L’epilogo della stagione della SPAL non è stato digerito in tranquillità da una parte della tifoseria. Più che l’addio alla Serie A, ha lasciato il segno il finale della stagione della squadra di Di Biagio che, dopo il lockdown ha subito dieci sconfitte e raccolto appena due punti, frutto dei pareggi interni con Milan e Torino. Dopo che alla vigilia della trasferta sul campo del Genoa, finita con il successo della formazione di Nicola, era comparso nel parcheggio antistante il Centro sportivo dove i giocatori sostengono gli allenamenti uno striscione con l’eloquente invito ad un maggior impegno, ieri, all’indomani del k.o. a Verona, è ne è apparso un altro, con l’imperativo a lasciare la città accompagnato da una testa di una porchetta mozzata e i giocatori paragonati proprio all’animale lasciato a terra. Mentre nel primo caso i rappresentanti della Curva Ovest si erano assunti la paternità dell’atto, anche perché avevano incontrati i giocatori e Di Biagio esternando il loro malcontento, questa volta non ci sono state rivendicazioni, né tanto meno firme. Anzi, tutti i rappresentanti la tifoseria organizzata, compreso il Centro di Coordinamento, che ha anche pubblicato in merito un comunicato, hanno preso le distanze, criticando l’accaduto.

Un atto che, conoscendo l’ambiente degli sportivi ferraresi, lascia spazio a molti interrogativi. Non rientra certamente nello stile e nelle abitudini della stragrande maggioranza dei tifosi della SPAL. Di certo chi ha voluto esternare il proprio malcontento lo ha fatto esclusivamente nei confronti dei giocatori, che una volta, raggiunta la certezza o quasi della retrocessione, non sono più stati in grado di disputare partite almeno decorose. In campo non c’è più stata capacità di reagire e questo ha fatto scattare la reazione culminata con questo deprecabile atto, anche perché, risultati e prestazioni a parte, non si erano registrati episodi, al di fuori del puro aspetto calcistico che potessero far ipotizzare simili reazioni in città. Probabilmente chi ha espresso i questo modo il proprio disappunto non ha digerito la forse esagerata rassegnazione delle maggior parte di giocatori della squadra di Di Biagio, che ha subito severe lezioni con 31 gol subiti nelle ultime 11 gare, chiudendo la stagione all’ultimo posto una posizione mai occupata dalla Spal nei suoi oltre cento anni di storia. Un episodio destinato a rimanere quindi isolato, mentre la società è già al lavoro per costruire il gruppo su cui puntare per tentare l’immediato ritorno nel massimo campionato. A riferirlo è La Gazzetta dello Sport.

Sezione: Non solo Sasol / Data: Ven 31 luglio 2020 alle 20:18
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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