Ciccio Caputo, attaccante del Sassuolo, ha parla al telefono con La Gazzetta dello Sport, quasi commuovendosi, dalla sua casa di Modena. Ci vive con la moglie Annamaria che lo ha sostenuto sempre, anche nei momenti più delicati, e con i figli, Sofia, Jacopo e Brando. Ciccio ha segnato 13 gol in campionato e gli ultimi 2 in Sassuolo-Brescia, 9 marzo: "Il foglio è a casa. L’ho conservato. Me lo terrò per sempre. Ogni tanto lo guardo e mi emoziono. Ma il merito è soprattutto di mia moglie Annamaria. È lei che l’ha pensato. Mi ha detto “fai qualcosa per questo momento”. Ho scritto “andrà tutto bene, restate a casa”. Non ne ho parlato con nessuno. Solo col team manager che lo custodiva. E quando ho segnato l’ho mostrato. Non avrei mai immaginato facesse il giro del mondo. Mi sono arrivati messaggi anche dall’estero. Con una semplicità assurda è venuto fuori un messaggio bellissimo".

Potrebbe essere stata l’ultima gara di Serie A di questa maledetta stagione.
"Il mio desiderio è chiudere il campionato. Rispetto tutte le regole, ma l’unica cosa che voglio è giocare. Mi manca troppo. Ogni tanto mi riguardo quei due gol e mi emoziono".

Con i compagni parla?
"Tanto, più di prima. Col mio amico Donnarumma che sta al Brescia, con Peluso che abita vicino a me. Con altri. Vogliamo finire, anche rinunciando alle vacanze".

Di cosa parlate?
"Della situazione, degli stipendi, delle donazioni che facciamo. Ne abbiamo fatte tante. Ho messo all’asta la maglia della partita col Brescia. Il ricavato andrà agli ospedali pugliesi".

La canzone che in questo periodo ascolta di più?
"Proviamo a ballare con i bimbi. J-Ax, tanto, musica allegra. Non voglio sentire canzoni che rattristano. Non è semplice con tre figli piccoli".

I maschi giocavano a pallone in casa. Si spera che lei non abbia le porte con i vetri...
"Ora andiamo in giardino e tiriamo qualche calcio. Jacopo che compie 6 anni mi chiede perché non lo porto alla scuola calcio. Gli ho spiegato che c’è sto maledetto virus".

Alla tv che guarda?
"Ci siamo abbonati a Disney Plus. Bello. Riguardo un po’ di calcio e aspetto la nuova serie della Casa di carta".

Chi fa la spesa?
"Io, una volta a settimana. E imparo a cucinare. Abbiamo fatto la crostata. E poi preparo tanta macedonia. Taglio frutta a manetta. Ci alleniamo poco e devo stare attentissimo".

Lei produce la birra Pagnotta di Altamura, qualche birretta in più ora se la concederà.
"E invece meno. Una scorta l’avevo tenuta. Ma la birra è buona bevuta in compagnia... E ora siamo soli. Io non so stare mai fermo, è durissima".

La sua testa cosa dice?
"È una testa preoccupata, ma positiva. Voglio giocare. Mia moglie ha più paura".

Il 7 febbraio 2019 disse alla Gazzetta: «Il mio esempio è Quagliarella, tutti possono sognare la Nazionale».
"Quaglia è forte, tosto e ha spirito giusto. Ora la sogno ancora di più".

Almeno le parole del c.t. Mancini, sempre alla Gazzetta, le danno speranza.
"Già è tanto che io sia nei suoi pensieri. Ma io ho tanta fame, non ho mai mollato nella vita. Continuo così".

Era convinto di ripetersi dopo i 16 gol di Empoli? È il settimo anno che va in doppia cifra, ricorda Totò Di Natale.
"Voglio migliorarmi sempre. Mi sento un ragazzino. Quando capirò che non posso andare oltre alzerò la mano. A Di Natale mi hanno paragonato a Empoli. Un grande, andava esaltato di più".

Ci parli di De Zerbi.
"È stato il primo a chiamarmi a maggio. Mi voleva già a Foggia. Gli ho dato la parola e l’ho rispettata. In estate mi volevano in tanti, ma volevo lui. Non è stato facile fare quel che ti chiede. Non vuole mai buttare via la palla, il portiere è un giocatore attivo. Col 4-2-3-1 abbiamo trovato la quadra. De Zerbi mi ha fatto sentire importante".

Lei ha avuto Antonio Conte a Bari, gli ha mandato pure la birra al Chelsea: se la chiamasse per fare la punta di rincalzo all’Inter cosa risponderebbe?
"Difficile rispondere, perché, non è una banalità, a Sassuolo sto troppo bene. C’è tutto: dal centro sportivo al club, allo stadio di proprietà. Per pensarci, prima dovrebbe arrivare la proposta".

Intanto lei ne ha fatti 13. Obiettivo?
"Erano e restano 20 gol. Anche perché, se li raggiungo, vado a Milano a cena con Del Piero nel suo ristorante. È il mio idolo da sempre e me lo ha promesso".

Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2020 alle 12:10
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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