Alberto Aquilani a Monza ha già vinto, ma difficilmente conserva un bel ricordo di quella notte. L'ultima volta che ha messo piede al Brianteo era il 29 maggio scorso: il suo Catanzaro si impose 2-0 nella finale di ritorno dei playoff di Serie B, sfiorando una rimonta clamorosa senza però riuscire a conquistare la promozione. Oggi, venerdì 18 settembre ci tornerà con un'altra maglia, quella del Sassuolo, e soprattutto con un'altra prospettiva: niente calcoli, nessun risultato dell'andata da ribaltare, soltanto tre punti da conquistare per dare continuità alla vittoria contro la Juventus.

Sono trascorsi meno di quattro mesi, ma per Aquilani sembra quasi un'altra vita. Quella sera il tecnico romano sedeva sulla panchina del Catanzaro e aveva davanti una missione complicatissima: ribaltare lo 0-2 subito al Ceravolo nella finale d'andata, decisa nel finale dalle reti di Hernani e Caso.

A rendere ancora più ripida la salita c'era il regolamento dei playoff. Il Monza aveva concluso la stagione regolare davanti ai calabresi e, in caso di parità nel risultato complessivo, avrebbe conquistato comunque la Serie A. Al Catanzaro, dunque, serviva vincere con almeno tre gol di scarto.

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Il Catanzaro spaventa il Monza

La squadra di Aquilani, però, riuscì realmente a trasformare una finale apparentemente compromessa in una partita apertissima. Al 39' Fellipe Jack portò avanti i giallorossi. Nella ripresa il Catanzaro continuò a spingere e al 78' arrivò anche lo 0-2 di Ruggero Frosinini, bravo a colpire di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo.

A quel punto mancava soltanto una rete. Il Monza, che cinque giorni prima sembrava aver messo una seria ipoteca sulla promozione, si ritrovò a difendere la Serie A negli ultimi minuti davanti al proprio pubblico. Il Catanzaro attaccò fino al recupero, senza però trovare il 3-0 che avrebbe completato l'impresa. Al triplice fischio il risultato fu quasi paradossale: Monza sconfitto 2-0 ma promosso, Catanzaro vittorioso ma eliminato. Aquilani lasciò il Brianteo con la consapevolezza di essere arrivato vicinissimo a una rimonta memorabile.

Da quella delusione alla panchina del Sassuolo

Quella finale rappresentò una delle ultime grandi immagini dell'esperienza di Aquilani a Catanzaro. Un'annata nella quale il tecnico aveva costruito una squadra riconoscibile, offensiva e capace di coinvolgere tanti uomini nella fase realizzativa: furono 20 i marcatori differenti dei giallorossi nella Serie B 2025/26, primato condiviso proprio con il Monza.

Una caratteristica che si sta rivedendo anche a Sassuolo. Dopo quattro giornate di Serie A, Aquilani ha già mandato in gol sette calciatori differenti: Odenthal, Volpato, Berardi, Doig, Adzic, Sebastiano Esposito e Bowie. Cambiano gli interpreti, insomma, ma resta l'idea di una squadra nella quale la produzione offensiva non debba dipendere esclusivamente da un singolo attaccante.

Stavolta arriva dopo aver battuto la Juventus

Il Sassuolo si presenta a Monza con sette punti nelle prime quattro giornate e soprattutto con il 3-2 inflitto alla Juventus ancora fresco. Una vittoria arrivata al termine di una partita folle: Esposito per l'1-0, il pareggio di Zhegrova, Bowie per il nuovo vantaggio, ancora Zhegrova al 91' e infine Adzic al 94'.

Proprio la volontà di cercare la vittoria anche dopo essere stati raggiunti per la seconda volta è stata una delle indicazioni più significative della serata. Ora, però, Aquilani chiede un passo differente: trasformare l'euforia in continuità.

Contro la Juventus le motivazioni erano automatiche. A Monza servirà costruirsele. La squadra di Ivan Juric ha raccolto appena un punto nelle prime quattro giornate e cerca ancora il primo successo stagionale, mentre il Sassuolo arriva inevitabilmente con aspettative differenti dopo il colpo contro i bianconeri.

Aquilani e quel conto aperto soltanto con i ricordi

Non c'è naturalmente nessuna rivincita da consumare. Sono cambiate le squadre, gli obiettivi e persino la categoria. Rimane però la suggestione personale. L'ultima partita di Aquilani a Monza terminò con una vittoria che non bastò. Il suo Catanzaro fece quasi tutto ciò che serviva per rovesciare una finale compromessa all'andata, fermandosi a un solo passo dalla Serie A. Quattro mesi dopo quella categoria Aquilani l'ha raggiunta comunque, attraverso una strada diversa.

Venerdì sera tornerà al Brianteo da allenatore del Sassuolo e con una situazione completamente capovolta: allora inseguiva disperatamente tre gol per cambiare una stagione, stavolta deve semplicemente provare a dare seguito a un percorso appena cominciato.

A maggio Aquilani uscì da Monza dopo aver vinto senza poter festeggiare. Il 18 settembre avrà l'occasione di tornarci e scoprire finalmente quanto può essere più semplice una vittoria quando, al triplice fischio, non c'è un risultato dell'andata a rovinarla.

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Sezione: News / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 13:24
Autore: Sarah G. Comotto
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