Quando si parla della storia dell’Unione Sportiva Sassuolo Calcio, un nome emerge inevitabilmente sopra tutti gli altri: Domenico Berardi. A febbraio 2026, a 31 anni compiuti, “Mimmo” non è solo il capitano, il simbolo e la bandiera neroverde: è universalmente riconosciuto come il giocatore più importante e iconico che il club emiliano abbia mai avuto.

Cresciuto nel settore giovanile del Sassuolo dopo una partita di calcetto da alcuni ex dirigenti, Berardi ha esordito in prima squadra nel 2012 in Serie B, contribuendo immediatamente alla promozione storica in Serie A nel 2013. Da quel momento non ha più lasciato il club: oltre 400 presenze ufficiali (tra campionato, coppe e competizioni europee), record assoluto di gol con la maglia neroverde (152 reti totali fino ad ora, di cui oltre 140 in Serie A), primatista di marcature nella massima serie per il Sassuolo e autore di pagine memorabili come il poker al Milan nel 2014 (il più giovane a segnare quattro gol in una partita di Serie A) e il raggiungimento delle 100 reti totali con il club nel 2021.

Francesco Magnanelli, ex capitano e recordman di presenze (oltre 500), lo ha definito senza mezzi termini "il giocatore più importante del Sassuolo" in occasione del traguardo delle 400 presenze di Berardi nel 2025. Non è solo una questione di numeri: Berardi ha incarnato l’identità del Sassuolo moderno, quello che da provinciale ambiziosa è diventato realtà consolidata in Serie A per oltre un decennio, con due qualificazioni in Europa League e un’identità di gioco riconoscibile sotto tecnici come Di Francesco, De Zerbi, Dionisi e ora Grosso.

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A differenza di altri talenti valorizzati e poi ceduti (Scamacca, Frattesi, Locatelli, Politano, Sensi, Raspadori), Berardi ha scelto la fedeltà: nonostante offerte da big italiane ed estere, ha sempre rinnovato con il Sassuolo, diventando l’ultima vera “bandiera” di un calcio sempre più dominato da affari e plusvalenze immediate. Ha vinto l’Europeo con l’Italia nel 2021 restando neroverde, ha segnato gol pesanti contro chiunque e ha portato il suo sinistro magico a livelli europei.

Altri nomi hanno segnato la storia del club – Francesco Magnanelli per longevità e leadership, Andrea Consigli per solidità tra i pali, Simone Zaza per il primo gol in Serie A – ma nessuno ha il peso simbolico, statistico ed emotivo di Berardi. È il giocatore che ha trascinato il Sassuolo dalle nebbie della Serie B alle luci della Serie A, che ha riempito il Mapei Stadium di applausi e che, anche in momenti difficili, resta il punto di riferimento per tifosi e società. In un’epoca di passaggi rapidi, Domenico Berardi è Sassuolo: il talento del vivaio diventato leggenda, il numero 10 che non si vende, l’orgoglio neroverde per eccellenza. Per questo, senza discussioni, è il giocatore più importante di tutta la storia del club.

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Sezione: News / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Manuel Rizzo
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