Il Sassuolo appartiene al passato, ma evidentemente qualche cicatrice di quella stagione è rimasta. Davide Ballardini torna a parlare della sua esperienza in neroverde, vissuta nel finale della complicatissima annata 2023/24 e conclusa con la retrocessione in Serie B, e lo fa intrecciando ricordi, rimpianti e una considerazione anche su Fabio Grosso. Intervistato da TuttoMercatoWeb, l'ex tecnico neroverde ha ripercorso gli ultimi anni della sua carriera, soffermandosi sul Sassuolo e sulla successiva esperienza all'Avellino. La sua gestione emiliana era iniziata nel marzo 2024, quando aveva preso una squadra già immersa nella lotta salvezza, senza riuscire a evitarne la discesa in cadetteria.

Proprio parlando dell'Avellino, Ballardini ha richiamato quell'annata: "Venivamo da un anno difficile a Sassuolo dove non siamo riusciti a fare bene, anche se poi di quella squadra tanti non sono rimasti. Fare un finale di stagione così ci ha reso forti e orgogliosi".

Un riferimento che riporta alla stagione più dolorosa della recente storia neroverde. Ballardini era arrivato a campionato in corso e aveva provato a invertire una situazione già compromessa. Tra gli episodi più pesanti ci fu anche il grave infortunio di Domenico Berardi nella gara di Verona, proprio all'inizio dell'avventura del nuovo allenatore.

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Ballardini difende Grosso: "Probabilmente gli andava dato più tempo"

C'è però un altro passaggio particolarmente interessante in chiave Sassuolo. Commentando la situazione della Fiorentina, Ballardini ha parlato di Fabio Grosso, reduce dalle due stagioni sulla panchina neroverde prima di approdare a Firenze.

L'ex allenatore del Sassuolo invita alla prudenza nei giudizi dopo il cambio in panchina: "Dopo una partita non puoi dire che le cose si sono aggiustate, sarebbe superficiale dirlo. È una squadra con tanti volti nuovi, ha bisogno di tempo affinché diventi gruppo".

Poi il riferimento diretto al suo successore in Emilia: "Grosso ha fatto benissimo a Sassuolo, che fa squadre altamente competitive. Probabilmente gli andava dato più tempo. Dopo una vittoria non hanno certo risolto tutti i problemi".

Il Sassuolo nel passato, Ballardini aspetta una nuova occasione

Ballardini ha parlato anche del proprio futuro. Dopo l'esperienza all'Avellino, dove era subentrato nel febbraio 2026, il tecnico romagnolo è nuovamente in attesa. "Come spesso accade andiamo in giro e guardiamo partite", ha spiegato. Qualche contatto dall'estero c'è stato, senza però trovare le condizioni giuste per accettare: "Abbiamo parlato con alcune società straniere. Ma non c'era quella convinzione. L'ambizione è tornare ad allenare ai massimi livelli. Però prendiamo in considerazione tutto perché è giusto farlo".

Intanto osserva anche la nuova Serie A. Ballardini indica il Frosinone come una delle sorprese di questo avvio, promuove il Cagliari visto dal vivo a Parma e ritiene che altre squadre debbano ancora trovare la propria sistemazione. Per la parte alta, invece, vede Roma e Como tra le formazioni maggiormente cresciute e considera l'Inter ancora "la squadra da battere".

E nel mezzo dei ragionamenti sul presente riappare il Sassuolo. Una parentesi breve e dolorosa della sua carriera, chiusa con una retrocessione che Ballardini non è riuscito a evitare, ma evidentemente non cancellata dalla memoria.

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Sezione: News / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 13:24
Autore: Sarah G. Comotto
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