Al 35’ del primo tempo di Sassuolo-Verona, quando Fabio Grosso ha chiamato il suo nome dalla panchina, il Mapei Stadium ha riservato a Filippo Romagna l’applauso più caldo della serata. Non era un cambio qualunque: era il ritorno in campo di un ragazzo che per 117 giorni aveva vissuto solo tra palestra, riabilitazione, panchina (un mese e 5 gare sempre a guardare) e pazienza.

Il 3-0 finale, con la porta inviolata, ha avuto anche il suo volto: quello del centrale classe 1997, finalmente di nuovo in neroverde dopo l'ennesimo lungo calvario. L’infortunio era arrivato lo scorso 26 ottobre 2025, durante la gara contro la Roma: lesione di medio grado del muscolo soleo della gamba sinistra. Si parlava di uno stop di circa 2 mesi ma ci è voluto un po' più di tempo per rivedere all'opera il buon Filippo.

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Per un difensore centrale che aveva appena riconquistato la titolarità dopo la promozione, lo stop è stato particolarmente crudele. Dentro al posto di Coulibaly (ammonito), Romagna ha giocato 54 minuti con la serenità di chi non ha mai dimenticato il mestiere. Letture attente, recuperi importanti, zero errori in impostazione e la solita leadership silenziosa che lo ha sempre contraddistinto.

A 28 anni, Romagna non deve più dimostrare nulla: ha già 112 presenze in Serie A, sa leggere le partite e porta in dote quell’esperienza che in una neopromossa fa la differenza. Il suo rientro non è solo una buona notizia per il pacchetto arretrato ma per la squadra intera. Bentornato, Filippo. Il campo ti aspettava.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 15:49
Autore: Sarah G. Comotto
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