Quando hai poco da fare sul mercato di gennaio vuol dire solo una cosa: che non hai bisogno di 'riparare' perché in estate hai fatto un buon lavoro. E questo è proprio il caso del Sassuolo che si è 'svegliato' dall'apparente letargo solo nelle ultime 72 ore del calciomercato Sassuolo di gennaio regalando 4 nuovi acquisti a mister Grosso che vanno a puntellare una rosa già forte e che abbiamo imparato a conoscere in queste prime 23 giornate di campionato. Serviva poco, come detto, e quel poco è stato fatto. Anzi, da un certo punto di vista è stato fatto di più perché Bakola può essere considerata la classica ciliegina che va a imbandire una torta preparata ad arte dai pasticcieri del ds Palmieri e dell'a.d. Carnevali, laddove pasticcieri non sta per autori di pasticci in senso figurato ma per veri maestri dell'arte bianca, in questo caso dell'arte del calciomercato.

L'unica osservazione che si può muovere, un po' come fatto in estate, è quella relativa al mancato arrivo del terzino destro. In estate è stata fatta una scelta, scommettendo sull'adattabilità di Walukieiwciz, per dare più copertura a una difesa spesso sofferente, e con Coulibaly che doveva servire a scombinare le carte con un atteggiamento più offensivo e sbarazzino. E il Sassuolo ha scelto di non intervenire, ha scelto di non acquistare tanto per acquistare perché evidentemente i nomi proposti (Lazzari, Mazzocchi, Konoplya, Ebosele quelli che si sono letti in giro) evidentemente non convincevano al 100% e così la scelta è ricaduta ancora sull'accoppiata Walukiewicz-Coulibaly, con quest'ultimo che ha ricevuto anche una richiesta dall'Udinese per continuare in Serie A (evidentemente c'è del potenziale), ma alla fine il Sassuolo ha scelto di puntare su di lui anche nella seconda parte di stagione.

Per il resto è stato un mercato improntato sul futuro. Vero, è arrivato Ulisses Garcia che ha esperienza e può spingere con Doig sulla fascia mancina. Poi è arrivato Nzola che è andato a sostituire il partente Cheddira. I dubbi sono sulla tenuta mentale. Sappiamo che senza la testa non si va da nessuna parte ma Sassuolo potrebbe essere l'ambiente giusto per tornare quello che è stato a La Spezia. E credo che Nzola si sposi meglio rispetto a Cheddira (che come ho scritto a più riprese non mi convinceva del tutto già dal suo arrivo) con il gioco di Grosso e perché no, possa anche riuscire a strappare la maglia da titolare di Pinamonti in più di un'occasione. Poi il resto lo deciderà, come sempre, il campo.

Come si diceva, è stato un mercato futuristico e futuribile con il Sassuolo che ha pensato anche ai prossimi scenari andando a ingaggiare il difensore brasiliano classe 2004 Pedro Felipe, sperando di ripetere l'operazione Muharemovic di un anno e mezzo fa proprio dalla Juventus, e poi è arrivato Darryl Bakola, classe 2007, il più giovane della compagnia e che ha già creato tanto hype attorno a sé perché arriva dall'Olympique Marsiglia di De Zerbi e Carnevali si è già sbilanciato sul suo conto parlando di "uno dei migliori giovani mai avuti in questi anni a Sassuolo". Mica male come biglietto di presentazione!

Poi, dulcis in fundo, il riscatto anticipato di Ismael Koné (magari per fare un favore al Marsiglia, questo lo aggiungo io con malizia, vista l'eliminazione dalla Champions e i tanti mancati introiti annessi) che è un bel regalo per il club che in estate poi dovrà decidere se accettare o rifiutare le offerte per lui. A gennaio il diktat è stato chiaro e ancora una volta è stato rispettato: i migliori non partono. E non sono partiti. E questo sicuramente è un altro grande risultato ottenuto dal Sassuolo che si è permesso di dire no alle richieste milionarie per Muharemovic, Koné, Laurienté, ecc, ecc, senza dimenticare Idzes e compagnia. Segno che è stato ricreato un grande valore, a partire dall'anno scorso dopo la retrocessione, e che il Sassuolo che tutti conosciamo è tornato! Avevate dubbi?

Voto: 7+

Sezione: Editoriali / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 17:13
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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