Il giornalista Alessandro Iori al podcast Tutti in The Box ha parlato del Sassuolo e di Domenico Berardi, della sua incidenza, e anche di un rimpianto. Ecco quanto trascritto per voi dalla nostra redazione: "Domenico Berardi si era infortunato la sera del 28 novembre nella partita contro il Como. Il Sassuolo è rimasto senza vincere dal 6 dicembre, partita successiva contro la Fiorentina, fino alla settimana scorsa contro la Cremonese. Ha dimostrato di essere un giocatore che, in quella fascia lì di classifica, fa ancora tutta la differenza del mondo".

Secondo Iori però non è ancora il vero Berardi: "Fra l'altro, con due giocate che determinano i primi due gol del Sassuolo, in cui tutto il Pisa lo aspetta sul sinistro, il suo piede forte, e lui fa capire che ha anche il destro. E quindi quando hai di fronte uno così diventa poi un po' più difficile da difendere. Ora, dopo la rottura del tendine di Achille di marzo 2024, non è ancora il Berardi pre-infortunio".

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Il giornalista ha motivato così: "È un giocatore però che, grazie all'esperienza e alla qualità tecnica, ha imparato a giocare anche in una maniera diversa, magari meno intensa, meno esuberante dal punto di vista fisico, ma più sapiente dal punto di vista tecnico. Giocatore, dunque, che ci abitueremo a vedere, secondo me, meno continuo rispetto a un po' di tempo fa, ma sempre in grado di accendere la luce in una maniera tale per cui può fare la differenza, soprattutto in quella fascia lì del campionato. Poi io, su Domenico Berardi, ho una mia idea".

Secondo Alessandro Iori ci sarà sempre un rimpianto: "Quando chiuderà la carriera credo a questo punto definitivamente nel Sassuolo, perché ha avuto mille volte l'opportunità di andar via. Qualche volta, non sempre anche la voglia di andar via, ma poi è sempre rimasto. Quando chiuderà la carriera e tireremo una riga, vedremo dei numeri esorbitanti, però sempre fatti con la maglia del Sassuolo e quindi ci porteremo per sempre il dubbio di cosa avrebbe potuto fare a un altro livello".

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Sezione: News / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 09:44
Autore: Sarah G. Comotto
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