Due partite, due differenti categorie, episodi distinti ma accomunati dalla stessa imprudenza: l’uso di petardi all’interno del Mapei Stadium. La Procura di Reggio Emilia e la Questura hanno chiuso il cerchio su quanto accaduto il 13 dicembre 2025 in Reggiana-Padova e il 3 gennaio 2026 in Sassuolo-Parma, denunciando in stato di libertà cinque persone. Tutti e cinque sono stati inoltre destinatari del Daspo emesso dal Questore Carmine Soriente.

Il primo episodio risale al match di Serie B tra Reggiana e Padova, disputato al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Nel settore riservato ai tifosi patavini sono stati accesi e fatti esplodere sei petardi ad alto potenziale (le cosiddette “bombe carta”) in momenti diversi della gara. Le deflagrazioni hanno provocato un forte boato, messo a rischio l’incolumità degli spettatori vicini e danneggiato alcuni seggiolini. In un caso l’esplosione ha addirittura causato un principio di incendio, prontamente spento dallo staff dello stadio. Grazie alle immagini della videosorveglianza, la Digos di Reggio Emilia ha identificato e deferito quattro tifosi padovani, due dei quali anche per danneggiamento aggravato.

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Il secondo episodio si è verificato il 3 gennaio durante Sassuolo-Parma di Serie A, sempre nel settore ospiti dell'impianto reggiano. Nei primi minuti di gioco, dal settore ospiti, un tifoso del Parma ha acceso un petardo legato a una cordicella e lo ha calato nel fossato che separa la tribuna dal campo. Il boato è stato violentissimo, con evidente pericolo per chi si trovava nelle immediate vicinanze. Anche in questo caso le telecamere hanno permesso alla Digos di individuare l’autore, denunciato per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazione sportiva.

I cinque responsabili - quattro sostenitori del Padova e uno del Parma - sono stati deferiti in stato di libertà per l’ipotesi di reato di lancio di materiale pericoloso. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte con il supporto delle immagini dell’impianto, si sono concluse rapidamente.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 10:15
Autore: Sarah G. Comotto
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