Claudio Chiellini, fratello di Giorgio ed ex direttore sportivo del Pisa, attualmente Head of Next Gen della Juventus, presente ad un evento al J|Hotel legato "Al rapporto con il Calciatore”, ha parlato di diverse tematiche, dicendo la sua anche su Pedro Felipe, difensore brasiliano classe 2004 che ha lasciato la NextGen Juve per passare al Sassuolo a gennaio.

Ecco le sue parole riprese da TMW: "C’è sempre un gioco di squadra nello scegliere un giocatore. Noi abbiamo l’obiettivo di far crescere il giocatore e possibilmente portarlo in prima squadra. La scelta avviene dopo mesi in cui il giocatore viene seguito dallo scouting, in video e dal vivo. Il giocatore viene incontrato di persona o tramite videochiamate. Ci concentriamo sul lato umano e poi cerchiamo di capire con l’allenatore se il giocatore è quello giusto. La visione del ds è il più possibile vicina a quella dell’allenatore".

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Quali sono i rapporti con gli allenatori e i giocatori?
"Con l’allenatore c’è un rapporto di confronto. Con Brambilla abbiamo un rapporto diretto, di stima: abbiamo imparato a conoscerci e per me è più facile individuare i giocatori che possono andare bene per il suo calcio. Il rapporto è quotidiano con lo staff, lo staff medico e tutte le persone che fanno parte della squadra. Con i giocatori, soprattutto i giovani, devi avere pazienza: devi parlarci una volta in più, devi spiegare. C’è bisogno di pazienza, ma poi ti viene riconosciuta. Ho avuto un bellissimo messaggio da Pedro Felipe, che è andato in prestito al Sassuolo. Arrivava da un contesto di estrema povertà, dall’estate del Brasile all’inverno di Torino, non aveva mai vissuto tutto questo. Lo abbiamo aiutato nel quotidiano, nei momenti difficili, e questo ce lo ha riconosciuto. Ha mandato dei messaggi bellissimi a me, al team manager, al mister".

Per i ragazzi è meglio un passaggio direttamente alla prima squadra o un prestito?
"Dopo tanti anni di esperienza, chiunque sia nel calcio capisce chi può fare il salto. Quello che cambia è soprattutto l’aspetto mentale. Noi Pedro ce lo siamo goduti in Next perché si è fatto male al crociato, altrimenti avrebbe fatto un percorso prima. I calciatori si vedono fin dall’inizio, anche quelli che non sono predestinati ma che, con il lavoro, migliorano anno dopo anno. Quando prendiamo un giocatore sappiamo già se può essere di alto livello, medio livello o funzionale, poi ci possono essere delle sorprese. Con Max Scaglia abbiamo fatto tanti appuntamenti con giocatori che hanno relazioni positive, poi ci parli e capisci che possono essere problematici o che nell’ambiente Juve possono non funzionare. Noi abbiamo migliaia di relazioni, trattative ce ne possono essere 20 e poi ne chiudi 2-3: ti basi anche sul discorso caratteriale!.

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Sezione: News / Data: Sab 07 febbraio 2026 alle 18:29
Autore: Sarah G. Comotto
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