E' stato un brutto Sassuolo, bisogna ammetterlo. Se con la Roma ci aveva colpito la prestazione della formazione neroverde e non ovviamente il risultato, stavolta bisogna ammettere che un pari sarebbe stato immeritato (ovviamente lo avremmo preso volentieri visto l'andazzo) e che il Toro ha dominato per larghi tratti la partita. Juric ha vinto nettamente il duello con Dionisi, incapace di trovare soluzioni alla foga granata. E' vero anche che le occasioni migliori sono arrivate nel primo tempo (due pali con Praet e Brekalo per il Torino di Juric, tre salvataggi sulla linea nel primo tempo Ferrari, Rogerio e Maxime Lopez, un paio di parate di Consigli) ma anche nella ripresa il Toro ha avuto una serie importanti di occasioni, non ultima quella di Lukic, a tu per tu col portiere e con Kyriakopoulos che ha scelto di non stendere l'avversario per evitare il rosso (e gli è andata bene). Un Sassuolo che non aveva nemmeno approcciato male alla partita. Un paio di buone manovre, soprattutto quella per mandare in porta Frattesi (traversa), si sono viste. Ma i neroverdi sono finiti nella trappola tesa da Juric che è riuscito 'finalmente' a battare il Sassuolo dopo 7 gare senza successi.

Un successo targato Juric, una sconfitta targata Dionisi. Si sa, le vittorie hanno tanti padri, le sconfitte solo uno. Se dopo Roma avevamo riempito di elogi la squadra e il mister, non si può non criticare quanto visto in campo ieri al Mapei Stadium. Squadra incapace di reagire, in bambola per alcuni tratti della partita. Sarebbe potuta finire 3-5, 2-6 per i granata, non ci sarebbe stato nulla da dire. Solo il caso ha portato i neroverdi a protrarre l'agonia fino all'83', al momento del gol di Pjaca. Un Sassuolo a tratti irriconoscibile quello visto sul campo contro il Toro. Eppure, mister Dionisi aveva scelto di dare continuità alla formazione messa in campo dall'inizio con la Roma, confermando tutti gli uomini per la terza volta consecutiva (stesso undici anche con la Samp). Con i giallorossi erano stati decisivi i cambi, con il Toro hanno inciso i cambi...ma quelli granata.

Non uno, ma almeno due passi indietro. Ed è quasi inspiegabile, a 5 giorni dalla bella prova con la Roma questa brutta prova. Ovviamente, piano con i giudizi e piano con le sentenze, c'è ancora tanta strada da fare. La gara con la Roma aveva lasciato delle sensazioni positive nonostante la sconfitta. Ma i neroverdi hanno perso tutti i duelli individuali: Singo e Aina (e i loro sostituti) hanno bloccato sulle fasce Boga e Berardi (Mimmo ormai non è più capitano, chissà perché). Il mismatch Berardi-Rodriguez, decisivo agli Europei, ha visto questa volta vincente il difensore svizzero. I trequarti del Toro, Brekalo e Praet hanno imperversato. Il Sassuolo l'ha messa sul piano della fisicità e non della qualità e ha inevitabilmente sbagliato, finendo nella morsa granata. E adesso arriva l'Atalanta, bestia nera dei neroverdi, e che gioca in maniera simile al Toro di Juric (il tecnico è un allievo di Gasperini). I neroverdi avranno la fortuna di rivedere la prova di venerdì per non ripetere gli stessi errori. D'altronde, errare è umano, perseverare è diabolico.

Sezione: Editoriali / Data: Sab 18 settembre 2021 alle 11:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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