L'ex centravanti del Sassuolo Andy Selva, con cui vinse la C1 e la Supercoppa di C, bandiera e icona del calcio di San Marino, ora allenatore del Pennarossa, ha parlato a Tuttomercatoweb in esclusiva del Sassuolo di De Zerbi: "Non è cambiato tanto, i progetti sono sempre stati quelli. Il Sassuolo credeva nelle sue ambizioni e nelle sue potenzialità anche quando non vinceva. Per me non è una sorpresa, è una società fatta di persone competenti. Squinzi era un presidente come pochi ma ha lasciato seguito ai figli e a tutta la dirigenza".

E la poca pressione della piazza aiuta anche a far bene.
"Credo valga anche adesso. A Sassuolo c'è passione, vera, ma con rispetto per giocatori, gruppo e società. E' una tifoseria eccezionale, che sa capire i momenti della squadra e incoraggia i propri beniamini".

Chi sono i reduci di allora?
"Tra i giocatori solo Magnanelli, poi Giovanni Rossi come direttore, poi De Santo come magazziniere e il fisioterapista".

Ambizione e continuità i grandi meriti di questo successo.
"Va dato merito, tanto, anche a De Zerbi. E' un tecnico all'avanguardia, con prospettiva. L'ho visto al lavoro, mi ha entusiasmato, mi ha trasmesso sensazioni positive. Sarà dura restare in vetta ma per me non è una sorpresa. Non scordiamoci che il Sassuolo è già andato in Europa, non è più una rivelazione assoluta...".

Cercherà di ripercorrere le sue orme. Dopo aver allenato nella Federazione del suo San Marino, è tecnico del Pennarossa.
"Sono contento, ora cercherò di rientrare nel professionismo. A San Marino il campionato è dilettantistico, non è quello che voglio fare a lungo in futuro. Mi serve per partire, per capire delle situazioni, cercherò di rimettermi in gioco nel calcio professionistico appena potrò".

Sezione: Non solo Sasol / Data: Mar 24 novembre 2020 alle 10:55
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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