Il Sassuolo corre veloce perché ha tanti ragazzi con gambe, talento e futuro. Ma per sapere dove andare ha scelto di affidare la bussola a uno che di strada ne ha percorsa parecchia. Nemanja Matic è il paradosso perfetto della squadra di Alberto Aquilani: a 38 anni è il giocatore che forse rappresenta meglio uno dei progetti più giovani e interessanti di questo avvio di Serie A. Non deve essere necessariamente lui a segnare il gol decisivo o a finire sulle copertine. Gli basta stare in mezzo al campo, parlare, indicare, rallentare quando serve e accelerare quando gli altri non se lo aspettano. Contro la Juventus lo ha fatto ancora, aggiungendo anche l'assist per il gol dell'1-0 di Sebastiano Esposito.

I numeri raccontano un Sassuolo partito decisamente bene. Sette punti nelle prime quattro giornate, arrivati dopo la sconfitta all'esordio contro l'Atalanta: vittoria con il Torino, pareggio a Bologna e soprattutto il 3-2 sulla Juventus al Mapei Stadium. Ma dentro i risultati c'è qualcosa che interessa forse ancora di più al club: la crescita dei giovani.

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Da Bakola a Cinquegrano: quanto talento intorno a Matic

La notte contro la Juventus l'ha decisa al 94' Vasilije Adzic, classe 2006 arrivato proprio dai bianconeri. Ma il montenegrino è soltanto uno dei tanti ragazzi che stanno trovando spazio nel nuovo Sassuolo.

Darryl Bakola, classe 2007, continua a bruciare le tappe e contro la Juve ha confezionato l'assist per il momentaneo 2-1 di Kieron Bowie. Fedde Leysen si è inserito rapidamente nei meccanismi difensivi di Aquilani, mentre Luca Lipani, nonostante i soli 21 anni, sta assumendo sempre maggiore importanza nelle rotazioni del centrocampo.

Poi c'è Simone Cinquegrano, una delle sorprese di questo primo mese di campionato. Il terzino classe 2004 si sta prendendo spazio sulla corsia destra e anche contro la Juventus ha risposto presente. E l'elenco potrebbe continuare: Benjamín Domínguez, Cristian Volpato, Kieron Bowie, Sebastiano Esposito. Un patrimonio giovane che ha bisogno di giocare, sbagliare e crescere.

Aquilani: "Matic è un top player anche negli allenamenti"

Quando un gruppo contiene così tanto talento ancora da modellare, l'esperienza rischia di valere quasi quanto la qualità tecnica. Il Sassuolo lo sapeva quando ha deciso di affidarsi al centrocampista serbo e Aquilani lo sta sperimentando quotidianamente.

Nel dopopartita contro la Juventus, il tecnico neroverde ha raccontato l'importanza del numero 18 anche lontano dai riflettori della domenica: "Sono stato fortunato, perché incontri campioni come Matic non solo in campo ma anche negli allenamenti e nella curiosità di proporre qualcosa di diverso. Lui è un top player sotto questo punto di vista", ha spiegato Aquilani.

Una definizione che dice molto. Matic non è soltanto il veterano al quale consegnare il pallone nei momenti complicati. È diventato una sorta di allenatore aggiunto dentro il campo, un riferimento tecnico per Aquilani e soprattutto un esempio quotidiano per chi sta muovendo i primi passi ad alto livello. Contro la Juventus, peraltro, ha lasciato anche un'impronta concreta sulla partita: suo il pallone servito a Esposito per il gol che ha sbloccato la gara al 65'.

Adzic: "Noi giovani vogliamo diventare come lui"

Forse, però, per capire davvero quanto Matic pesi dentro lo spogliatoio basta ascoltare proprio uno dei ragazzi. Dopo aver segnato al 94' il gol della vittoria contro la Juventus, Adzic ha dedicato parole importanti al compagno serbo.

"Matic mi ha fatto i complimenti. Lui è una persona straordinaria che mi aiuta tantissimo, ha un'esperienza incredibile e noi giovani vogliamo diventare come lui", ha raccontato il montenegrino, ricordando anche le nove stagioni disputate da Matic in Premier League. Adzic ha poi aggiunto: "Mi aiuta sotto tutti gli aspetti, mi sento con la piena fiducia, voglio migliorare e prendere il meglio da lui. Abbiamo visto anche l'assist stasera sul primo gol e sono contento di crescere con lui e gli altri".

Parole forse ancora più significative dell'assist per Esposito, perché il progetto Sassuolo non consiste semplicemente nel mettere tanti giovani contemporaneamente in campo. La vera sfida è trasformare il talento in giocatori, accompagnandoli attraverso errori, pressioni e momenti difficili.

Aquilani ci mette idee e fiducia. Berardi rappresenta la storia e l'identità del club. Matic aggiunge ciò che non si può imparare guardando una lavagna tattica: l'esperienza accumulata dopo una carriera trascorsa ai massimi livelli. Il Sassuolo del futuro, insomma, sta crescendo in fretta. E per insegnargli la strada ha scelto un professore di 38 anni.

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Sezione: News / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 09:02
Autore: Sarah G. Comotto
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