Ci sono vittorie che valgono tre punti e altre che, almeno per qualche giorno, sembrano valerne qualcuno in più. Sassuolo-Juventus 3-2 appartiene alla seconda categoria. Per il nome dell'avversario, naturalmente. Per il modo in cui è arrivata, soprattutto. E perché quando al 94' Adzic ha disegnato il pallone del definitivo 3-2 alle spalle di Vicario, il Sassuolo non ha soltanto battuto la Juventus: ha messo un timbro pesante sulle sensazioni positive che questo nuovo corso aveva già cominciato a trasmettere.

Il giorno dopo resta la felicità, ed è giusto godersela. Resta l'immagine del Mapei Stadium che esplode quando ormai il 2-2 sembrava aver scritto l'ultima riga della partita. Restano gli abbracci, la corsa dei giocatori, la panchina svuotata in pochi secondi e una notte che probabilmente molti tifosi neroverdi avrebbero voluto allungare ancora un po'. Ma, passata l'adrenalina, resta soprattutto un'altra cosa: la consapevolezza che questo Sassuolo ha qualità. Tanta qualità.

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Non è soltanto il 3-2 alla Juventus

Il rischio, dopo una vittoria del genere, sarebbe fermarsi al risultato. Sarebbe comprensibile, perché battere la Juventus non è mai normale e farlo con tre gol segnati dal 65' in poi, due dei quali dall'89' al 94', rende tutto ancora più speciale. Ma sarebbe anche riduttivo.

Perché il Sassuolo non ha vinto soltanto grazie a una notte fortunata o a un episodio caduto dal cielo. Ha giocato la sua partita contro la Juventus. Ha sofferto quando era necessario, ha accettato che ci fossero momenti nei quali i bianconeri avrebbero avuto il pallone e ha provato a colpire appena si aprivano gli spazi. Soprattutto, non ha smesso di giocare quando la partita sembrava scappargli dalle mani.

Esposito porta avanti i neroverdi al 65'. Zhegrova pareggia all'82'. Bowie firma il 2-1 all'89' e lo stesso Zhegrova, al 91', sembra spegnere la festa. A quel punto una squadra normale può pensare che sia sufficiente così. Che dopo aver visto sfumare due volte il vantaggio contro la Juventus, il pareggio sia un risultato da prendere e portare a casa.

Il Sassuolo no. Riparte. Cerca ancora campo. E al 94' trova Adzic.

Adzic, Bowie, Esposito: la qualità viene fuori

C'è poi un dettaglio che racconta forse ancora meglio il lavoro fatto in estate. I tre gol del Sassuolo portano le firme di Sebastiano Esposito, Kieron Bowie e Vasilije Adzic. Tre giocatori giovani, tre interpreti offensivi differenti, tre risorse sulle quali Alberto Aquilani può costruire molto.

E se allarghiamo lo sguardo, nel gol di Bowie troviamo anche l'assist di Darryl Bakola, altro ragazzo sul quale il Sassuolo ha deciso di investire e che può rappresentare uno dei patrimoni tecnici del club.

È questo che rende la vittoria sulla Juventus ancora più interessante. Non c'è stato soltanto il solito Berardi a trascinare la squadra. Non c'è stata soltanto l'esperienza di Matic, fondamentale nell'assist che ha mandato Esposito davanti a Vicario. Sono arrivati segnali da chi deve rappresentare il presente e, soprattutto, il futuro. Aquilani ha materiale. E adesso comincia a vedersi.

Sette punti che potevano essere anche di più

La classifica dice sette punti dopo quattro giornate, il miglior bottino del Sassuolo a questo punto della stagione dal 2020. Eppure, riguardando il percorso dei neroverdi, si può persino avere la sensazione che qualcosa sia rimasto per strada.

All'esordio contro l'Atalanta è arrivata una sconfitta di misura. Poi il successo contro il Torino, quindi il 2-2 di Bologna, con la vittoria sfumata nel recupero. Infine la Juventus, battuta in una partita che per due volte sembrava essersi rimessa dalla parte dei bianconeri.

Sette punti, dunque. Ma soprattutto quattro partite nelle quali il Sassuolo ha dimostrato di poter stare dentro la Serie A senza complessi. È presto, prestissimo, per trasformare una bella partenza in qualcosa di più. Il campionato ha appena iniziato a raccontarsi e arriveranno inevitabilmente serate meno esaltanti. Ma proprio per questo bisogna leggere i segnali senza gonfiarli e senza ignorarli.

Aquilani sta dando un'identità al Sassuolo

Aquilani aveva chiesto coraggio. Non voleva una squadra chiusa davanti alla propria area soltanto perché dall'altra parte c'era la Juventus. Voleva un Sassuolo capace di riconoscere i momenti della partita senza rinunciare alla propria natura.

La risposta è arrivata. Non tutto è stato perfetto, naturalmente. Due volte in vantaggio e due volte raggiunti significa che qualcosa nella gestione dovrà essere rivisto. Ci sono state situazioni nelle quali la Juventus avrebbe potuto fare male e Muric ha dovuto metterci del suo. Ma una squadra giovane cresce anche attraverso questi errori, soprattutto quando riesce a compensarli con personalità e qualità. Il Sassuolo non ha avuto paura di provare a vincere anche dopo aver rischiato di perderla. Sembra una sfumatura. Non lo è.

Adzic e quella sceneggiatura impossibile

Poi c'è lui. Vasilije Adzic. In prestito dalla Juventus, contro la Juventus, al 94'. Probabilmente persino uno sceneggiatore avrebbe considerato il finale eccessivo. E invece il calcio ogni tanto si diverte proprio così. Adzic era entrato nella ripresa, aveva già trovato un gol poi cancellato per fuorigioco e quando si è presentata un'altra occasione non ha esitato. Corsa nello spazio, controllo della situazione e conclusione a giro alle spalle di Vicario.

Il resto è rumore. Quello del Mapei Stadium, quello dei compagni che gli corrono incontro, quello di una vittoria che il Sassuolo probabilmente ricorderà a lungo.

Adesso godersela, poi tornare a correre

Il giorno dopo serve anche a questo. A guardare la classifica, vedere Sassuolo 7 e concedersi un sorriso. A riguardare per l'ennesima volta il gol del 94'. A rendersi conto che sì, è successo davvero.

Da domani torneranno le correzioni di Aquilani, gli allenamenti, le analisi video e il prossimo avversario. Perché una vittoria sulla Juventus diventa veramente importante soltanto se aiuta a costruire qualcosa.

Ma oggi no. Oggi il Sassuolo può semplicemente godersela, perché ha battuto la Juventus, perché lo ha fatto al 94', perché ha trovato tre gol da Esposito, Bowie e Adzic, perché i giovani hanno risposto presente e i giocatori più esperti hanno dato struttura alla squadra. E soprattutto perché quel 3-2 racconta qualcosa che forse vale persino più dei tre punti: questo Sassuolo ha qualità, ha coraggio e comincia anche ad avere la consapevolezza di poterli usare contro chiunque.

La notte della Juventus potrebbe non essere soltanto una notte da ricordare. Potrebbe essere la notte in cui il nuovo Sassuolo ha iniziato davvero a capire quanto può diventare forte.

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Sezione: News / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 09:02
Autore: Manuel Rizzo
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