Il Sassuolo scopre a Monza una delle regole meno romantiche del calcio: i punti conquistati contro la Juventus valgono esattamente quanto quelli che puoi perdere cinque giorni dopo contro una squadra che non aveva ancora vinto. Il 2-1 del Brianteo interrompe l'entusiasmo neroverde proprio quando sembrava possibile trasformare un ottimo avvio di stagione in qualcosa di ancora più interessante. Non è una bocciatura e nemmeno un brusco risveglio. È semplicemente un passo indietro, arrivato in una partita che il Sassuolo aveva avuto anche la possibilità di portare dalla propria parte. Ed è forse questo l'aspetto che lascia più rimpianti.

Nel primo tempo la squadra di Alberto Aquilani ha costruito abbastanza per passare in vantaggio. Törnqvist ha dovuto rispondere a Berardi, Bakola, Thorstvedt ed Esposito, permettendo al Monza di arrivare all'intervallo sullo 0-0. Il Sassuolo non ha dominato, ma ha avuto le opportunità migliori senza riuscire a concretizzarle. La differenza si è vista nella ripresa. Al Monza sono bastati dodici minuti. Prima Varela ha sfruttato un calcio d'angolo e soprattutto l'errore di Muric, che non è riuscito a trattenere un pallone tutt'altro che impossibile. Poi Esposito ha commesso fallo su Dany Mota e lo stesso Varela ha trasformato il rigore del 2-0. Due episodi, due gol.

Il Sassuolo, invece, ha avuto bisogno di arrivare all'88' per trovare la rete. E naturalmente ci ha pensato Vasilije Adzic, ormai specializzato nel presentarsi quando le partite sembrano aver già scelto il proprio finale. Una punizione splendida per il 2-1 e, poco dopo, il cross sul quale Bowie ha sfiorat il gol che avrebbe potuto regalare un pareggio insperato.  Il Sassuolo però non ha perso a Monza per sfortuna. I neroverdi hanno perso una partita nella quale hanno sprecato quando poteva colpire (2,47 gli Xg) e hanno commesso errori quando avrebbe dovuto mantenere equilibrio. Nulla di drammatico, ma abbastanza per capire dove questa squadra debba ancora migliorare.

Cinque giorni prima avevamo visto un Sassuolo capace di reagire due volte, continuando ad attaccare persino dopo il 2-2 subito al 91'. A Monza quella stessa lucidità non si è vista. Dopo il vantaggio brianzolo è arrivato quasi immediatamente il raddoppio e soltanto nel finale i neroverdi hanno ritrovato la ferocia necessaria per provare a cambiare la partita. Non è questione di appagamento. Sarebbe troppo semplice sostenere che il Sassuolo abbia perso perché ancora distratto dalla vittoria sulla Juventus. È invece una questione di continuità e maturità, probabilmente le due conquiste più difficili per una squadra che sta ancora assimilando le idee del nuovo allenatore.

Il dato delle trasferte, intanto, comincia a essere significativo: quella di Monza è la nona gara esterna consecutiva senza vittorie, con tre pareggi e sei sconfitte. È un aspetto sul quale Aquilani dovrà intervenire, perché una squadra che vuole alzare il proprio livello non può mostrare due volti così differenti tra casa e fuori.

Nessun processo, comunque. Sette punti dopo cinque giornate e una vittoria contro la Juventus restano dentro un avvio che ha offerto più indicazioni positive che negative. Ma sarebbe altrettanto sbagliato utilizzare quanto di buono fatto finora per minimizzare la serata del Brianteo. Aquilani ha sempre parlato di crescita e probabilmente partite come questa ne fanno parte più delle vittorie spettacolari. C'è poi Adzic, e qui il problema rischia di essere persino piacevole. Il montenegrino continua a incidere, segna ancora e ormai rende sempre più complicato considerarlo soltanto un'arma da utilizzare a gara in corso. Il ragazzo sta bussando alla porta dei titolari e, continuando così, presto potrebbe smettere di bussare. La vittoria contro la Juventus aveva mostrato ciò che questo Sassuolo può diventare. La sconfitta di Monza ricorda quanto lavoro serva ancora per arrivarci. Nessun allarme: soltanto una lezione da non sprecare.

Sezione: Editoriali / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 12:14
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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