Qualità, ritmo, sincronismi, coraggio e persino bellezza. Il Sassuolo che ha battuto la Juventus 3-2 non ha semplicemente vinto una partita: ha mostrato un'idea di calcio. E soprattutto ha avuto la forza di non tradirla quando sarebbe stato molto più semplice farlo. La squadra di Alberto Aquilani è stata raggiunta due volte, ha incassato il secondo pareggio al 91' e invece di rifugiarsi dentro un punto che contro la Juventus sarebbe stato comunque prezioso ha continuato ad attaccare. Fino al 94', fino alla ripartenza di Adzic, fino a una vittoria che porta inevitabilmente anche la firma del suo allenatore.

È probabilmente questo l'aspetto più interessante del Sassuolo visto al Mapei Stadium: la reazione agli eventi. Non una squadra che gioca bene soltanto quando la partita segue il copione preparato durante la settimana, ma un gruppo che prova a mantenere la propria identità anche dentro il caos. Contro la Juventus è successo praticamente di tutto e i neroverdi hanno continuato a cercare il pallone, gli spazi e la porta. Una sorta di morale stragiochista, quasi una convinzione ideologica: se dobbiamo vincere, proviamo a farlo giocando.

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Aquilani porta in panchina il calciatore che era

E allora gli applausi finiscono inevitabilmente su Aquilani. C'è molto del centrocampista che fu nell'allenatore di oggi. L'estro, la sensibilità per il pallone, la ricerca della giocata e soprattutto l'intelligenza calcistica sembrano essersi trasferiti dalle sue scarpe alla lavagna tattica. Il suo Sassuolo vuole palleggiare ma non per vanità. Cerca di attirare l'avversario, liberare spazi, creare superiorità e accelerare quando trova il corridoio giusto. E lo fa affidandosi senza paura anche ai più giovani.

Cinquegrano, Leysen, Lipani, Bakola, Adzic, Bowie: la carta d'identità non rappresenta un problema se il campo offre risposte. Intorno a loro ci sono riferimenti come Berardi e Matic, fondamentali per dare equilibrio a un gruppo che Aquilani vuole coraggioso senza trasformarlo in incosciente. Contro la Juventus questa filosofia ha raggiunto probabilmente la sua espressione più spettacolare.

Una gavetta vera prima della Serie A

Dietro l'allenatore emergente del momento, però, non c'è una scorciatoia. Aquilani ha cominciato dal basso, lavorando con i ragazzi e attraversando il settore giovanile della Fiorentina prima di confrontarsi con il calcio dei grandi. Poi la Serie B, Pisa e soprattutto Catanzaro, dove ha mostrato un calcio riconoscibile e costruito una stagione che gli ha permesso di consolidare la propria reputazione.

La Serie A avrebbe meritato di conquistarla anche attraverso quel percorso. Alla fine è stato il Sassuolo a consegnargliela. E forse non poteva esserci società più adatta. Un club abituato a scommettere sulle idee, sui giovani e sulla possibilità di crescere senza rinunciare alla propria identità. Ora Aquilani sta restituendo quella fiducia. Sette punti nelle prime quattro giornate raccontano un ottimo inizio, ma sarebbe riduttivo fermarsi alla classifica. È il modo in cui il Sassuolo sta provando a costruire quei punti ad attirare l'attenzione.

Riprendersi quello che gli infortuni gli hanno tolto

C'è infine una componente quasi personale nella storia di Aquilani. Da calciatore possedeva qualità sufficienti per immaginare una carriera ancora più grande di quella, comunque importante, che ha vissuto. Gli infortuni gli hanno sottratto tempo, continuità e probabilmente una parte di ciò che il suo talento avrebbe meritato.

Adesso il calcio gli sta concedendo una seconda strada. Non più con gli scarpini, ma dalla panchina. Ed è ancora troppo presto per sapere dove porterà. Quattro giornate non costruiscono una carriera e nemmeno una vittoria contro la Juventus può farlo. Ma esistono partite capaci di presentare un allenatore al grande pubblico.

Sassuolo-Juventus può essere una di quelle, perché Aquilani non ha battuto soltanto Spalletti, ha convinto il suo Sassuolo a credere che fosse possibile farlo giocando a calcio. E forse è proprio questo il complimento più grande che si possa fare a un allenatore.

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Sezione: News / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 09:43
Autore: Sarah G. Comotto
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