Battere la Juventus può capitare. Farlo provando a giocare, continuando ad attaccare dopo essere stati raggiunti due volte e trovando il 3-2 al 94' racconta qualcosa di più. Nella notte che ha consegnato alla squadra di Luciano Spalletti la prima sconfitta stagionale, il Sassuolo non si è limitato a interpretare il ruolo della sorpresa: ha giocato con la personalità di chi non vuole rinnegare le proprie idee neppure davanti a un avversario più forte sulla carta. E se Adzic ha messo la firma sull'ultima pagina della partita, dietro il successo neroverde c'è inevitabilmente la mano di Alberto Aquilani.

Il tecnico del Sassuolo è uno dei grandi protagonisti del 3-2 del Mapei Stadium. Non soltanto per il risultato, ma per il modo in cui è arrivato. Aquilani ha chiesto ai suoi di non avere paura della Juventus e soprattutto di non cambiare identità soltanto perché dall'altra parte c'erano i bianconeri.

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Aquilani e la gestione di Adzic

Dentro una partita così ricca di episodi ci sono anche le decisioni prese dalla panchina. Una delle più interessanti riguarda proprio Vasilije Adzic, il ragazzo che avrebbe poi deciso l'incontro. Il montenegrino, classe 2006 e ancora di proprietà della Juventus, non è partito titolare. Una scelta tutt'altro che banale considerando il momento attraversato dal centrocampista e il significato particolare della sfida contro il club proprietario del suo cartellino.

Aquilani ha preferito utilizzarlo a gara in corso, quando gli spazi avrebbero potuto esaltarne le caratteristiche e il peso emotivo della partita sarebbe stato differente. La risposta è stata devastante. Adzic è entrato con personalità, ha cercato più volte la porta e infine, al 94', ha trovato il gol del definitivo 3-2.

Ma forse la fotografia più significativa del Sassuolo di Aquilani arriva qualche minuto prima. Zhegrova segna il 2-2 al 91'. Il Sassuolo avrebbe mille ragioni per accontentarsi: è stato raggiunto due volte, affronta la Juventus e manca pochissimo alla fine. Invece continua a cercare la vittoria. Quella ripartenza del 94' non nasce soltanto dalle gambe di Adzic. Nasce dalla testa di una squadra alla quale il proprio allenatore ha insegnato che provarci non è un peccato.

Dalle giovanili alla Serie A: Aquilani brucia le tappe

Per Aquilani questa rappresenta la prima vera stagione sotto le luci della Serie A da allenatore, dopo un percorso costruito senza scorciatoie. L'esperienza nel settore giovanile della Fiorentina gli ha permesso di iniziare a definire le proprie idee, prima del passaggio tra i professionisti. Poi sono arrivate le esperienze in Serie B: quella di Pisa, più complicata, e successivamente Catanzaro, dove il suo calcio ha lasciato un'impronta decisamente più evidente.

Il Sassuolo ha deciso di consegnargli la grande occasione e queste prime settimane stanno spiegando perché. Sette punti nelle prime quattro giornate, dopo la sconfitta iniziale contro l'Atalanta, ma soprattutto una squadra che sta acquisendo rapidamente un'identità. Il Sassuolo vuole costruire, palleggiare, portare uomini nella metà campo avversaria e valorizzare la qualità dei tanti giovani presenti nella rosa. Naturalmente quattro giornate sono troppo poche per emettere sentenze. Ma abbastanza per cominciare a riconoscere una mano.

Suwarso e quelle parole su Fabregas

E Aquilani non sta attirando attenzione soltanto per la vittoria contro la Juventus. Pochi giorni prima della notte del Mapei Stadium, infatti, Mirwan Suwarso aveva indicato proprio il tecnico neroverde tra gli allenatori emergenti più interessanti del panorama italiano. Ragionando sul Como e anche su quello che un giorno potrebbe essere il futuro dopo Cesc Fabregas, Suwarso aveva riservato ad Aquilani un accostamento tutt'altro che banale: "Ha uno stile simile a quello di Fabregas".

Non necessariamente una candidatura o una prenotazione per il futuro, ma certamente un'investitura significativa. Il paragone riguarda soprattutto l'idea di calcio: allenatori giovani, ricerca del dominio attraverso il pallone, coraggio nell'utilizzo dei ragazzi e volontà di proporre un'identità riconoscibile indipendentemente dall'avversario.

Aquilani, però, adesso ha soprattutto un compito: continuare a costruire il suo Sassuolo senza lasciarsi trascinare troppo velocemente dagli elogi, perché la vittoria contro la Juventus può rappresentare una copertina, non ancora un punto d'arrivo. Ma una cosa il 3-2 del Mapei l'ha già raccontata: il Sassuolo ha scelto un allenatore giovane per costruire una squadra giovane. E Aquilani, almeno per ora, sembra avere esattamente la stessa sfrontatezza dei suoi ragazzi.

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Sezione: News / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Sarah G. Comotto
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