Arrivato nel 2015 dal florido vivaio della Roma, Matteo Politano ha vissuto a Sassuolo tre stagioni decisive: 96 presenze, 20 gol e la qualificazione storica in Europa League. Da ala talentuosa a protagonista assoluto, prima del passaggio all’Inter e poi al Napoli. Un capitolo fondamentale per il ragazzo romano e per il club emiliano.
Quando nel luglio 2015 la Roma decise di cedere Matteo Politano al Sassuolo in prestito con diritto di riscatto a 3,5 milioni di euro, pochi immaginavano che quel trasferimento sarebbe diventato uno dei più fruttuosi per entrambi i club. A 22 anni, il romano classe 1993 aveva già alle spalle esperienze in Serie B con Perugia e Pescara, ma mancava ancora il salto di qualità in massima serie. Il Sassuolo, reduce da una salvezza rocambolesca e con Eusebio Di Francesco in panchina, rappresentò l’occasione perfetta: un ambiente giovane, ambizioso e con spazio per crescere.
La storia di Matteo Politano a Sassuolo
Il debutto in Serie A arrivò il 23 agosto 2015, subentrando nella vittoria per 2-1 contro il Napoli nell'allora stadio San Paolo, oggi Maradona - ironia della sorte, contro la squadra che lo avrebbe poi accolto anni dopo e lo avrebbe reso campione d'Italia, scrivendo pagine di storia indelebile con il sodalizio partenopeo. Pochi giorni più tardi, il 20 settembre, Politano firmò il suo primo gol nella massima serie: ancora una volta ironia della sorte, nella sfida contro la 'sua' Roma (2-2 all’Olimpico), segnò e servì l’assist a Gregoire Defrel. Fu un segnale chiaro: il ragazzo aveva fame e qualità da vendere e in Serie A poteva dire la sua! Nella stagione 2015/16 Politano collezionò 28 presenze e 5 gol in campionato, culminati con una doppietta decisiva all’ultima giornata contro l’Inter (3-1), che permise al Sassuolo di qualificarsi per la prima volta in Europa League. Il riscatto fu automatico a fine stagione per circa 3,5 milioni di euro più bonus: un affare per i neroverdi, che si assicurarono un’ala tecnica, veloce e imprevedibile. Le annate successive consolidarono il suo status di titolare indiscusso.
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La consacrazione di Matteo Politano in neroverde
Nella 2016/17 giocò 32 partite segnando 5 reti, mentre fu la stagione 2017/18 a consacrare Politano come leader offensivo: 11 gol e 4 assist in campionato, sbocciando con mister Beppe Iachini con reti pesanti come quella del 6 maggio 2018 contro la Sampdoria (1-0), che garantì matematicamente la permanenza in Serie A. Decisiva fu quella stagione che vide prima il Sassuolo puntare su Bucchi, una scommessa persa, e poi su Beppe Iachini per invertire la rotta e conquistare la salvezza. Da ultimi i neroverdi si salvano con largo anticipo e chiusero all'undicesimo posto, grazie anche all’intuizione di Iachini che passò al 3-5-2 spostando Matteo Politano da attaccante puro. "Mi trovo bene con quel modulo, ne avevo parlato col mister, secondo lui giocare in quel modo mi avrebbe dato un po' più di libertà. A Iachini devo tanto, perchè mi ha trovato un ruolo che mi ha permesso di fare tanti gol. Per questo lo ringrazio in modo particolare" dichiarò l'attaccante.
In totale, tra campionato, Coppa Italia e competizioni europee, Politano totalizzò con il Sassuolo 96 presenze, 20 gol e 14 assist, numeri che ne fecero uno dei migliori esterni italiani del periodo. Il suo stile di gioco con dribbling secco, cambio di passo, cross precisi e tiro da fuori, si sposò alla perfezione con il calcio propositivo di Di Francesco. Politano divenne sinonimo di qualità neroverde, attirando l’attenzione di grandi club. Nell’estate 2018 arrivò il passaggio all’Inter (inizialmente in prestito con obbligo di riscatto), chiudendo un triennio memorabile.
La controversa trattativa di gennaio che fece litigare le big
Prima però durante il mercato di gennaio Matteo Politano fu suo malgrado protagonista di un contenzioso tra Inter e Napoli. Otto anni dopo, la vicenda di Matteo Politano e del mancato passaggio dal Sassuolo al Napoli nel mercato di gennaio 2018 resta uno dei casi più emblematici – e controversi – del calciomercato italiano degli ultimi vent’anni. Una trattativa che sembrava destinata a chiudersi con il lieto fine per tutti, trasformata invece in un braccio di ferro mediatico, in accuse reciproche di mala fede e in un epilogo burocratico surreale. Un affare da 28 milioni più bonus che saltò per un timbro mancante, una controfirma in ritardo e linee telefoniche "misteriosamente occupate". Una pagina di calciomercato che, per ironia della sorte, avrebbe potuto condizionare persino la corsa al titolo di quella stagione, perché vedeva in lotta proprio Juve e Napoli. Matteo Politano, all’epoca 24enne, stava vivendo la sua migliore stagione in neroverde. Con 7 gol e 5 assist in 21 partite di Serie A e Maurizio Sarri lo aveva individuato come il tassello perfetto per completare il suo 4-3-3: un esterno che sapeva accentrarsi, tirare con entrambi i piedi e garantire profondità. Il Napoli, secondo in classifica e in piena lotta Scudetto con la Juventus, lo voleva a tutti i costi. Le trattative partirono già nella seconda metà di gennaio. Il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli avanzò un’offerta iniziale intorno ai 16-18 milioni più bonus, accompagnata dalla proposta di inserire nella trattativa Adam Ounas in prestito al Sassuolo. Il club emiliano, però, chiese tempo: Giovanni Carnevali, direttore generale neroverde, fu categorico fin dall’inizio. "Non è una questione di soldi, ma di progetto", ripeteva. Politano stesso, però, spingeva con decisione: il 27 gennaio chiamò personalmente i dirigenti del Sassuolo per comunicare la propria volontà di trasferirsi a Napoli. La Juventus, nel frattempo, fiutava l’affare e si teneva pronta con un’offerta da 25 milioni. Il 30 gennaio il Napoli rilanciò: 25 milioni (22 fissi più 3 di bonus). Il Sassuolo rispose picche. Il giorno dopo, ultimo del mercato, arrivò l’offerta decisiva: 28 milioni più 1 di bonus, con l’inserimento di Ounas e l’acquisto contestuale di Farias dal Cagliari per sostituire Politano.
Alle 21:47 il Napoli inviò i contratti firmati per Politano. Alle 22:50 arrivò anche quello per Ounas. Politano firmò alle 22. Tutto sembrava fatto. Poi il blackout. Secondo la versione del presidente Aurelio De Laurentiis, intorno alle 22:48-22:51 venne inviato il contratto definitivo a Carnevali, ma le linee del Sassuolo risultarono "misteriosamente occupate". Quando arrivò la controfirma, mancava il timbro ufficiale su uno dei documenti riguardanti Ounas. Un errore di burocrazia, un “clerical error” come lo definì mesi dopo il Guardian, che trasformò un affare chiuso in un nulla di fatto. Il mercato si chiuse senza Politano. Le reazioni furono immediate e velenose. Il Sassuolo negò di aver mai avuto intenzione reale di cedere il giocatore a gennaio. Si intromise anche Beppe Marotta, all'epoca dirigente della Juve, con una frase che fece scalpore e fece discutere: "Il Sassuolo non ha bisogno di vendere Politano". Carnevali dichiarò: "Noi siamo indipendenti, non vendiamo a tutti i costi". De Laurentiis parlò di situazione "misteriosa" e di contratto "non controfirmato in tempo". L’agente di Politano, Davide Lippi, fu lapidario: "Mancato accordo tra i due club, non sono stati trovati gli accordi". Politano, dal canto suo, visse il mancato trasferimento con profonda delusione: anni dopo ammise di essere rimasto "distrutto".
A distanza di due anni, nel 2020, l’ex direttore sportivo sassolese Guido Angelozzi rivelò la verità forse più scomoda per il club neroverde: "È stata colpa nostra. Il Napoli aveva fatto un’offerta importante, ma la cessione era condizionata all’arrivo di un sostituto. Avevamo scelto Farias, l’accordo con il Cagliari saltò e quindi Politano rimase". Una confessione che chiuse il cerchio: non fu solo burocrazia, ma anche una scelta precisa del Sassuolo di non privarsi di un giocatore ritenuto fondamentale per la salvezza. E Politano, rimasto a Sassuolo, fece il serio professionista e trascinò i neroverdi alla salvezza. Il 31 marzo 2018, proprio contro il Napoli al Mapei Stadium, segnò un gol di rara bellezza che valse l’1-1. Un pareggio che lasciò i partenopei a -4 dalla Juventus (poi vincitrice del titolo) e che molti, a Napoli, ricordano ancora come il momento in cui il sogno Scudetto cominciò a sgretolarsi. Politano sarebbe arrivato a Napoli solo due anni e mezzo dopo, nel settembre 2020, stavolta dall’Inter in prestito con obbligo di riscatto. Oggi, a 32 anni, Politano ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa con il Napoli, ed è protagonista anche in Nazionale. Forse, senza Sassuolo, tutto questo non sarebbe successo.
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