Non c’è ancora l’accordo per l’anticipo degli orari delle ultime otto giornate di campionato. L’Associazione Italiana Calciatori ha formulato la sua doppia proposta che prevede queste finestre per il calcio d’inizio: 17, 19 e 21 oppure 17, 19.05 e 21.15. Ma non è ancora arrivato il via libera da parte di Lega Serie A e pay-tv. L’obiettivo è quello di anticipare il via della partita della sera: 21.45 è un orario che non convince quasi nessuno e non garantisce ascolti consistenti a Sky e Dazn. D’accordo anche i calciatori che, però, fissano uno spartiacque da non valicare: le 17. Iniziare prima sarebbe eccessivo per il caldo di luglio e inizio agosto.

Quindi non è possibile trovare il punto di equilibrio che sarebbe garantito introducendo la finestra delle 16.45 che preserverebbe l’intervallo di tempo chiesto dalle tv per assicurare abbastanza stacco da una partita all’altra: due ore e un quarto. Per i calciatori è anche una questione di principio: non è possibile chiedere sempre agli atleti di adattarsi. Potrebbero farlo anche le tv limitando il tempo di messa in onda fra le tre partite, accettando uno spazio di due ore, oppure di due ore e cinque minuti o due ore e dieci. La Lega Serie A deve necessariamente mantenere una posizione di equilibrio cercando di non scontentare le pay tv con cui non mancano già le tensioni, in particolare con Sky.  

Da qui alla fine del campionato restano quattro partite già fissate alle 17.15: Lazio-Sassuolo, Genoa-Spal, Verona-Atalanta e Parma-Sampdoria. A queste si aggiungeranno quelle delle ultime tre giornate ancora da fissare. Poche gare che, però, bastano a condizionare molti turni. Al momento non sembra facile trovare un nuovo accordo. Ma l’Aic attende comunque una risposta alle sue proposte. A riportarlo è Tuttosport.

Sezione: Non solo Sasol / Data: Mar 07 luglio 2020 alle 19:22
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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