Gioele Zacchi, portierino classe 2003 del Sassuolo Calcio, è uno dei giovani più promettenti del vivaio neroverde (e non solo). Da diversi anni è nel giro delle nazionali giovanili ed è anche nel giro della prima squadra (la prima convocazione con la Roma, con De Zerbi in panchina, ha partecipato anche al ritiro di Vipiteno). SassuoloNews.net ha avuto il piacere di intervistare Luca Ronchi, la persona che insieme a Claudio Vigorelli (procuratore tra gli altri di Nicolò Zaniolo, Gianluca Frabotta, Willy Gnonto), cura gli interessi di Gioele Zacchi, e che parla del suo assistito per la prima volta in assoluto davanti ai microfoni (e per questo non possiamo che essere doppiamente contenti). Ronchi ci ha parlato della crescita di Giò ma anche del suo presente e del suo futuro. Ecco le sue dichiarazioni.
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Gioele vanta numerose presenze nelle varie Under della Nazionale, ora è stato convocato nell’Under 19 ed è uno dei giovani più promettenti del vivaio neroverde. Per chi non lo conoscesse, che tipo di portiere è? È stato paragonato a Peruzzi: è un paragone corretto?
"I principali punti di forza di Gioele sono la grande esplosività, la reattività, l'agilità tra i pali e il senso della posizione. Gioele ha un’ottima padronanza del pallone con i piedi, una qualità fondamentale nel nostro calcio, specialmente in una piazza come Sassuolo dove capita sovente che sia il portiere ad costruire l'azione dal basso. Riservato fuori dal campo, Gioele vanta una personalità importante quando si trova tra i pali, nel suo regno, posto dal quale aiuta i compagni e guida la squadra. Compensa la struttura non imponente (184 cm) con un’esplosività incredibile e una reattività di prim'ordine, che gli consentono di avere grande abilità nel contrastare i rigori avversari. Sono forse queste ultime caratteristiche, che suscitano il paragone con Angelo Peruzzi, un’istituzione della porta. Un paragone che lusinga, che onora. Ma la strada per raggiungere quei livelli è ancora lunga e Gioele sa che il segreto per il successo passa dal lavoro quotidiano, dai sacrifici, dall’ambizione e dal non sentirsi mai arrivato".
Secondo lei dove deve ancora crescere e migliorare?
"Sicuramente, come tutti i giocatori ha ancora ampi margini per poter raggiungere il suo massimo potenziale, che a mio avviso è veramente importante".
Passiamo all’aspetto extra-campo. Com’è Gioele fuori dal campo? Che tipo di ragazzo è?
"Gioele è prima di tutto un ragazzo eccezionale. Il classico figlio che tutti i genitori vorrebbero: educato, buono, molto rispettoso e soprattutto una persona dotata di una rara intelligenza. Tra le altre cose esprime un rendimento scolastico di primo livello. Ritengo sia un esempio anche da questo punto di vista
Quest’anno c’è stato il salto definitivo in Primavera. L’anno scorso in Under 18 era titolare indiscusso, quest’anno invece c’è una sorta di dualismo con Vitale. Come vive la ‘rivalità’? E come sta vivendo questo momento in cui sta giocando di meno?
"In realtà Gioele era parte della rosa della Primavera anche nella scorsa stagione. Nel finale di stagione ha contato 10 presenze in campionato ed 1 in coppa ed è stato autore di prestazioni di primo livello. Chiaramente per aumentare il suo minutaggio e rinforzare il gruppo Under 18, veniva altresì impegnato alla Domenica con i suoi pari età. Durante questa stagione abbiamo assistito ad un avvicendamento tra lui e Vitale, altro ottimo portiere. La loro è una rivalità sana: la competizione permette di innalzare il livello. Non nascondo che in talune occasioni avremmo desiderato un impiego maggiore ma Gioele è molto professionale e si mette sempre a disposizione dell’allenatore e delle sue scelte per il bene del gruppo".
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In panchina invece c’è mister Bigica, un allenatore importante per la categoria. Qual è il rapporto con mister Bigica? Come lo sta aiutando?
"Il rapporto con il Mister è molto buono. Lavorano insieme da due anni: come tutti gli allenatori deve far delle scelte e come detto in precedenza, Gioele si mette a disposizione sua e della società".
Quanto è importante per un talento come Gioele lavorare in un club come il Sassuolo che non ha paura nel lanciare i giovani?
"Sicuramente Sassuolo ha dimostrato e dimostra negli anni di essere una vetrina importante per i giovani. Potersi allenare spesso in un gruppo giovane e di qualità come quello a disposizione di Mister Dionisi, è un privilegio e uno stimolo per Gioele".
Gioele lavora spesso con la prima squadra, ha fatto il ritiro con Dionisi. Il Sassuolo ha Consigli, un portiere che vanta più di 400 presenze in Serie A. Quanto è importante per la crescita di un portiere giovane come Zacchi avere davanti a sé uno come Consigli?
"Consigli è da anni uno dei migliori portieri italiani e un punto di riferimento per qualsiasi ragazzo che interpreti il ruolo. Potersi allenare al suo fianco è un privilegio unico ed un modo per un ragazzo intelligente come Gioele, di assorbire qualsiasi cosa".
In questi anni in neroverde ci sono mai state delle richieste per portare il ragazzo in un altro club?
"Non nascondo che Gioele è molto apprezzato e conosciuto in Italia. Grazie inoltre alla visibilità che in queste stagioni gli ha garantito la Nazionale, anche all’estero molti club conoscono il giocatore, ne apprezzano le qualità e tengono sempre ben monitorata la sua situazione. Da parte nostra, in questo momento riteniamo comunque che il Sassuolo sia il posto migliore dove proseguire la crescita sportiva del ragazzo".
È presto, ma l’anno prossimo, per il percorso di Gio, è più giusto restare in neroverde tra Primavera e prima squadra oppure andare a farsi le ossa in Serie C?
"Giocare con i grandi è molto formativo ed accelera la maturazione. Un altro anno di consolidamento in Primavera per contro, garantirebbe un’ottima visibilità e la possibilità, se la società lo riterrà all’altezza, di allenarsi e “rubacchiare” qualcosa da giocatori di alto livello. Gioele si metterà sempre a disposizione del percorso che la società riterrà migliore per la sua crescita sportiva".
Si ringrazia Luca Ronchi per la cortesia e la disponibilità dimostrata nel corso di questa intervista.
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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