Armand Laurienté da un mese e mezzo a questa parte ha deciso di parlare solo con i numeri: 2 assist e un gol nelle ultime tre partite ma soprattutto una continuità di rendimento che è sempre stata il tallone d'Achille del francese. Il classe '98 del Sassuolo è diventato il vero acceleratore di un 4-3-3 che, quando parte in contropiede, fa paura a tutta la Serie A.

Contro il Verona ha sfornato due assist al bacio, prima al 40' per il vantaggio di Pinamonti, poi al 62' per il gol del 3-0 di Berardi che ha chiuso definitivamente la gara. Due assist in novanta minuti, il quarto e il quinto stagionale (annata in cui ha già messo a segno 4 reti). Ma il dato più impressionante arriva allargando lo sguardo: nelle ultime uscite Laurienté è tornato a essere incisivo e decisivo.

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Contro l'Udinese ha ritrovato il gol che mancava dalla 15esima giornata, con la Cremonese è stato il migliore in campo e la sua crescita generale è coincisa con il momento migliore del Sassuolo: quattro vittorie nelle ultime cinque giornate, nono posto in classifica e l’Europa che da miraggio si potrebbe anche trasformare in obiettivo concreto nelle prossime settimane se il ruolino di marcia dovesse restare questo.

Il cambio di marcia è stato netto e visibile a occhio nudo. A gennaio Laurienté sembrava ancora prigioniero di quella discontinuità che lo ha accompagnato nella prima parte di stagione: lampi di classe alternati a partite in ombra. Poi qualcosa è scattato. Forse nella sua testa, forse la fiducia cieca di Fabio Grosso, forse semplicemente la maturità di un calciatore che a 27 anni ha capito di poter essere decisivo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dribbling ubriacanti, aperture di 40 metri, tempi di inserimento perfetti. Quando Laurienté accelera sulla fascia sinistra, il Sassuolo diventa un’altra squadra. Fabio Grosso lo sa bene e non perde occasione per sottolinearlo.

Senza le sue giocate il Sassuolo avrebbe probabilmente raccolto molti meno punti nelle ultime settimane. Con lui in questa forma, invece, ogni ripartenza diventa potenzialmente letale. A dodici giornate dalla fine, con 35 punti in cascina e una classifica che sorride, il francese rappresenta la variabile impazzita del progetto neroverde. Berardi può ancora decidere le partite con la sua classe eterna, Pinamonti è tornato a fare il centravanti da Serie A, ma è Laurienté il collante tra centrocampo e attacco, l’uomo che trasforma il possesso in pericolo concreto. Ora tocca al resto della squadra tenere il suo passo.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 12:50
Autore: Sarah G. Comotto
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