Stefano Turati è stato il grande protagonista di Frosinone-Sassuolo. Il portiere classe 2001 di proprietà neroverde ma ceduto in prestito ai ciociari ha salvato il risultato con due parate importanti prima su Castillejo e poi su Toljan. Partendo proprio dal miracolo sul terzino, abbiamo parlato in esclusiva con Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile Sassuolo, che ha portato in neroverde Turati andandolo a pescare nel Renate ormai 5 anni fa: "È stata una parata delle sue, ne abbiamo viste tante. Stefano è quello, è un predestinato. È un ragazzo che ha grandissime qualità, ha esplosività, grandissimo carattere, farà il giocatore ad alti livelli per tanti anni. Il Sassuolo ha un'altra grandissima risorsa in casa e spero che al più presto possa essere utile al Sassuolo Calcio. Io lo conosco bene, è da quando l'ho preso che continuo a dire che è un portiere forte. Sta facendo un buon percorso ma sono convinto che, come già è stato per qualcun altro in passato, sarà una grande risorsa tecnica ed economica per il Sassuolo".

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Scelta giusta il Frosinone per lui? Dopo la promozione dell’anno scorso, un anno da protagonista in Serie A…
"Col senno di poi sì, sta giocando e sta dimostrando il suo valore. Per me dovrebbero giocare tutti in prima squadra, è una mia idea. Speriamo possa servire e possa rientrare come ha fatto Erlic, per fare un nome, e come spero possano rientrare altri o come ha giocato Raspadori che ha fatto un balzo direttamente in prima squadra. La soddisfazione per chi lavora con i giovani è quella. I giovani bravi devono giocare ma Turati non lo scopriamo adesso: ha bruciato tutte le tappe da quando l'ho preso in Under 17 a gennaio fino alla Serie A quest'anno con il Frosinone e farà una grande carriera, ne sono certo di questo. È un portiere esuberante, esplosivo, veloce, ed è forte, punto. Come ce ne sono tanti di giocatori forti ma in tutti i ruoli bisogna dare delle possibilità alle persone".

Direttore, adesso è facile accorgersi di Turati, la bravura però sta nell’accorgersi di lui andandolo a pescare nel Renate da ragazzino. Ci racconta la storia del suo arrivo in neroverde?
"La bravura è stato prenderlo 5 anni dal Renate Under 17. Il ragazzo aveva anche altre possibilità, devo essere sincero, ma è voluto venire da noi a tutti i costi. Era stato in prova e io mi sono adoperato in tutti i modi, ho usato tutte le armi, per poterlo portare da noi ed è stata una scelta vincente: molte volte si sbaglia, molte volte ci si prende".

Poi all’inizio non giocava, anche in Primavera partì in sordina e fu grande protagonista insieme a Raspadori della salvezza…
"È un giocatore forte. Caratterialmente è più forte degli altri e ha dimostrato di essere bravo e lo dimostrerà sempre perché è bravo. Lui si è sempre conquistato tutto. In campo non guarda in faccia nessuno e riparte con la stessa grinta sia se fa un errore sia se fa una paratona".

Qualche anno fa fece l'esordio con la Juve, poi giocò di nuovo con il Cagliari. Si ricorda quella settimana lì? Le ha chiesto qualche consiglio?
"Stefano è sempre stato esuberante ed è riuscito a gestire quel momento con la massima esuberanza e con la massima determinazione, non si scompone mai. Sembra così esuberante ma allo stesso tempo ha un animo buono, sereno, per cui bisogna anche aiutarlo perché ha 22 anni e in Italia quelli italiani di 22 anni sono dei bambini (ride, ndr)".

Qual è secondo lei la caratteristica migliore di Turati? Qual è la sua unicità?
"Che ha un carattere forte, ha una spiccata personalità, e poi ha una forte esplosività. Abbiamo un altro talento che ci darà grandi soddisfazioni come altri che sono passati dal settore giovanile e come qualcuno che è fuori e si farà".

Com’è Turati fuori dal campo?
"È un folle ma nella maniera giusta (ride, ndr). Ha l'esuberanza del portiere, è un fiume in piena".

Il Sassuolo ha in mano il portiere del presente e del futuro?
"Il Sassuolo ha un giocatore che sarà importante sia come calciatore che economicamente perché non vedo tanti portieri così forti in giro. Per me è un grande capitale tecnico ed economico da tenere presente, la società ha una grande fortuna perché è un capitale importante. Il suo presente adesso è Frosinone. Diamo merito al Frosinone con Angelozzi che lo ha preso anche l'anno scorso e lo ha fatto anche giocare, perché i giovani bisogna farli giocare. Io penso che in questi anni abbiamo fatto un grande lavoro con i giovani: qualcuno lo abbiamo dimenticato per strada, qualcuno è ancora attaccato a noi e speriamo che possano essere utili per il nostro futuro, dipende da loro e dipende da noi".

Ora inizieranno a uscire i vari scopritori che si prenderanno meriti non dovuti...
"L'ho preso con un'operazione intelligente l'ultimo giorno di mercato, grazie al suo vecchio procuratore che me l'aveva segnalato. Non ho bisogno di questo, anche perché ormai sono diventato vecchio. Nessuno poi è padre di tutti quelli che non fanno i giocatori, sono tutti padri di quelli che fanno i giocatori ma bisogna dare tanti meriti, da chi l'ha preso, chi l'ha cresciuto, tanti meriti, ma la realtà è che Turati l'ho preso quando giocava nell'Under 17, De Zerbi l'ha fatto esordire giovanissimo per esigenze e ora sta facendo grandi cose".

Qual è la soddisfazione più grande per uno che lavora con i giovani?
"È quella di vedere i ragazzi che stanno in prima squadra, ma francamente sono stanco e devo fare delle valutazioni di un certo tipo, perché la strategia dei club dovrebbe essere quella. Io ho avuto anche la fortuna di fare un percorso da calciatore ed è molto meglio il calcio vero che il calcio dei giovani. La vetrina piace a tutti, quando il giochino è fatto poi vengono tutti fuori, come hai detto tu. Deve essere una strategia aziendale di tutte le società di calcio che devono credere nei giovani altrimenti cosa si fanno a fare i settori giovanili ma è una cosa che ripeto da sempre, a questo punto sarebbe meglio lavorare coi grandi, vai negli stadi belli, sarebbe tutto più facile e più semplice. Fra pochi giorni faccio 56 anni...".

E da grande cosa farà?
"Ormai sono troppo grande. Vediamo. In questi anni ci siamo tolti delle soddisfazioni importanti insieme ai miei collaboratori, devo fare delle considerazioni prima cosa con me stesso, poi capiremo cosa fare. Delle occasioni importanti le ho avute in passato, sono rimasto a fare questo, poi vediamo. Ci sto pensando".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 20 settembre 2023 alle 11:15
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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