"Stadio Ricci unica casa". È il coro intonato dai tifosi del Sassuolo che hanno sempre considerato lo stadio sassolese come l'unico vero impianto del Sassuolo Calcio. Nel cuore geografico e affettivo di Sassuolo, a pochi passi dal Parco Ducale e da Piazza Risorgimento, sorge uno stadio che racconta molto più di una semplice storia di mattoni e erba. Lo Stadio Comunale Enzo Ricci non è soltanto un impianto sportivo da 4.008 posti a sedere certificati: è il testimone silenzioso di un secolo di passione calcistica, il luogo dove una piccola realtà di provincia ha mosso i primi passi verso il sogno della Serie A, e dove oggi continua a battere il cuore del Sassuolo Femminile e del Sassuolo Primavera.
Un simbolo di continuità in una città che ha saputo trasformare l’argilla in ceramica di eccellenza e, parallelamente, un club dilettantistico in protagonista del calcio italiano. Le origini del calcio sassolese affondano nel 1922, quando venne fondata l’Unione Sportiva Sassuolo con i colori giallo-rossi dello stemma comunale. I pionieri giocavano su un campo di fortuna nell’area oggi occupata da via Roma, in pieno centro storico. Nel 1925 l’attività si spostò in località “La Pista”, nel quartiere Borgo Venezia, lungo le sponde del Secchia: un terreno polivalente che ospitava anche una colonia elioterapica voluta dal regime fascista per “fortificare la razza italica”. Ma fu dal 1929 che il calcio trovò una casa più stabile: il campo polisportivo di Piazza Risorgimento, tra via Mazzini e il Parco Fossetta. Qui, tra pista di atletica a quattro corsie, palestra, campo da tennis e spalti in legno prima e in cemento poi, si consumarono decenni di sfide locali contro Carpi, Mirandolese, Baracca Lugo e Roteglia. Il terreno fu condiviso anche dal San Giorgio Sassuolo (detto Giofil) nel campionato di Serie D 1972-73. Nel 1972, in coincidenza con l’esigenza di un impianto più moderno, iniziarono i lavori per il nuovo Stadio Comunale. Inaugurato nello stesso anno, l’impianto originario era essenziale: un rettangolo di gioco circondato da pista di atletica, con la palestra alla destra dell’attuale tribuna e gradinata scoperta da 800 posti sul lato opposto. Nulla di sontuoso, ma sufficiente per le ambizioni di una squadra che, in quegli anni, oscillava tra Promozione e Serie D.

Chi era Enzo Ricci
Il 20 novembre 1983 arrivò il momento simbolico che avrebbe dato all’impianto il suo nome definitivo. Lo stadio venne intitolato al dottor Enzo Ricci, medico reggiano trapiantato a Sassuolo, schermidore amatoriale di discreto livello, consigliere comunale e, soprattutto, medico sociale della squadra per lunghi anni. Specialista in malattie polmonari, patologia purtroppo diffusa tra gli operai delle fornaci ceramiche, Ricci era ricordato da tutti per la sua disponibilità totale: visitava a qualsiasi ora, curava senza distinzioni di ceto, incarnava quel senso di comunità che ancora oggi definisce il calcio di provincia. Franco Franchini, ex calciatore sassolese degli anni Sessanta e Settanta, lo ha descritto con affetto: "Era una persona fantastica sotto tutti gli aspetti, un medico disponibile per tutti. Gli volevamo bene, e anche la città gli voleva bene. Intitolarci lo stadio è stata una cosa dovuta e lo meritava". Una targa commemorativa all’ingresso di via Mazzini ricorda ancora oggi la sua figura.
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Il nuovo stadio Enzo Ricci e gli anni della Serie C
Gli anni Ottanta segnarono la prima vera accelerazione. Nella stagione 1983-84 il Sassuolo conquistò la promozione in Serie C2, entrando nel calcio professionistico. Lo stadio, ancora con la vecchia pista di atletica, accompagnò la squadra nelle prime sfide contro formazioni più blasonate. La struttura rimase sostanzialmente invariata fino ai primi anni Duemila, quando l’ascesa neroverde impose un adeguamento. Negli anni 2000 infatti si apre una nuova era per il Sassuolo Calcio. Giorgio Squinzi, patron della Mapei, entra nella società neroverde come sponsor ufficiale nel 2002 per poi diventarne proprietario nel 2003: è l’inizio di un corso societario di grande concretezza in cui si pongono le fondamenta per la scalata verso l’élite del calcio italiano. L’autunno del 2006 rappresentò il vero spartiacque. Dopo la promozione in Serie C1, il Comune e il club investirono in una profonda ristrutturazione: la tribuna venne completamente rimodernata con nuovi seggiolini numerati e sala stampa; la gradinata fu ricostruita e raddoppiata da 800 a 1.600 posti; vennero realizzate nuove vie di accesso, separazione tra settori locali e ospiti, recinzione in vetro anti-sfondamento alta 2,20 metri, pavimentazione delle aree pubbliche e nuovi cancelli. La pista di atletica fu eliminata, spostando le panchine sul lato tribuna per avvicinare il pubblico al campo. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 21 gennaio 2007 in occasione della partita di campionato contro il Novara: un pomeriggio di festa che segnò l’ingresso del Ricci nell’era moderna. Il 27 aprile 2008, con la storica promozione in Serie B conquistata grazie all'1-0 sul Manfredonia a una giornata dalla fine, lo stadio si rivelò però troppo piccolo per le esigenze della Lega. La capienza, portata temporaneamente a circa 4.000 posti con l’aggiunta di due settori di curva in metallo (Curva Nord da 1.000 posti per i locali e una tribunetta per gli ospiti), non bastava più.

Dalla B alla A prima al Braglia e poi al Mapei Stadium
Il Sassuolo disputò le gare interne allo Stadio Alberto Braglia di Modena, mantenendo però il Ricci come centro di allenamento della prima squadra. Nel 2013, con la promozione in Serie A, il trasferimento divenne definitivo al Mapei Stadium di Reggio Emilia, acquistato e ristrutturato dalla famiglia Squinzi. Eppure il Ricci non fu abbandonato.
La casa del settore giovanile e del Femminile
Nell’estate 2013 partirono nuovi importanti lavori: rifacimento completo del manto erboso con sistema di drenaggio e irrigazione all’avanguardia, costruzione di spogliatoi moderni, palestra per la preparazione atletica, ambulatorio medico, uffici tecnici e “stanza del ghiaccio” per il recupero. Da allora l’impianto è diventato la casa della Primavera maschile e, dal 2019, della prima squadra femminile, che qui disputa le sue partite di Serie A. Negli ultimi anni il Ricci ha continuato a evolversi. Nel 2023-2024 il Sassuolo ha finanziato un nuovo impianto di illuminazione a LED di ultima generazione, che permette di giocare in notturna anche in categorie superiori. Nell’estate 2025 è stato realizzato un nuovo tappeto erboso 100% naturale: scavo completo, nuovo drenaggio, impianto di irrigazione a 24 irrigatori e semina di miscela selezionata per garantire qualità e durabilità. La gestione dell’impianto è stata rinnovata al club fino al 2029, confermando il legame indissolubile tra Sassuolo Calcio e la sua città d’origine. Oggi lo Stadio Enzo Ricci ospita non solo le gare della femminile e della Primavera, ma anche eventi di respiro internazionale: finali del Campionato Primavera, amichevoli Under 20 come Italia-Germania, e nel 2024 la EAFF Amputee Football Champions League.
Il Ricci il ponte tra il passato dilettantistico e il presente professionistico, tra le sfide contro le squadre del circondario e le notti europee della prima squadra al Mapei. È il campo dove generazioni di sassolesi hanno esultato per una promozione in C2 e dove oggi le ragazze neroverdi scrivono pagine nuove di storia. Soprattutto, è il luogo che porta ancora il nome di un medico buono e generoso, a ricordarci che il calcio, prima di essere business, è comunità, passione e memoria.Lo Stadio Enzo Ricci non è solo erba e gradinate. È Sassuolo. È la sua anima neroverde. E, finché esisterà, il club saprà sempre da dove viene.

Il murales dedicato a Francesco Magnanelli
Tra gli elementi che rendono unico l’impianto, non può mancare il tributo alle grandi bandiere del club. Nel luglio del 2022, in occasione del "Magnanelli Day" organizzato per salutare l’addio al calcio giocato di Francesco Magnanelli - 520 presenze complessive in tutte le competizioni che gli valgono il ruolo di primatista assoluto di presenze con la maglia neroverde, capitano indimenticabile della storica cavalcata dalla Serie D alla Serie A - i tifosi, con il sostegno di alcuni sponsor, hanno donato allo stadio un suggestivo murales in ferro, realizzato dall’artista Hello Marte di Piacenza. In occasione di quella serata, Magnanelli disse: ""Il Ricci è la casa del Sassuolo. Ho messo solo un obbligo quando la società mi ha chiesto di fare questa festa: farla al Ricci. E la società mi ha accontentato. Ringrazio tanti giocatori e allenatori che sono qui. Ringrazio la società che mi ha messo a disposizione tutto questo e ringrazio tutti i tifosi presenti". Posizionato all’ingresso principale in via Mazzini, l’opera ritrae il Magna a figura intera, con la fascia di capitano al braccio e lo sguardo fiero rivolto verso il campo che ha difeso per diciassette stagioni. Un omaggio tangibile, voluto e realizzato dai sostenitori stessi, che ha trasformato il Ricci in un luogo ancora più carico di emozioni e di storia, dove passato e presente si fondono in un unico abbraccio neroverde perché lo stadio Enzo Ricci non è solo erba, murales e gradinate. È Sassuolo. È la sua anima neroverde. E, finché esisterà, il club saprà sempre da dove viene.
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Stadio Enzo Ricci come arrivare
Lo Stadio Enzo Ricci si trova nel cuore di Sassuolo. È facilmente raggiungibile sia in auto sia con i mezzi pubblici. L’accesso all’impianto avviene esclusivamente dai cancelli in Via Mazzini.
In auto
Dall’autostrada A1 Milano-Napoli, uscire a Modena Nord, poi imboccare la Tangenziale in direzione Abetone–Sassuolo.
Seguire le indicazioni per Sassuolo.
Alla rotonda al termine della tangenziale, prendere la prima uscita e proseguire dritto sulla SP467 per circa 1 km.
Alla rotonda che interseca Via Circonvallazione Nordest, girare a sinistra (2ª uscita) e proseguire dritto per circa 2 km.
Alla rotonda che interseca Via Adda, girare a destra (1ª uscita) e proseguire su Via Mazzini per 500 metri.
I cancelli dello Stadio Ricci si trovano sulla destra.
In treno
Dalla stazione ferroviaria di Modena,
prendere la linea TPER Modena–Sassuolo oppure, dall’autostazione di Modena, salire sui bus extraurbani 670 o 671 in direzione Sassuolo. Arrivati alla stazione di Sassuolo, lo stadio è raggiungibile a piedi in circa 10 minuti.
Dalla stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia,
raggiungere la stazione centrale di Reggio Emilia tramite bus urbani o la linea ferroviaria TPER Guastalla–Reggio Emilia. Da lì, prendere la linea TPER Reggio Emilia–Sassuolo.
In autobus
L’area adiacente allo stadio è servita dalle linee urbane A e C.
Parcheggi
Diverse aree di sosta si trovano a pochi passi dagli ingressi:
Parcheggio Piazza Risorgimento – adiacente allo stadio
Parcheggio Piazza Salvo D’Acquisto – 4 minuti a piedi
Parcheggio Via Caduti Senza Croce – 8 minuti a piedi
Parcheggio Via Marconi – 12 minuti a piedi
Non è possibile parcheggiare all’interno dello stadio.
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