La prima metà di questa stagione di Serie A ha riservato alcune sorprese, ma forse nessuna è stata così evidente quanto il cammino del Sassuolo. Dopo la promozione, molti osservavano con curiosità e un pizzico di scetticismo l’approccio degli emiliani di Fabio Grosso, ma fin qui i neroverdi stanno dimostrando di essere già una squadra matura, capace di affrontare con sicurezza anche gli avversari più difficili.

Uno degli aspetti più interessanti del loro modo di giocare è la quasi totale assenza di cross e traversoni in area di rigore. Nonostante la grande ampiezza assicurata dagli esterni nel modulo 4-3-3 di Fabio Grosso, il Sassuolo predilige soluzioni offensive diverse, andando alla ricerca di un gioco più ragionato e meno sbilanciato sui cross alti.  

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Secondo i dati di FBref.com, finora i neroverdi hanno effettuato soltanto 206 cross, un numero sorprendentemente basso se comparato ad altre squadre, come il Parma, prossimo avversario, 14° in questa speciale classifica, che invece ha messo 267 palloni in area sfruttando maggiormente i traversoni per trovare la testa del centravanti Pellegrini. I neroverdi sono ultimi in questa speciale gradutatoria della Serie A.

Come mai il Sassuolo va sugli esterni ma non crossa? La risposta probabilmente risiede nelle caratteristiche dei giocatori e nelle strategie adottate da Grosso. Gli esterni offensivi come Armand Laurientè e Cristian Volpato sono molto abili nel dribbling e preferiscono creare superiorità numerica sfruttando le qualità nell’uno contro uno, puntando a concludere direttamente o a mettere in condizione i compagni di inserirsi con più facilità. La loro propensione a cercare lo spazio personale e a penetrare in area in modo diretto riduce la necessità di appoggiarsi ai cross.

Stesso discorso si può fare per Domenico Berardi, che viene isolato per andare poi alla conclusione o cercare la giocata per i compagni con la sponda di Pinamonti o la sovrapposizione del terzino. Proprio la scelta dei terzini influisce notevolmente su questa filosofia di gioco. Grosso tende a schierare difensori più di copertura che raramente si spingono sul fondo a mettere cross o a creare sovrapposizioni offensive, soprattutto sulla destra con la presenza di Walukiewicz, un difensore centrale adattato a terzino, e a volte a sinistra abbiamo visto Fali Candé nelle vesti di terzino al posto di Josh Doig.

Questo approccio prudente si traduce in un sistema che privilegia il possesso e l’iniziativa individuale piuttosto che la pressione sulle corsie laterali per mettere palloni in mezzo. Il Sassuolo si sta confermando come una squadra intelligente, capace di adattarsi alle caratteristiche dei propri giocatori, e che predilige un gioco più ragionato e meno prevedibile rispetto alle classiche soluzioni di cross e traversoni a volte 'alla cieca' alla ricerca disperata della punta in area.

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Sezione: News / Data: Gio 01 gennaio 2026 alle 13:10
Autore: Sarah G. Comotto
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