Josh Doig è nato nella capitale scozzese di Edimburgo e dopo aver frequentato il settore giovanile dell'Hibernian ha fatto il suo debutto per il club nel 2020, collezionando 78 presenze con il club, prima di trasferirsi in Italia al Verona e da gennaio al Sassuolo. Il terzino classe 2002 si è raccontato ai microfoni di TNT Sports prima della partita casalinga con il Milan: “Ci sono due tipi diversi di culture, due cucine diverse e penso che per quanto sia buono il cibo qui in Italia non lo troverò simile da nessuna altra parte nel mondo. È incredibile. È troppo bello. Quando sono tornato a casa, durante la pausa per le Nazionali, non era più la stessa cosa, ora sono un vero snob del cibo [ride, ndr], niente era abbastanza buono. Penso che le persone sognino di fare quello che faccio io, quindi il fatto che io possa farlo e svolgere il mio hobby come lavoro ma allo stesso tempo vivere in Italia, mi rende molto fortunato".

Doig ammette che non aveva mai avuto intenzione di giocare in Serie A così presto, ma quando si è presentata l'occasione l'ha colta al volo, qualcosa che ha lasciato suo padre Tommy 'incredulo': “E sono tutti pazzi i fan qui in Italia. Vivono e respirano il calcio, penso che sia un po' lo stile italiano e tutti sono ossessionati dal calcio quindi non importa in quale stadio vai, loro saranno lì. E gli stadi? Ovviamente penso che San Siro sia stato quello speciale e i miei genitori sono venuti a vedermi. Ricordo una sfida tra Inter ed Hellas alla fine del 2023 e ogni volta che andiamo a San Siro, c'è una sensazione speciale. Ma per essere onesti ogni stadio ha carattere, ognuno ha la propria tradizione e cose del genere, ma direi sicuramente San Siro per me perché sono cresciuto giocando a FIFA e guardandolo in TV e quando ci sei davvero dentro sembra un po' surreale".

Non è andato tutto liscio per Doig al suo arrivo nel nostro campionato: "Ricordo che la prima volta che ho pensato 'oh, questa è Serie A' era in trasferta contro la Lazio e io giocavo terzino esterno e Lazzari giocava terzino destro e l'allenatore mi ha avvertito che era veloce, ma ricordo di aver segnato la settimana prima, quindi nella mia testa pensavo 'ok, posso farcela" e ricordo che al suo primo tocco ha corso per tutto il campo creando un'occasione da gol per gli avversari e io invece non avevo idea di dove fossi, stavo quasi girando in tondo. Quindi ho pensato che c'è un livello diverso qui con questi avversari e ho bisogno di crescere e migliorare. Un giocatore che mi ha messo in difficoltà è stato Matteo Politano del Napoli - noi abbiamo subito una grossa sconfitta di recente - i suoi movimenti e le sue corse per me sono stati incredibili. È lucido e intelligente e sa dove deve essere per rendere la vita dei suoi avversari difficile".

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E non finisce qui. Alla domanda sui suoi avversari più difficili, qualcuno ricorda: "E Domenico?" in riferimento a Berardi. Doig ricorda la prima volta che si è scontrato con l'attaccante neroverde: “Era la scorsa stagione - ha detto - Mi ricordo. Li abbiamo affrontati in casa quando ero ancora al Verona, giocavamo contro il Sassuolo e ricordo di essere stato sostituito all'intervallo, perché mi girava la testa. Era ovunque e non sembrava che fosse veloce, ma penso che sia il suo movimento e il suo primo tocco lo rendono un giocatore speciale". In un crudele scherzo del destino, Berardi ha subito un infortunio proprio a Verona quest'anno, con lo scozzese tra le fila neroverdi, ma Doig ha detto che Berardi è ancora presente nello spogliatoio e sta giocando un ruolo chiave nel tenere alto il morale.

Quando si parla di terzini sinistri gli piace studiar e indica il suo omologo del prossimo weekend Theo Hernandez come "uno dei migliori al mondo", ma riserva un elogio speciale al connazionale Andy Robertson "il migliore in assoluto al mondo. Anche in Real Madrid-Manchester City in Champions League, il miglior palcoscenico del calcio, con il Manchester City che non usa un terzino tradizionale, ma ho seguito attentamente Mendy, i suoi movimenti e il suo controllo di palla che possono sembrare facile ma non è così. Cerco di concentrarmi sul primo tocco, sulla posizione del corpo e su come giocano la palla perché sembra che giochino così facilmente anche sotto pressione. Penso che una cosa che sto cercando di implementare nel mio gioco sia proprio la capacità di portare la palla in ogni zona del campo e di ottenere quel primo tocco così perfetto ogni volta".

E allora che dire del Manchester City e di questa nuova tendenza dei terzini invertiti? Doig pensa di poterlo fare? "Sì, per quanto mi riguarda, penso di aver giocato una volta in una squadra U15 e non è andata molto bene ma guardo molto calcio scozzese e vedi giocatori come Greg Taylor al Celtic e altri e quando parlo con loro, vengono costretti a entrare in campo e a volte giocano quasi come centrocampisti centrali. Mi guardo intorno e penso ‘Dio, è qualcosa che posso fare?’, ma in questo gioco devi essere in grado di farlo. Abbiamo iniziato a farlo al Sassuolo, dovrò iniziare ad esercitarmi perché penso che sia una buona cosa fare questi movimenti".

E infine si parla di Scozia. Doig dice che è “un onore” essere il capitano dell’Under 21 e il pensiero ad Euro 2024 con la nazionale maggiore è solo nella sua mente in questo momento. L'intervista si chiude con i ricordi dell'infanzia: "Quando sei cresciuto in Scozia, ovviamente, è difficile, sai che non hai sempre le migliori strutture a disposizione. Per quanto mi riguarda, giocavo in strada ogni giorno. E penso che questo mi abbia dato una grossa spinta. Ricordo che, credo, ero in una squadra Under-7, e siamo andati al St. George's Park e ci siamo chiesti, 'che cos'è?' Penso che vedere cose del genere ti spinga avanti e ti faccia crescere. Il calcio di strada fa parte della nostra cultura ed è lì che ho imparato la maggior parte delle mie cose quando ero più giovane. Ero costantemente fuori per strada, a giocare a calcio con i miei amici fino al tramonto e per me era così ogni giorno”.

Sezione: News / Data: Ven 12 aprile 2024 alle 15:39
Autore: Sarah G. Comotto
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