A 38 anni puoi scegliere di amministrare il tempo oppure continuare a comandarlo. Nemanja Matic ha scelto la seconda strada. Contro la Juventus il centrocampista serbo ha giocato una di quelle partite in cui non servono accelerazioni spettacolari per prendersi la scena: gli sono bastati posizione, tecnica, esperienza e quella capacità di vedere il calcio qualche secondo prima degli altri.

Nel 3-2 del Mapei Stadium è stato, insieme a Sebastiano Esposito, uno dei migliori del Sassuolo, dominando una zona del campo nella quale i centrocampisti bianconeri hanno faticato a trovare riferimenti. E mentre in estate il suo nome era stato accostato anche alla Vecchia Signora, la realtà racconta tutt'altro: Matic sta bene a Sassuolo, non ha mai chiesto di andare via e Alberto Aquilani se lo gode come uno dei pilastri del suo nuovo progetto. La partita contro la Juventus è stata soltanto l'ultima dimostrazione.

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Matic professore contro la Juve

In una gara diventata folle nel finale, Matic aveva cominciato molto prima a lasciare la propria impronta. Il serbo ha dato ordine alla manovra, dettato i tempi e offerto continuamente una soluzione ai compagni, trasformandosi nel punto di riferimento del centrocampo di Aquilani. Pochi tocchi quando erano sufficienti, una giocata in più quando serviva attirare la pressione. E soprattutto pochissimi palloni sprecati banalmente.

Poi è arrivato anche il contributo decisivo nell'azione dell'1-0, con l'assist per Sebastiano Esposito, bravo a sbloccare la partita al 65'. Un'altra giocata dentro una prestazione nella quale Matic ha saputo alternare costruzione e protezione, esperienza e qualità. Il Sassuolo corre parecchio. Matic, invece, sembra soprattutto sapere dove correre. E a 38 anni la differenza sta tutta lì.

Aquilani e quel feeling nato immediatamente

Non sorprende allora che proprio Aquilani abbia voluto spendere parole importanti per lui dopo la vittoria sulla squadra di Luciano Spalletti. Il tecnico neroverde ha raccontato quanto sia stato fortunato a incontrare un campione come Matic, sottolineandone non soltanto il rendimento in partita, ma anche l'atteggiamento durante la settimana e la curiosità mostrata davanti alla proposta di un calcio differente.

Un passaggio particolarmente significativo, perché il rapporto tra i due sembra essere nato su un terreno comune: la comprensione del gioco. Aquilani chiede ai suoi centrocampisti di pensare, leggere gli spazi, interpretare le situazioni prima ancora di eseguire. Matic ha costruito una carriera internazionale proprio su queste qualità.

Le voci sulla Juventus e una volontà mai cambiata

In estate non erano mancati gli accostamenti. Anche la Juventus era stata indicata tra le possibili destinazioni del centrocampista, ma non risultano trattative concrete né con i bianconeri né con altre società italiane.

La volontà di Matic, del resto, è sempre stata chiara. Il serbo si trova bene a Sassuolo, così come la sua famiglia. Un legame con l'ambiente che passa anche attraverso il figlio, inserito nel settore giovanile neroverde e impegnato con l'Under 15. Non soltanto calcio, dunque: Matic ha trovato una dimensione nella quale si sente a proprio agio e non ha manifestato la volontà di interrompere questa esperienza. E neppure il Sassuolo ha intenzione di privarsene.

Il veterano al centro di un Sassuolo giovane

Il nuovo Sassuolo ha deciso di puntare fortemente sui giovani. Cinquegrano, Leysen, Lipani, Bakola, Adzic, Bowie: Aquilani sta dando spazio a una generazione che deve ancora scoprire buona parte della Serie A.

Poi, in mezzo, c'è Matic. Uno che ha attraversato Premier League, Champions League e grandi piazze europee e che oggi può rappresentare molto più di un semplice titolare. È il giocatore al quale affidare il pallone quando la partita accelera troppo, ma anche il compagno dal quale un ventenne può imparare osservando un allenamento.

La Juventus ne ha avuto una dimostrazione diretta. Matic non ha avuto bisogno di segnare né di inventarsi la giocata da copertina. Ha semplicemente governato la partita finché la partita ha accettato di essere governata. Poi, quando al Mapei è cominciata la follia degli ultimi minuti, sono stati i giovani a completare l'opera. Forse è proprio questa la fotografia migliore del Sassuolo di Aquilani: un professore di 38 anni che indica la strada e una banda di ragazzi che ha già cominciato a percorrerla di corsa.

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Sezione: Calciomercato Sassuolo / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 17:23
Autore: Manuel Rizzo
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