Giovanni Carnevali, dirigente del Sassuolo, ha parlato a La Politica nel Pallone su Radio Rai. Ecco le parole dell'a.d. neroverde dopo la vittoria sulla Juventus: "Sicuramente importante per Defrel aver fatto il 50esimo gol, ha potuto festeggiarlo nel modo migliore, ma la cosa più importante è la prestazione del Sassuolo, credo che abbiamo meritato la vittoria sulla Juventus e siamo in un 2023 molto favorevole perché stiamo ottenendo dei risultati importanti mentre nella prima parte di stagione abbiamo avuto qualche difficoltà. Dobbiamo tenerci quanto di buono stiamo facendo e proseguire nel nostro cammino".
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Sassuolo modello?
"È un cammino di 10 anni, questo è il decimo anno consecutivo in A. È un progetto partito dal dottor Squinzi, per cui dalla famiglia, e stiamo proseguendo ottenendo dei buoni risultati. Lo facciamo con grande entusiasmo e stiamo cercando di avere progettualità che è partita dall'acquisizione dello stadio, poi dal nuovo centro sportivo, e abbiamo messo delle basi per dare continuità a questa società, con un progetto che è quello di cercare di portare avanti il settore giovanile, di portare avanti i ragazzi che possano esordire in prima squadra e poi in nazionale, che per noi è motivo d'orgoglio e questo dobbiamo fare: far sì che i ragazzi crescano, possano ambire a grandi club, con un occhio poi ai bilanci sani, per avere una sostenibilità che in questo mondo non è mai facile. Lo portiamo avanti grazie ai miei collaboratori ma soprattutto grazie alla proprietà".
I risultati del 2023 hanno riportato il sorriso sulle labbra dopo un inizio difficile...
"Eravamo coscienti delle difficoltà che avremmo potuto incontrare perché abbiamo fatto cessioni importanti con Scamacca e Raspadori che hanno fatto tanti gol l'anno scorso. Ci mancavano loro due, poi a gennaio abbiamo ceduto Traoré. Abbiamo dovuto dare spazio a ragazzi giovani che hanno bisogno di tempo e avevamo messo in conto delle difficoltà nella prima parte di stagione. Ero molto fiducioso, sia per il lavoro dell'allenatore, che per i ragazzi, che avremmo potuto passare in tempi brevi questo momento di crisi e risollevarci per ottenere quello che stiamo ottenendo adesso. La Serie A è un campionato difficile e ci vuole poco e nulla per sbagliare".
Restyling del Mapei Stadium?
"Sono lavori che da un po' di tempo stiamo portando avanti per migliorare l'impianto. Ci sono tanti lavori strutturali, che possono dare più funzionalità, ed è un progetto che continua per far sì che questo stadio diventi di grandissima qualità. Già lo è oggi perché abbiamo ospitato la Nazionale, gli Europei Under 21, ma c'è la parte della proprietà di migliorarlo sempre di più e dobbiamo far sì che questo stadio diventi all'avanguardia, cosa che dovrebbero fare anche gli altri club. Per noi diventa più facile perché abbiamo uno stadio di proprietà da qualche anno e questo ci permette di fare qualcosa di carino e all'avanguardia. Il tricolore? Noi giochiamo a Reggio Emilia, che è la città del tricolore. Sono nate delle piccole polemiche ma su delle cose che non erano ancora state messe a conoscenza, si è parlato della rimozione del tricolore ma non è mai stato questo il pensiero perché il tricolore avrà ancora più visibilità perché il nostro desiderio è quello di ospitare non solo le partite del Sassuolo e della Reggiana, ma anche grandi eventi internazionali, per cui il tricolore è un po' la base di tutto".
Il Sassuolo non ha grandi incassi dalle tv, quali forme di mantenimento rimangono?
"Io credo per una società del nostro livello, che purtroppo non ha grandi incassi dei diritti televisivi e anche sul pubblico perché la nostra politica è basata anche sui prezzi bassi, abbiamo i prezzi più bassi in assoluto. Abbiamo introiti importanti dai diritti marketing ma dobbiamo far forza sui giovani, farli crescere per poi poterli cedere a proprietà importanti: questo è il nostro focus principale per poter mantenere questo tipo di livello. Per noi chiudere un bilancio in positivo è come aver vinto il campionato, un obiettivo che dobbiamo portare avanti e per fortuna sin qui siamo riusciti a farlo".
Frattesi quanto vale?
"Ci sono voci e interessi su di lui già dall'anno scorso. La nostra volontà era quella di poterlo trattenere ancora perché credevamo nella sua crescita e potevamo poter dare ancora più valore al giocatore. Non abbiamo parlato con la Juventus, sappiamo che ci possono essere interessi dalla Juve e da altri club. Al momento credo sia prematuro dare numeri perché in questo momento c'è ancora poco, il mercato arriverà più avanti. Lavoriamo, sappiamo che ci possono essere interessi dall'estero, dobbiamo lavorare per trovare la giusta opportunità per tutti, tenendo presente anche il desiderio del giocatore. Se vale 40 milioni? Io ti posso dire che è una richiesta che abbiamo fatto in Premier perché c'è una richiesta dalla Premier, abbiamo venduto Scamacca per questa cifra e per noi Frattesi ha lo stesso valore di Scamacca. Noi siamo sempre interessati, come società, perché crediamo nei giovani e di prospettiva, anche ad acquistare i ragazzi. L'anno scorso abbiamo chiesto alla Roma un paio di giovani loro, piuttosto che con altri club, abbiamo bisogno di guardare con progettualità e non ci interessa solo vendere ma anche acquistare. Quest'anno abbiamo fatto delle cessioni ma abbiamo fatto anche acquisti investendo denaro".
De Zerbi è pronto per un top club?
"Credo assolutamente sì, perché De Zerbi ha fatto l'esperienza all'estero e l'esperienza in Premier lo sta facendo maturare sempre di più. Ho sempre sostenuto che sia un ottimo allenatore. Ora è in un club importante e sta facendo ottimi risultati, per me sarebbe bellissimo poterlo rivedere in una società italiana, ma non credo sia facile perché è complicato portare via un allenatore dalla Premier ora".
Seconde squadre?
"Sì, è nei nostri progetti con tutta una serie importante di difficoltà. Una delle cose principali sono le strutture per cui dovremo capire se c'è una struttura adeguata per poter avere una seconda squadra. Abbiamo anche una squadra in Serie A Femminile, abbiamo più di 200 e passa ragazzine, oltre che tutto il settore giovanile maschile. Abbiamo tanti ragazzi e un centro sportivo di alto livello. Le strutture e poi ci sono i costi che sono molti importanti. Io credo che da parte della Federazione debba essere fatto tutto il possibile per aiutare le società di Serie A ad avere la seconda squadra: sia negli investimenti e sia nei costi ma soprattutto nelle opportunità perché l'obiettivo è la crescita di questi ragazzi, dare la possibilità anche a livello di regolamento. A volte ci sono delle diatribe tra le varie leghe e questo non aiuta, per cui dobbiamo cercare di avere un obiettivo comune, quello di far sì che i nostri giovani, i nostri ragazzi italiani, possano crescere e credo che le seconde squadre siano uno degli obiettivi principali e lo è anche per noi come Sassuolo".
I fondi nel calcio?
"Il sistema calcio è in difficoltà ma è un mondo di grande attrazione, c'è molto interesse perché alla base c'è un sistema che può migliorare. Io penso che siamo ripartiti, la Lega secondo me sta facendo un buon lavoro, negli ultimi anni si sta migliorando tanto e stiamo facendo cose che negli ultimi anni non abbiamo avuto modo di portare avanti. Il lavoro di Casini e De Siervo è ottimo. Dobbiamo migliorare per i diritti tv, sapendo che ci sono difficoltà. Stiamo portando grandi eventi all'estero. Si sta lavorando alla pirateria che sta portando un danno enorme al nostro sistema. Io sono molto fiducioso sulla crescita del nostro sistema calcio e per questo c'è sempre più interesse dei fondi a entrare in questo sistema".
Futuro?
"Non lo so, vedremo cosa succederà. Il sogno è portare il Sassuolo in Europa un'altra volta. Per quanto riguarda il futuro personale vedremo. C'è sempre l'ambizione di un grande club ma ho la fortuna di lavorare in un club come il Sassuolo, ho un grande rapporto con la società, e credo che anche il Sassuolo sia un grande club".
Richieste dall'Italia o dall'estero per Carnevali?
"No, non c'è stata alcuna richiesta all'estero. In Italia? Qualche anno fa sì ma non era il momento giusto per fare certe scelte".
Consigli?
"Ha fatto delle parate eccezionali come spesso fa, lo reputo uno dei portieri più forti d'Italia. Il mio rammarico è che non sia stato mai convocato in Nazionale, perché è anche una forma di riconoscenza ad un portiere che ha giocato ad alti livelli per tanti anni".
Dionisi?
"Dionisi è un allenatore giovane, d'esperienza ancora da costruire e da farsi, che avrà anche lui un grande futuro. Ha tutte le possibilità per poter fare bene, ha idee, visione, modo di lavorare. Io sono convinto che anche mister Dionisi farà un'ottima carriera. Glielo auguro perché, come De Zerbi, al di là di ottimi allenatori, sono delle persone speciali e credo che in questo mondo anche il valore umano sia fondamentale".
Laurienté?
"Lo abbiamo acquistato quest'anno, dobbiamo dargli ancora tempo. È partito bene e lo sapevamo perché abbiamo fatto un investimento importante, più di 10 milioni, ma sono convinto che è un giocatore...dobbiamo dargli tempo. Ora si parla tanto di giocatore che potrà andare via ma resterà con noi l'anno prossimo. Deve crescere sotto tutti gli aspetti, deve dare continuità, deve maturare, non è ancora il suo momento e sono convinto che ci darà grandi soddisfazioni".
Berardi resta?
"Lo spero come sempre. Quando manca lui manca tanto. Quest'anno ha avuto più infortuni del solito, annata storta per lui, ma la sua presenza è determinante. Mi auguro possa rimanere con noi, è la nostra bandiera, è il giocatore più importante che abbiamo, uno dei più importanti in Italia".
Ma è più lui o più il Sassuolo che non vuole separarsi dall'altro?
"Forse siamo un po' tutte e due, una volta magari c'è più uno, una volta più l'altro. La nostra volontà è sempre stata quella di volerlo trattenere con noi. È la nostra bandiera e dobbiamo ascoltare i suoi desideri e i nostri, perché per noi ha un valore importante. Io lo valuto in maniera molto positiva, nel calcio di oggi ci sono poche bandiere e quello che sta facendo Berardi deve essere visto come qualcosa di molto positivo però si parla sempre di calcio, denaro, ma non è solo questo. Esistono anche cose di valore, spesso i calciatori fanno anche tantissime cose positive che non vengono messe in risalto. Il calcio visto in un certo modo ha qualcosa di valido".
C'è un giocatore che avrebbe voluto portare a Sassuolo?
"Magari qualche ragazzo giovane che volevamo prendere e poi non siamo riusciti a prenderlo. Siamo una società giovane, io sono a Sassuolo da 10 anni, abbiamo acquistato tanti ragazzi che sono arrivati in Nazionale. Ci sono talmente tanti giocatori bravi, dobbiamo guardare al futuro e non pensare a quello che non abbiamo fatto o abbiamo fatto, pensiamo a quello che dobbiamo fare".
Il caso plusvalenze?
"Sentiremo a giorni l'esito sulla penalizzazione. È un discorso molto difficile da affrontare, se pensiamo al valore di un giocatore, dare un valore, è qualcosa che non si può, inutile fare dichiarazioni adesso che hanno poco valore, c'è la giustizia sportiva che analizzerà e farà le cose nel modo migliore in assoluto".
Ripresa in Europa?
"Avere sei squadre nelle competizioni europee è qualcosa di fantastico. Auguro a tutti di poter ottenere il risultato migliore. Io credo che ci sia una ripartenza del nostro calcio, dobbiamo avere fiducia, per lavorare tutti insieme per cercare di migliorare, siamo sulla strada giusta per poterlo fare".
Squilla il telefono. È la Juve?
"Non è il mio (ride, ndr). Ma non rispondo a nessun club per nessun giocatore".
Boga?
"Non è partito bene con l'Atalanta ma è un giocatore che magari ha bisogno di un po' di tempo per entrare nel metodo di Gasperini e nel tema Atalanta. Da noi ha fatto molto bene, spero che risolva i suoi problemi e che cominci a fare quello che ha sempre fatto, sono convinto che si rivedrà un Boga di valore".
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