Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, nella serata che ha aperto la 26ª giornata di Serie A, il Sassuolo ha offerto una dimostrazione di maturità e concretezza, superando l’Hellas Verona per 3-0 e issandosi temporaneamente all’ottavo posto con 35 punti. Per i neroverdi di Fabio Grosso si tratta della quarta vittoria nelle ultime cinque partite: un ruolino che conferma il buon momento di forma e di fatto permette ai neroverdi di chiudere anticipatamente i giochi salvezza. Per il Verona di Paolo Sammarco, invece, è l’undicesima gara senza successi e la conferma di una crisi profonda, con i gialloblù fermi a 15 punti, ultimi in classifica e con la salvezza che appare sempre più un miraggio.

Le formazioni riflettevano due filosofie diverse. Il Sassuolo si è schierato con il consueto 4-3-3 (Muric; Coulibaly, Walukiewicz, Idzes, Ulisses Garcia; Thorstvedt, Lipani, Koné; Berardi, Pinamonti, Laurienté), puntando sulla fluidità delle ali e sull’equilibrio del centrocampo. Il Verona ha risposto con un 3-5-2 (Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Edmundsson; Bradaric, Niasse, Al-Musrati, Harroui, Frese; Sarr, Bowie), alla ricerca di solidità centrale e ampiezza sulle fasce.

Sassuolo-Verona analisi tattica: la mossa di Sammarco

Il primo quarto d’ora ha visto i gialloblù più vivaci: possesso gestito (alla fine 53% contro 47%), pressing alto e due occasioni nitide, con Sarr respinto e Bowie liberato in area. Il Sassuolo, però, si è mostrato compatto, lasciando sfogare l’avversario senza concedere grosse minacce alla porta di Muric. L'Hellas all'inizio ha provato a fare la sua partita imbrigliando i neroverdi: pressing alto, lanci lunghi alle spalle della difesa, quell’aggressività un po’ disperata di chi sa di non poter sbagliare. Il Sassuolo si è allungato, ha sofferto, ha concesso qualche spazio di troppo.

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Sassuolo-Verona analisi tattica: la contromossa di Grosso

Al 35' l'uscita di Coulibaly, sin lì messo in difficoltà dai cambi gioco e ammonito con Walukiewicz spostato a destra e più attento in difesa. Al 40’ il momento chiave. Errore di impostazione di Bella-Kotchap, recupero alto di Berardi e rapido dialogo con Lipani e Laurienté, appoggio mancino del francese al centro dell'area per Pinamonti e 1-0 del Sassuolo. Gol nato da intensità e lettura degli spazi, non da dominio prolungato. Quattro minuti dopo, l’ingenuità di Niasse su Berardi in area ha regalato il rigore. Montipò ha intuito e parato il tiro di Berardi, ma il capitano neroverde è stato il più lesto sulla respinta: 2-0 all’intervallo. Due gol in cinque minuti che hanno spezzato la partita ma soprattutto squadra più corta e compatta e non più attratta in avanti dalla mossa del Verona. Nella ripresa il copione è cambiato poco, ma il Sassuolo ha alzato il livello di efficienza. Al 62’ una transizione fulminea da calcio d'angolo in favore degli ospiti ha chiuso i conti: Laurienté ha lanciato in profondità Berardi, il numero 10 ha superato Montipò con un sinistro preciso. Gol da manuale di contropiede, sfruttando gli spazi lasciati dal Verona ormai sbilanciato in avanti. Da quel momento i neroverdi hanno gestito con ordine, mentre gli ospiti - già privi di idee - hanno incassato anche l’espulsione di Al-Musrati per doppia ammonizione all’85’, lasciando il campo in dieci e senza più forze per una reazione.

Il Sassuolo ha vinto sfruttando alla perfezione le proprie qualità, capitalizzando al massimo le occasioni avute. Il 4-3-3 di Grosso ha funzionato perché il centrocampo (soprattutto Lipani nella regia e Thorstvedt nelle chiusure) ha schermato bene la difesa, permettendo alle ali di attaccare in velocità. Solo 8 tiri totali, ma 4 nello specchio e tre reti: un’efficienza chirurgica. Sul fronte opposto, il 3-5-2 di Sammarco ha evidenziato limiti evidenti. Il possesso è rimasto sterile, le fasce (Bradaric e Frese) non hanno inciso, l’attacco Bowie-Sarr è risultato isolato e poco mobile. Gli errori individuali (Niasse sul rigore, Bella-Kotchap sul primo gol) hanno aggravato una fragilità difensiva già nota. Una volta subiti i gol, la squadra ha perso compattezza e non è più riuscita a riorganizzarsi, esponendosi pericolosamente alle ripartenze avversarie.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 09:05
Autore: Manuel Rizzo
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