostro momento “sbronza trash post-vittoria” – ecco la reazione da campioni: tre punti in trasferta, aggancio all’Udinese in classifica, e un decimo posto che fa sorridere e fa guardare speranzosi il futuro, lontani anni luce dalla zona rossa ben oltre le aspettative, con la salvezza praticamente già in tasca.

Fabio Grosso, poi, merita un inchino alla Brignone: ha preso una squadra reduce da una figuraccia e l’ha fatta giocare - nel secondo tempo - con la fame di chi sa che dopo la medaglia c’è sempre la prossima manche, e che se i preservativi finiscono, beh...si improvvisa lo stesso. Laurienté danza come Fontana nello short track, Pinamonti si sblocca come se avesse tolto il tappo a una bottiglia di spumante scaduto (ma il gesto di zittire i tifosi dopo gli improperi rivolti a lui a seguito del gol sbagliato e della brutta prestazioni fino al minuto 55 non mi è piaciuto), difesa che regge l’assalto finale nello sterile forcing friulano (gol annullato a parte).

E mentre l’Italia litiga per i biglietti con visibilità zero alle gare di bob, per Corona che denuncia Mediaset per estorsione, per le orde napoletane che trasformano Roccaraso in “Mappatella Beach sulla neve” e per l’ennesima nozze-trash finita in consiglio regionale, il Sassuolo fa la cosa più semplice del mondo: entra in campo, subisce in un primo tempo opaco, poi in due minuti fa vedere chi comanda. Roba da dire: forse la vera medaglia storica di questi Giochi non è il record battuto a Lillehammer, ma il Sassuolo che ribalta l'Udinese in soli 37 secondi. Mattarella dove sei?

P.S.

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Sezione: Editoriali / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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