Francesco Palmieri a ruota libera. Il responsabile del settore giovanile Sassuolo ha parlato in esclusiva a SassuoloNews.net, affrontando vari temi: dalla crescita dei giovani al mercato che si è appena chiuso, parlando anche di calcio giocato e non solo. Il Direttore, sempre senza peli sulla lingua, fresco vincitore di due importanti riconoscimenti quali il premio Maestrelli e il premio come miglior responsabile del settore giovanile dell'anno, alla guida del vivaio neroverde con cui ha vinto tre tornei di Viareggio, senza dimenticare le vittorie più importanti con la crescita dei talenti (da Turati a Raspadori, da Erlic a Ghion, da D'Andrea e la lista è lunghissima), ha detto la sua cominciando dal mercato che si è appena chiusa, in un'intervista esplosiva, tutta da leggere: "Mercato? C'è stato tanto da fare. Siamo riusciti a fare delle buonissime cose. Sono contento che diversi ragazzi della Primavera dello scorso anno si sono accasati nei professionisti, tre sono andati in Serie B (Miranda, D'Andrea e Pieragnolo, ndr), gli altri in Serie C".
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Perché si sceglie di mandare in prestito un giocatore e invece si sceglie di tenerlo? Quali sono le dinamiche che spingono a fare questo tipo di scelta?
"In base alle richieste, in base alle esigenze e in base alla crescita dei ragazzi. Molte volte si tiene un ragazzo un anno in più per non farlo andare fuori, visto e considerato che in Italia sono sempre giovani...Uno a 19-20 anni è ancora giovane...Portarli fuori e farli giocare poco è follia! Così come è follia che debbano pagare i club di Serie A. Il calcio è in un momento di difficoltà e certe cose sono folli, così come dare delle quotazioni folli a dei ragazzi che magari dopo 2-3 anni non giocano nemmeno in campionati di alto livello, così come tanti si perdono. Io, dopo le partite, mi diverto a guardare tutti i ragazzi che sono passati qui e mi dispiace perché speravo che qualcuno in più potesse fare quello scatto prima del tempo ma in Italia siamo messi così".
Kevin Miranda ha esordito in Serie A ed è stata un'altra scoperta di Palmieri, che lo ha portato a Sassuolo nel gennaio del 2021 pescandolo in D dal Cassino e ora è andato in prestito al Catanzaro, in B. Cosa ci può dire in merito?
"È arrivato e non giocava nell'Under 18. Veniva da una decina di presenze nel Cassino in Serie D, è stata un'intuizione importante ed è cresciuto con noi. L'anno dopo è arrivato in Primavera e nei 2 anni in Primavera è cresciuto tanto. È arrivato un ragazzo che ha grandi qualità, nemmeno lui sa che potenziale ha, come tanti altri dei nostri giovani. Ha avuto una crescita importante e spero possa continuare a fare bene. Se ne sono accorti gli altri che Miranda era bravo, noi ce ne eravamo accorti prima, come tanti altri che sono fuori e si fa sempre finta di accorgersene sempre dopo. Ma io sono abituato a vedere questo film da 20 anni a questa parte. Non sono mai pronti, poi quelli che vengono da sotto fanno sempre più fatica a trovare spazio in Italia. Più spendi e più valgono, ma io non la penso così. Grandi soddisfazioni ce ne togliamo uguale ma io ho il rammarico per tanti ragazzi che sono ancora in giro, ma non parlo solo del Sassuolo, che ho visto in questi anni e che poi devono fare dei percorsi...ma il calcio è questo, l'ho fatto anch'io e ho capito tante cose prima sulla mia pelle e poi sul percorso dei ragazzi. Io penso che ogni tanto bisogna rischiare e bisogna aiutarli a fare un percorso. Abbiamo diversi dei nostri che stanno facendo molto bene e speriamo che i ragazzi che stanno venendo fuori adesso abbiano un percorso un po' più corto. Ma questa dovrebbe essere una politica non del Sassuolo ma del calcio italiano. La soddisfazione più grossa è quella, è aiutare e far crescere i ragazzi. Ho la fortuna di lavorare in una società dove c'è grande sintonia, c'è grande scambio di idee anche sui giovani".
Nell’ultima intervista avevamo parlato delle intenzioni che aveva per le panchine del settore giovanile e ci aveva detto che non ci sarebbero state rivoluzioni. Ci spiega le sue mosse?
"Ho fatto la cosa più semplice. Ringrazio Simone Pavan, che ha avuto la possibilità di aggregarsi a un allenatore importante, e lo vedrete fare un percorso tipo Barone, Morrone, Pensalfini. Andato via lui ho fatto salire Neri con lo stesso gruppo, è salito Gilioli, e abbiamo promosso uno dei nostri ragazzi che lavorava con noi da tanti anni. Più semplice di così, abbiamo dato continuità al lavoro perché sono rimasti anche Bigica con Francioso e Pedone per l'Under 18. Le voci su De Patre e gli altri? Grande allenatore, grande amico mio, ma non so dove siano usciti tutti questi nomi, li ho letti anch'io, ho letto tante di quelle cavolate che onestamente non avevano tanto senso: ho fatto le cose più semplici per dare continuità al lavoro. Ma sono abituato, ho fatto il giocatore per 20 anni in tutte le categorie, faccio il dirigente da più di 20 anni, poi ci sono tanti paraculi, tanti ruffiani, tanti che per farsi imbonire vogliono mettersi in luce, quelli che si devono far vedere e hanno bisogno di quello per sentirsi realizzati. Di finti preti ce ne sono tanti e bisogna stare con le antenne dritte. Io sono felice di essere alla mia maniera in questo mondo complicato e pieno di mezze figure che per farsi notare fanno i ruffiani, ma questo è il mondo dei ruffiani che per raggiungere gli obiettivi farebbero di tutto e io i ruffiani non li sopporto. Poi quando qualcuno fa bene sono tutti padri, sono tutti scopritori, mentre quando le cose vanno male spariscono tutti. Ma sono abituato. Io vado avanti così come sono!".
Ci sono stati dei cambiamenti tra i suoi collaboratori. Quest'anno è arrivato anche Daniele Corazza dopo 20 anni di Bologna: come mai questa scelta?
"Ci sono stati dei cambiamenti in questi anni. Ringrazio De Vitis per le sue belle parole e lo ringrazio perché è stato anche un grande collaboratore, oltre che un grande uomo, forse è stato uno dei miei migliori collaboratori insieme a Umberto Piazza che è il mio collaboratore principe, è con me da 20 anni. Totò è stato un collaboratore importantissimo, poi è uscito Gigi Piangerelli che mi ha dato una mano negli ultimi 5 anni con me. Per scelta Totò si è accasato da una parte (Piacenza, dopo essere andato via due anni fa da Sassuolo ndr), Gigi da un'altra parte (Bologna, ndr). Quest'anno ho preso Daniele che è rimasto a casa dal Bologna per darci una mano e speriamo possa dare una mano. Ha capito che è arrivato in una realtà diversa. Lui ha fatto diversi ruoli a Bologna, lì c'erano più persone nella gestione, ma ha già capito che è arrivato in un mondo completamente diverso e spero che possa essere produttivo come lo sono stati gli altri perché come ho sempre detto io ho sempre avuto dei collaboratori bravi".
La Primavera ha iniziato con 4 punti in 2 partite: che annata si aspetta? Si può ripetere quanto fatto l’anno scorso?
"In questo momento abbiamo delle defezioni importanti: ci mancano Bruno, Kumi e Moriano. Spero che Lipani giochi con continuità anche in Primavera, che è un 2005, è un acquisto della società importante, e se siamo tutti diventiamo fastidiosi. Abbiamo un allenatore bravo come Bigica, con il suo secondo Mino Francioso bravo e così come tutto il gruppo di lavoro, stesso discorso per l'Under 18 e per tutti gli altri. La Primavera ha iniziato bene con delle difficoltà tanto è vero che dopo l'ultima partita qualcuno mi ha detto 'cavolo, abbiamo finito con due 2006 e un 2007' e io gli ho detto: 'e allora? Dovrebbe essere la normalità perché se uno è bravo deve giocare'. Ricordo che tanti anni fa al Parma giocavano in Primavera dagli Allievi Cerri, José Mauri, al Sassuolo Oddei, altro talento straordinario, passò dall'Under 17 alla Primavera quando si infortunarono Raspadori e Kolaj. Abbiamo fatto due buoni risultati, con due partite toste. La squadra può crescere ancora ma spero che lo staff sanitario ci permetta di recuperare questi giocatori importanti e se Lipani gioca con continuità possiamo essere fastidiosi per tutti".
C’è un giocatore che sta bruciando le tappe: domenica ha esordito il 2007 Vezzosi, oltre ai 2006 Seminari e Anastasini...
"Sì, Vezzosi ha giocato nell'U16 l'anno scorso e a fine stagione è andato con l'Under 18 e quest'anno ho detto a Bigica di farlo allenare con la Primavera. È entrato e ha dimostrato di saper stare anche con quelli più grandi di qualche anno, altrimenti diciamo che i giovani in Italia non giocano e che sono sempre giovani e non giocano nella Primavera? Quando c'è la possibilità devono giocare. Quelli bravi devono giocare, Emiliano ha preferito Vezzosi a qualcun altro l'altro giorno. Io penso che abbia grandi qualità come sotto qualcun altro che sta giocando con i più grandi. Penso che in questi anni abbiamo già dimostrato di sapere cosa fare: sappiamo aspettare qualcuno, qualcuno lo sappiamo portare prima avanti. Anche Seminari e Anastasini sono entrati bene".
L’Under 17 ha appena vinto il Previdi. È pur sempre un torneo estivo ma male non fa...
"È sempre una manifestazione bella, importante. Ci sono stati dei derby, ci sono state partite combattute, ma noi grandi dobbiamo dare sempre l'esempio. I ragazzi l'hanno vinto meritatamente facendo un ottimo torneo. Abbiamo un gruppo molto competitivo e molto bello, lì potrebbe giocare Vezzosi ma abbiamo preferito farlo giocare con la Primavera a Torino, questo senza polemica verso le altre squadre. I ragazzi hanno fatto delle buone squadre, mi sono divertito, e abbiamo dei ragazzi interessanti anche in quel gruppo. È una bella soddisfazione aver vinto quel torneo".
Si è parlato di una riforma del campionato Primavera, e fra le altre cose si è parlato della possibilità di togliere le retrocessioni: cosa ne pensa?
"Non so più cosa è giusto e non è giusto. Tra le tante riunioni fatte non ci ho ancora capito niente, perché diciamo una cosa e ne facciamo un'altra. Bisognerebbe fare delle riunioni condivise con i presidenti e gli amministratori delegati perché quello che dico io può avere una valenza se si fa in una sede dove ci siano anche gli amministratori o io o i responsabili che conosciamo le dinamiche per spiegare a tutti qual è la cosa migliore per la crescita dei ragazzi. Adesso abbiamo messo i fuori quota e vogliamo togliere le retrocessioni? Abbiamo messo i fuori quota per fare un campionato più competitivo, piuttosto è meglio abbassare l'età e fare una seconda squadra. Dobbiamo trovare la via giusta per la crescita dei ragazzi. Prima tre retrocessioni su 18 erano una media alta, ora 3 retrocessioni con 20 squadre vanno bene. Bisogna sedersi e ragionare bene per la crescita dei ragazzi, bisogna anche che ognuno di noi parli con chi comanda le società per portare almeno un ragazzo all'anno in prima squadra. Ora con le nuove normative stanno cercando di mettere sempre più in difficoltà chi lavora con i giovani, ti fanno passare la voglia, mentre ci sarebbero da fare delle considerazioni in merito per non dare vantaggio a chi specula solamente sui ragazzi e non pensa al loro futuro".
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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