Nel calcio, gli eroi non sempre arrivano con mantelli e spade: a volte bastano un tacco geniale, un colpo di testa preciso e la freddezza di chi sa che il momento giusto è arrivato. Andrea Pinamonti, domenica 15 febbraio al Bluenergy Stadium, ha incarnato esattamente questo archetipo. Contro l’Udinese, in una partita che odorava di beffa per il Sassuolo sotto 1-0 dopo il gol bianconero di Oumar Solet, il centravanti classe 1999 ha trasformato 37 secondi in leggenda: prima un superbo assist di tacco per il pareggio di Armand Laurienté, poi il gol del 2-1 definitivo al 58’, di testa su cross millimetrico di Ulisses Garcia.

Due tocchi decisivi nel giro di 37 secondi effettivi per riprendersi la scena e per tornare al gol: era da 98 giorni che il Pina non finiva sul tabellino dei marcatori. Un uno-due micidiale che ha completato la rimonta lampo del Sassuolo, proiettando i neroverdi al decimo posto in classifica a quota 32 punti, agganciando proprio i friulani. Per Pinamonti, reduce da un digiuno realizzativo durato più di 3 mesi (l’ultimo gol in campionato risaliva a novembre con l'Atalanta), è stato il ritorno al gol più bello e tempestivo: non solo tre punti preziosi, ma una dichiarazione di intenti in un momento in cui il Sassuolo ha bisogno di certezze offensive.

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A 26 anni, Pinamonti sta vivendo una stagione di consolidamento sotto la guida di Fabio Grosso. Le critiche non sono mancate, così come un piccolo momento di tensione con i tifosi presenti nel settore ospiti che lo hanno beccato dopo gli errori e dopo una 50ina di minuti non all'altezza. Da novembre Pinamonti non segnava in Serie A. Zero gol, 25 conclusioni inutili, Opta lo indicava come il giocatore con più tiri a secco dal centrocampo in poi. Roba da dire: "Andrea, ma hai dimenticato dove sta la porta?". Critici in delirio: "Troppo caro", "Non è un bomber vero", "Con lui non si va da nessuna parte". E dopo il 5-0 dall’Inter sembrava finita, con la gente che già sognava Nzola titolare fisso. Poi il tacco del riscatto, il gesto di zittire i tifosi (non bello) e da lì un nuovo inizio per il Pina.

In 23 presenze di Serie A (quasi tutte da titolare), ha totalizzato 5 gol e 3 assist. Celebrazione importante per il gol, abbracci con i compagni, un pugno al cielo: gesti che dicono “sono tornato”. Per Grosso, che lo ha sempre difeso nei momenti difficili, è la conferma di aver puntato sull’uomo giusto al centro dell’attacco del 4-3-3 neroverde. Laurienté e Berardi sulle fasce, Pinamonti al centro: un tridente che, quando ingrana, fa paura.

"Era forse il momento più difficile della sua gara perché gli era capitata poco prima quell'occasione che era in 5 metri di fuorigioco e ha messo dentro tante caratteristiche che lui ha e che sa che può utilizzare con continuità, come l'assist e quel carattere e quella ferocia che può implementare in più situazioni. Lui ha le qualità di un giocatore importante, può salire sotto certi punti di vista, non è facile quando hai gli occhi addosso ma sono contento perché nel momento più difficile quella rabbia e quella cattiveria e quel gesto è stato più istintivo per la carica che gli aveva creato la gara e lo metterei da parte, sottolineerei la sua reazione e quella della squadra. La partita è cambiata perché abbiamo messo in campo le nostre caratteristiche, subendo poco, soprattutto su questi cross ma ci siamo difesi con attenzione" ha detto il tecnico commentando il momento di Pinamonti a Udine.

Ora il Sassuolo guarda avanti, con la prossima sfida casalinga contro l’Hellas Verona venerdì 20 febbraio alle 20:45 al Mapei Stadium. Pinamonti, fresco di exploit, sarà l’uomo da cui ripartire per continuare la corsa verso una classifica tranquilla. Perché in Serie A, gli eroi non nascono per caso: si costruiscono con lavoro, pazienza e quel guizzo che cambia tutto in un istante. E domenica, a Udine, Andrea Pinamonti ha dimostrato di avere quel guizzo da vero eroe neroverde.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 09:50
Autore: Sarah G. Comotto
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