Martin Erlic del Sassuolo è stato il protagonista dell'ultima puntata di DAZN Talks. Il difensore neroverde ha parlato di tantissime cose, a cominciare dalla vittoria con l'Atalanta: "Sto bene, dopo una bella vittoria le sensazioni sono belle. Oggi ho fatto doppio allenamento ma siamo già abituati. Un po' più stanchino ma gambe belle piene, spingi al massimo. Come funziona? Di solito mattina forza, campo, cambio di direzione, poi pranzo e nel pomeriggio partitine, possessi, cose così. Cosa odio di più? Magari il torello...i ragazzi sono troppo bravi tecnicamente, io sono più scarso e per questo vado sempre in mezzo".
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Il Sassuolo è guarito?
"Lo ha detto Frattesi che siamo guariti. Io penso che siamo lì e dobbiamo spingere. Non dobbiamo rilassarci adesso. Abbiamo fatto 3 risultati belli che muovono la classifica ma non dobbiamo abbassare la guardia, anzi, dobbiamo spingere di più".
Si sta meglio dopo due vittorie così?
"Dopo due vittorie così si sta davvero bene. Ti godi tutto, l'allenamento, la giornata, sei più allegro e ci sono belle sensazioni tra di noi anche. Si respira un'aria bella: tanta roba".
Chi è il più tecnico del Sassuolo?
"Sono tanti che ci provano a fare tunnel, non riesce sempre. Preferisco non prendere tunnel, temporeggio un po'. Il torello serve a scherzare, per iniziare l'allenamento in maniera serena e tranquilla".
Tu ti sei adattato subito...
"Sì perché ho fatto 2 anni di Primavera qui, per me è un ritorno a casa. Ho trovato persone che conoscevo già da anni, era facile ambientarsi".
Con quale compagno ti trovi meglio?
"Con Frattesi sono più legato, ma anche con altri ragazzi si ride e si scherza come Consigli. Ci facciamo tanti scherzi, anche quello è bello perché tiene il gruppo vivo. Il posto di Scamacca? Sono accanto a Davide. Ora c'è Bajrami, è a rischio per qualche scherzo".
Bajrami?
"Si è integrato benissimo, anche perché conosceva Marchizza, Frattesi, Pinamonti. È un ragazzo disponibile, si vede, e siamo felici di averlo in squadra".
Ci racconti uno scherzo?
"Non mi piace fare il poliziotto, non farò nomi. Abbiamo nascosto qualche giorno fa le chiavi della macchina di Consigli e lui è arrivato in ritardo al pranzo, ha pagato una multa da 60 euro. Andrea è un leader del gruppo, ci ha preso bene, anche noi giovani, ci siamo integrati. Anche lui accetta questi scherzi ma dobbiamo stare attenti perché li fa anche lui".
Ci racconti la tua storia?
"A 12 anni sono andato via di casa, sono andato alla Dinamo Zagabria e ho fatto 2 anni lì. Poi mi sono trasferito al Rijeka, ho fatto 2 anni e mezzo. Mi ha visto il direttore Francesco Palmieri, che ora è al Sassuolo, mi ha voluto portare al Parma. Non è stato semplice perché sono arrivato in Italia a 15 anni, arrivare qui da solo, non era facile. Per fortuna i miei genitori mi hanno lasciato libero e io ho deciso di andare e fare questa avventura. Ho fatto un anno e mezzo al Parma, poi dopo il fallimento il direttore è venuto a Sassuolo e mi ha portato qui. Ho fatto due anni in Primavera al Sassuolo, mi sono trovato bene. Abbiamo vinto il Viareggio, io no (era infortunato, ndr). Mi sono trovato benissimo. Poi ho fatto un anno a Sudtirol in C, abbiamo fatto i playoff e siamo usciti in semifinale con il Cosenza. Poi il direttore Angelozzi mi ha voluto a La Spezia e ho fatto 4 anni. Il primo anno è stato un po' sfortunato, per l'infortunio al ginocchio. Abbiamo scritto la storia, abbiamo fatto cose fuori logica, abbiamo costruito una squadra forte partendo dal mister, Italiano, e il direttore Angelozzi che capisce tanto e ti riesce a entrare nella testa. C'era la città intera che ci spingeva. Avevamo la loro fiducia, quella del presidente, e abbiamo fatto questa impresa. Dopo ho fatto 2 anni bellissimi in Serie A e sono tornato qui a Sassuolo, per me è un passo in avanti nella mia carriera ed è anche arrivata la convocazione in Nazionale: il 2022 è stato bellissimo per me".
Chi c'era in quel Sassuolo Primavera?
"Io ero infortunato. C'erano Adjapong, Luca Ravanelli. Raspa non c'era ma c'era Scamacca. C'era Pierini, c'erano un po' di giocatori".
Il Mondiale?
"Siamo partiti subito con i piumini, poi lì c'erano 25 gradi. Tutto pazzesco, tutto bello, ma faceva un caldo pazzesco. Alla fine allo stadio c'era l'aria condizionata e faceva 20 gradi. Noi andavamo a fare riscaldamento durante la gara e c'erano dei tubi grossi che spingevano l'aria, infatti alcuni erano raffreddati, con la tosse, con la febbre. Per me è stato un viaggio bellissimo, anche se non ho giocato, stare lì è stato bellissimo. Ho fatto parte di quel gruppo, se uno me lo diceva 7 mesi fa l'avrei preso per matto. Sto dando il massimo per conquistarmi il posto. Modric? In generale quando parla Luka dà i brividi perché è un leader, sembra un ragazzino nonostante i 37 anni. Arriva per primo in palestra, a lavorare, fa prevenzione. È un campione, difficile che ne nasca un altro così. Se il Mondiale ti cambia? Sono sempre uguale ma mi ha dato consapevolezza. Devo lavorare, siamo a un livello importante e voglio arrivare ad alto livello come loro. Io davo sempre il massimo, poi il mister fa le scelte e le rispetto. Io sono arrivato lì da 7-8 mesi, non mi posso lamentare, sono lì e voglio dimostrare che posso giocare. Ho fatto 4 presenze e ho fatto capire che ci posso stare. Giocare per la Nazionale è una cosa difficile da spiegare, soprattutto per noi croati, per quello che abbiamo vissuto. Ho la pelle d'oca quando c'è l'inno, non vedi l'ora che inizia la partita".
Dove può arrivare il Sassuolo? E dove vuoi arrivare tu?
"Io non vado troppo avanti, non mi piace. Voglio vivere giorno dopo giorno e migliorare, curare i dettagli. Ora sono qui e voglio fare bene. Il mio obiettivo è dove arrivo fare sempre meglio dell'anno precedente e spero che il Sassuolo possa fare meglio dell'anno scorso, che era il nostro obiettivo. Subire un gol in meno e cercare di raggiungere il miglior posto in classifica. Ora siamo 15esimi e dobbiamo guardare partita dopo partita".
Cosa è successo al Sassuolo?
"Abbiamo perso tante gare ma ci è girata anche male, contro l'Empoli un rigorino, un rigore non fischiato non dato cambia la partita, a Firenze pure, sono tutti dettagli che ti cambiano la gara. Abbiamo avuto anche tanti infortuni. Ora tutto sommato va bene, stiamo crescendo e siamo in forma".
L'attaccante più difficile da marcare in A?
"Osimhen".
Cosa ne pensi di Gvardiol?
"Tanta roba! Vedere un 2002 giocare con quella semplicità, quell'intelligenza...poi ha tutto, ha fisico, ha velocità, tecnicamente è fortissimo, è un centrocampista che gioca in difesa. Io spero che riesca a raggiungere livelli altissimi perché averlo in squadra, anche se è più giovane, è tanta roba: per me è un fuoriclasse".
Chat della Nazionale?
"Quando siamo lì in Nazionale c'è una chat. Adesso ci siamo fatti gli auguri per Natale e basta. Magari chi è lì da anni ce l'hanno, noi siamo più giovani".
Chat del Sassuolo?
"Abbiamo una chat dove mandiamo le cose che fanno ridere".
Il più pazzo dello spogliatoio?
"Frattesi. Devi stare attento quando ti giri, ti sparisce il telefono, devi stare sempre sveglio. Poi c'è Pegolo che fa ridere con le battute. Abbiamo uno spogliatoio dove ci si diverte".
Messi?
"Una cosa fuori di testa. C'era tanta magia nell'aria, per me il migliore era sempre Cristiano Ronaldo e lo ammiro ancora ma ho visto Messi, l'ho visto con lo sguardo, ogni secondo si gira, guarda, si libera, dice ai compagni dove spostarsi per avere più spazio, una cosa pazzesca. Abbiamo fatto una battuta io e Majer in panchina, perché l'abbiamo visto toccarsi il flessore. Dicevamo 'si tocca il flessore, forse non ce la fa più'. Non per cattiveria, ma per noi se usciva al 30' magari potevi fare risultato. Poi invece fuori di testa, ho detto 'Pensa te se stava bene'".
L'arrivo in Italia?
"Difficile, senza conoscere la lingua e senza conoscere nessuno. Io sapevo però di dover spingere al massimo, almeno senza saper parlare però spingevo a 2000, per far capire di poterci stare. Urlavo anche senza sapere l'italiano, questa cosa piaceva tanto al direttore. Non è stato facile ma più stai con i ragazzi impari, poi dopo aver imparato la lingua è stato tutto più facile".
A Sassuolo sembra tu ti stia divertendo di più rispetto al passato...
"Allo Spezia sono dovuto crescere in fretta. Al secondo anno di A è andato via Terzi, capitano che trascinava tutti, e dovevo crescere in fretta. Mi sono sforzato, aiutando il compagno con una parola in più, anche se non mi veniva perché avevo 22-23 anni, mi sforzavo perché dopo questa cosa paga. Qui ho trovato la squadra più forte rispetto allo Spezia, ci sono tanti giocatori con qualità. Anche qui provo ad aiutare, parlare, anche se ogni tanto non va detta una cosa ma la dici per stare più sveglio, più in partita. Magari mi sto divertendo di più, fino a 4 giornate fa magari no, ora sì".
Chi ti ha impressionato nel Sassuolo?
"Il primo che mi viene in mente è Berardi, poi Frattesi. Per me Domenico è fortissimo. Sta facendo benissimo, i numeri sono chiari. In allenamento anche, se ce l'hai ti fa il pallonetto, vinci la partitina e sei felice. Anche in allenamento sta facendo cose fuori di testa. Poi c'è Laurienté, ma potrei dirti tutti. Chi è più difficile da marcare dei due? Eh, è dura. Sono fastidiosi perché quando spostano la palla hanno forza sulle gambe, poi se tirano l'80% delle volte è gol. Cerchi sempre di mandarlo sul piede debole anche se è sempre rischioso ma cerchi sempre di limitare il piede forte".
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