Il 3-2 del Mapei Stadium non è soltanto una sconfitta. È una radiografia impietosa della Juventus. Almeno secondo Enzo Bucchioni, che nel suo editoriale per TuttoMercatoWeb parte dalla folle notte contro il Sassuolo per mettere sotto accusa praticamente tutto il progetto bianconero: la gestione del finale, la personalità della squadra, alcuni uomini chiave e persino le ambizioni stagionali. Il giudizio è durissimo: questa Juve, secondo il giornalista, non soltanto non sarebbe attrezzata per lo Scudetto, ma rischierebbe seriamente di non avere nemmeno la consistenza necessaria per conquistare un posto in Champions League.

Il punto di partenza non può che essere ciò che è accaduto contro la squadra di Alberto Aquilani. La Juventus è andata sotto, è riuscita a rientrare, ha incassato il 2-1 di Bowie all'89' e ha trovato ancora una volta la forza per rialzarsi con Zhegrova. Sul 2-2, però, anziché gestire gli ultimi istanti, ha continuato ad attaccare lasciando al Sassuolo lo spazio per la ripartenza conclusa al 94' da Vasilije Adzic.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Sassuolo-Juventus, ora spunta il complotto Adzic: "Non voleva segnare". Sui social impazza l'assurda teoria

Sassuolo-Juventus, la partita vinta da Aquilani: così i neroverdi hanno smontato la pressione di Spalletti

Fino alla fine. Stavolta niente Juve, è stato del Sassuolo

Bucchioni: "Dov'è finita la vera Juve?"

È proprio la gestione di quei minuti a scatenare la critica di Bucchioni, che definisce quella del Mapei una "partita folle" giocata da una "Juve folle". Secondo il giornalista, dopo essere riusciti a recuperare per due volte il risultato i bianconeri avrebbero dovuto comprendere il momento della gara e proteggere almeno il pareggio. Invece hanno continuato ad esporsi fino a concedere al Sassuolo la transizione decisiva. Da qui la domanda che attraversa l'intero editoriale: "Dov'è finita la vera Juve, quella cinica, quella capace di interpretare le partite e i momenti?".

Per Bucchioni il problema viene da lontano e non può essere spiegato soltanto con l'emergenza infortuni affrontata da Spalletti. Le numerose assenze hanno certamente condizionato le possibilità dell'allenatore, ma anche diversi giocatori presenti al Mapei avrebbero fornito risposte insufficienti. Il giudizio complessivo è pesantissimo: alla Juventus mancherebbero cattiveria, personalità e calciatori realmente in grado di trascinare la squadra nei momenti complicati.

Kolo Muani nel mirino: "A cosa serve?"

Il bersaglio principale dell'editoriale diventa Kolo Muani. Bucchioni mette in discussione non soltanto il rendimento dell'attaccante, ma l'intera operazione che ha portato la Juventus a puntare con tanta decisione sul francese. Il giornalista sostiene di non aver mai compreso fino in fondo il lungo corteggiamento bianconero e soprattutto una valutazione superiore ai quaranta milioni.

Poi arriva l'affondo: "Kolo Muani ormai è un caso". L'analisi è severissima. Secondo Bucchioni il francese non avrebbe ancora chiarito quale possa essere la propria collocazione ideale nell'attacco juventino: non un centravanti tradizionale, ma neppure una seconda punta capace di incidere con continuità. Gli vengono contestati inoltre poca cattiveria, un utilizzo insufficiente della propria struttura fisica e uno scarso peso realizzativo.

Fino alla domanda più brutale dell'intero editoriale: "A cosa serve?" Bucchioni arriva perfino a rivalutare, nel confronto, Vlahovic e suggerisce a Spalletti di provare Woltemade dall'inizio per cercare almeno una soluzione differente.

Douglas Luiz troppo lento, Bremer ingenuo

Ma il processo non riguarda soltanto l'attacco. Anche Bremer finisce sotto accusa per alcune letture difensive, mentre Celik viene descritto come lontano dal rendimento mostrato alla Roma. Critiche anche alla capacità della retroguardia di accompagnare la costruzione del gioco richiesta dall'allenatore.

Particolarmente severo è poi il giudizio su Douglas Luiz. Spalletti avrebbe voluto un centrocampista con caratteristiche differenti, un regista capace di dare ritmo e geometrie alla manovra. La Juventus ha invece provato a recuperare il brasiliano, ma per Bucchioni contro il Sassuolo sono riemersi tutti i suoi limiti: gioco troppo lento e prevedibile, ulteriormente evidenziato dall'assenza di Locatelli. Non è un dettaglio secondario. Senza il centrocampista azzurro, alla Juve è mancato anche quell'uomo capace di leggere preventivamente le transizioni avversarie. E il Sassuolo, soprattutto quando la partita si è allungata, ha trovato spazi nei quali attaccare.

"Questa squadra è poco spallettiana"

Il problema più profondo, però, riguarderebbe proprio il rapporto tra le idee dell'allenatore e le caratteristiche della rosa. "È tutta la squadra ad essere poco spallettiana", sostiene Bucchioni.

L'ex commissario tecnico non sarebbe ancora riuscito a imprimere alla Juventus quella riconoscibilità che aveva caratterizzato altre sue esperienze. Ma nell'editoriale non viene attribuita tutta la responsabilità all'allenatore: diversi elementi della rosa, secondo il giornalista, non avrebbero semplicemente la personalità necessaria per interpretare il calcio richiesto da Spalletti e soprattutto per sostenere il peso della maglia bianconera. La sintesi recupera una vecchia espressione del vocabolario juventino: "Non sono da Juve, si sarebbe detto una volta".

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 19:07
Autore: Manuel Rizzo
vedi letture