Voglio una vita spericolata è stata scritta, anche, per i portieri. Di solito, almeno un tempo, i portieri erano 'pazzi'. Gigi Buffon da ragazzino, il portiere più forte della storia ad esempio, ne è un chiaro esempio ma non è il solo. Ora l'evoluzione del ruolo sta portando ad avere portieri più ordinati, meno folli, più concentrati e meno istrionici. Aro Muric però sembra appartenere a una vecchia era. Nel mondo del calcio, il portiere rappresenta un’eccezione singolare, spesso percepito come una figura immobile, quasi seduta tra i pali, relegata a un ruolo di pura difesa.

Per natura e costrizione tattica, siano persone generalmente poco inclini all’avventura e più propense a una posizione statica, al contrario del loro essere - per natura - scapestrati. Questa staticità però non esclude la capacità di sognare ad occhi aperti, di viaggiare con la mente verso luoghi lontani o di immaginare anche delle uscite spericolate. E Muric, il portiere del Sassuolo, per certi versi sta riscrivendo il ruolo del calcio.

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La sensazione di poter respingere qualsiasi attacco, di essere l’ultimo baluardo, alimenta spesso un’illusione di invincibilità. Tuttavia, quando si tratta di uscire dall’area di rigore, le cose si complicano: è in quei momenti che i problemi si fanno più evidenti. Ci sono stati, e ci sono tuttora, portieri di talento che, abbandonata la sicurezza dell’area piccola, si sono trasformati da eroi a “zucche”, da campioni a inesperti. Veri e propri “casalinghi” del pallone impauriti al primo vero assalto.

L’uscita dal proprio raggio d’azione, però, è una fase imprescindibile nel ruolo del portiere. Un portiere di livello deve saper uscire con precisione, minimizzando gli errori e mantenendo il controllo della situazione. Questa operazione, spesso imposta dall’allenatore, nasce dall’esigenza di trasformare un ruolo tradizionalmente difensivo in un elemento attivo del gioco di squadra. Purtroppo, questa “forzatura” talvolta si trasforma in una battaglia personale: una lotta per l’autodeterminazione, un gesto di ribellione contro le convenzioni e i limiti imposti, un’occupazione “abusiva” di spazio altrui.

Un esempio emblematico di questa tensione tra tradizione e innovazione arriva dalla Serie A, con il portiere del Sassuolo, Arijanet Muric. Nella sua prima parte di avventura in Serie A Muric ha dimostrato quanto possa essere decisivo il coraggio di uscire dalla propria area ma a volte quanto possa essere anche pericoloso e spericolato perché ad esempio, proprio nell'ultima gara con il Pisa, ha rischiato grosso più di una volta, sbagliando i tempi delle uscite. E avere i tempi giusti è fondamentale. Con queste uscite, il portiere serbo ha imposto la sua volontà, dimostrando che il portiere può essere anche un protagonista attivo, capace di influenzare con decisione il corso della partita.

"Avere un portiere come Muric c'è da prendere tante botte anche se giochi con lui (ride, ndr). Ci aiuta tanto con le uscite e qualche volta ci salva, devo fargli i complimenti perché sta facendo un campionato incredibile e spero che mi lasci stare (ride, ndr)" ha detto di lui, tra il serio e il faceto, Tarik Muharemovic dopo la gara con il Pisa.

Il ruolo del portiere è in costante evoluzione. Tra sedentarietà e audacia, tra tradizione e innovazione, questa figura rimane un elemento affascinante e complesso del calcio, capace di sorprendere e di sfidare ogni stereotipo. E, come dimostra l’esempio di Muric, il coraggio di uscire dal proprio guscio può fare la differenza tra un intervento normale e una sorta di poesia in movimento.

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Sezione: News / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 19:48
Autore: Sarah G. Comotto
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