"Quando tocchi il fondo puoi solo risalire". Ieri i giocatori del Sassuolo versione 2023/2024, la più brutta delle 11 versioni in Serie A a tinte neroverdi, hanno toccato il fondo ("più in basso di così c'è solo da scavare" cit.) ma hanno la voglia di risalire? Si può perdere, ma non si può perdere mai la dignità, non si può perdere mai l'orgoglio e l'amor proprio. E ieri i giocatori del Sassuolo ci sono riusciti appieno! Via le maschere, via gli alibi di Alessio Dionisi (ah ma allora tutte le colpe non erano solo dell'allenatore?) e via all'interregno di Emiliano Bigica, all'esordio assoluto da allenatore in Serie A. Neroverdi con il 4-3-3 ma per gran parte della gara costretti al 4-5-1 dal Napoli che non vinceva in trasferta da 95 giorni, poi gli azzurri avevano accumulato 5 sconfitte, un pareggio e un solo gol nelle ultime 6 gare di campionato fuori casa. La squadra ora guidata da Calzona non aveva mai segnato più di quattro reti in questa stagione, bisogna tornare indietro di 669 giorni per ritrovare un altro 6-1. Sì, quello: era il 30 aprile 2022, goleada rifilata proprio al Sassuolo in un clima di contestazione per il sogno scudetto che era smarrito.

Male, molto male il Sassuolo, nonostante il gol iniziale di Racic segnato su una delle poche sortite offensive della squadra emiliana che ha chiuso con il 28% di possesso palla e, udite udite, solo 3 falli commessi (!) e 0 cartellini gialli contro una squadra che li ha letteralmente travolti dal primo all'ultimo minuto (e per fortuna che dopo l'1-5 ha tolto il piede dall'acceleratore). Una partita con 3 falli non si vede probabilmente nemmeno durante una sfida a calcetto tra amatori durante la settimana. Che il Sassuolo avesse delle lacune sotto l'aspetto caratteriale lo sapevamo da tempo, ma ieri è stato veramente superato il limite con la squadra che ha preso una bella rumba (della vergogna total però non della noia). Chiaro che, in una situazione così 'disgraziata' gli equilibri sono sottili e dunque basta veramente anche un soffio di vento per scompigliare il tutto. Ieri però il vento era di burrasca e la squadra, troppo fragile mentalmente ma anche nelle fondamenta, non ha retto.

C'è veramente poco da commentare dopo una debacle del genere. In questo momento, è dura ammetterlo ma anche se la mia onestà intellettuale non è apprezzata da qualcuno che evidentemente è abituato ad avere lacché tra i piedi, bisogna dirlo in maniera diretta: il Sassuolo a oggi merita la Serie B. Questa squadra non ha mordente, non ha cuore, non ha le palle, non ha niente di niente! Sassuolo e Salernitana dopo 26 partite sono le due squadre peggiori della Serie A per quanto fatto vedere sul campo! Hai voglia poi a parlare di finali da giocare e ma tanto c'è la prossima, ne mancano 12 alla fine, qualcuno avvisi la truppa! Perché a furia di pensare alla prossima siamo arrivati a marzo e la sensazione, ancora una volta, è di gente poco preoccupata e anche poco attaccata alla causa, che non si spaventa per la contestazione dei tifosi che con una delegazione ha incontrato la squadra dopo il ko con l'Empoli. Si pensa sempre al futuro ma c'è qualcuno che pensa al drammatico presente che sembra peggio della crisi coniugale tra i Ferragnez, oppure è meglio far finta di niente?

Dispiace, dispiace umanamente soprattutto per Emiliano Bigica, il meno colpevole di tutti in questa situazione, e che ieri giustamente sognava (e avrebbe meritato) un esordio diverso. Ci eravamo illusi che con due soli allenamenti alle spalle in cui ha fatto più da papà che da allenatore potesse ribaltare una situazione apparsa drammatica sin dai primi vagiti della stagione a tanti, ma mister Bigica non si è ancora attrezzato per i miracoli. E ora quello servirebbe al Sassuolo, un miracolo, o forse qualcosa in meno perché ci sono due modi per risolvere i problemi: piangersi addosso oppure reagire, ma non con le esultanze polemiche, le belle frasi, tutte cazzate, bensì con i gesti e le intenzioni. Poi ci sarebbe anche un terzo modo, ovvero chiamare il signor Wolf di Pulp Fiction, ma il calciomercato ormai è chiuso da un pezzo...

Sezione: Editoriali / Data: Gio 29 febbraio 2024 alle 11:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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