C’è un verso di Francesco Guccini che torna utile dopo serate come quella di ieri al Ricci: "La locomotiva sembra un mostro strano…". Perché a un certo punto il Celta Vigo è diventato proprio quello: un mostro che avanzava, e il Sassuolo, dopo l’espulsione di Laurienté, ha smesso di opporsi. Il primo tempo è stato faticoso. Distanze lunghe, poco ritmo, la sensazione di rincorrere più che di costruire. Eppure la squadra è rimasta in partita. Come ne "L’avvelenata", quando Guccini canta di chi continua a camminare anche con il veleno addosso: si soffre, ma non si molla.

Nella ripresa qualcosa è cambiato. È entrato Bakola e ha portato energia, quella che serve per alzare il pressing e ritrovare coraggio. Ritmo, aggressività, un po’ di personalità in più. Sembrava che il Sassuolo di Aquilani stesse trovando la strada. Poi è arrivata l’espulsione. Può succedere. Quello che non può succedere è spegnersi.

Aquilani lo ha detto con chiarezza: "Dopo l’espulsione non mi è piaciuto che la squadra si sia spenta. Lì c’è un aspetto di spessore interno… a Roma si dice 'non buttarla in vacca'". E ha ragione. Perché nel calcio arriva il momento in cui bisogna scegliere se restare in piedi o lasciarsi travolgere. I gol subiti in superiorità numerica avversaria non sono solo un problema tattico: sono una questione di testa, di orgoglio, di voglia di non subire. È meno allenabile della fase di non possesso, è vero. Ma è insegnabile. E deve diventare un insegnamento. Perché la stagione sarà lunga, le espulsioni ci saranno, i momenti difficili pure. E lì, come canta Guccini in "Cirano", bisogna avere il coraggio di restare se stessi, anche quando tutto sembra andare storto.

Il Celta Vigo ha mostrato qualità, specie nel primo tempo, ma nel secondo il Sassuolo (sempre privo di tantissimi titolari, in particolare in difesa) ha giocato alla pari con una squadra che negli ultimi due tornei della Liga spagnola si è qualificata all'Europa League chiudendo 7° e 6° e arrivando sino ai quarti della competizione europea. Il Sassuolo ha mostrato pezzi di gioco interessanti e una preoccupante facilità a disunirsi quando le cose si mettono male. È solo un’amichevole, naturalmente. Ma le amichevoli servono anche a questo: a capire dove si è fragili. La locomotiva continua a correre. Ora tocca al Sassuolo decidere se salirci sopra o restare fermo a guardarla passare.

Sezione: Editoriali / Data: Gio 06 agosto 2026 alle 17:30
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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