L'una di notte, un citofono che suona e un giovane Alberto Aquilani che probabilmente si domanda chi possa cercarlo a quell'ora. Si alza, va ad aprire e davanti alla porta si ritrova Luciano Spalletti, il suo allenatore alla Roma. Non era successo nulla di grave. Spalletti si trovava nello stesso palazzo e aveva deciso di fare una visita al suo centrocampista, quasi per sincerarsi che fosse davvero a casa e non in giro a godersi la notte romana. Anni dopo, quella storia fa ancora sorridere Aquilani. E oggi assume un sapore diverso: perché domenica sera, al Mapei Stadium, l'allievo ha battuto il maestro. Sassuolo-Juventus 3-2, con il gol di Adzic al 94' a chiudere una delle partite più folli di questo inizio di Serie A.

Dal pianerottolo di un condominio romano alla panchina del Mapei Stadium. In mezzo ci sono vent'anni di calcio, una carriera da giocatore terminata, un'altra da allenatore cominciata e soprattutto un rapporto che ha lasciato qualcosa a entrambi.

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Spalletti aveva capito Aquilani prima degli altri

Aquilani e Spalletti si conoscono bene. Molto bene. Il tecnico toscano allenò il centrocampista alla Roma tra il 2005/06 e il 2008/09, accompagnandone la crescita in una delle squadre più affascinanti di quegli anni. La Juventus, alla vigilia della sfida di Reggio Emilia, ricordava le 72 presenze e i nove gol raccolti da Aquilani in Serie A durante quel periodo.

Ma i numeri spiegano soltanto una parte del rapporto. Aquilani era uno dei giovani di maggiore talento del calcio italiano e Spalletti vide in lui qualcosa che andava oltre la tecnica. Tanto che, alla vigilia della partita contro il Sassuolo, l'allenatore della Juventus ha ricordato di aver avuto già ai tempi della Roma la percezione che Alberto potesse diventare un allenatore.

Spalletti ha parlato della personalità del suo ex centrocampista e della particolare interpretazione che riusciva a dare alle situazioni di gioco, spiegando di ritrovare oggi quelle stesse idee nelle squadre allenate da Aquilani. In pratica, il maestro aveva intravisto l'allenatore quando l'allievo pensava ancora soltanto a giocare.

Quella visita all'una di notte

Poi c'è l'aneddoto. Uno di quelli che raccontano Spalletti probabilmente meglio di tante definizioni. Aquilani lo ha ricordato parlando degli anni della Roma: una sera Spalletti si trovava a cena dal proprio procuratore, che abitava nello stesso palazzo del giovane centrocampista. A un certo punto decide di passare da lui. È l'una di notte. Suona. Aquilani apre e davanti si ritrova il mister. "Entrò e mi disse che era lì solo per controllare, per chiedermi che stessi facendo... All'una di notte!", ha raccontato Aquilani ricordando la scena.

Un episodio che lo stesso allenatore del Sassuolo ha successivamente ridimensionato con il sorriso, spiegando che Spalletti si trovava già nel palazzo e che quella visita era stata soprattutto una provocazione scherzosa, non un vero blitz disciplinare. Ma dietro la battuta rimane il ritratto di un tecnico attentissimo ai suoi giocatori, capace di entrare nelle loro vite e di costruire rapporti che andavano oltre i novanta minuti.

Aquilani, ricordandolo, ha definito Spalletti un allenatore "geniale", sottolineando quanto quella Roma giocasse un calcio innovativo, veloce e riconoscibile. Un maestro dal quale, inevitabilmente, qualcosa è rimasto.

Vent'anni dopo, uno di fronte all'altro

Domenica sera, però, non c'erano più maestro e allievo. C'erano due allenatori di Serie A. Uno sulla panchina del Sassuolo, l'altro su quella della Juventus. Per Aquilani era il primo confronto ufficiale da tecnico contro Spalletti. E il risultato difficilmente avrebbe potuto essere più spettacolare.

Dopo un primo tempo equilibrato, il Sassuolo è passato avanti con Sebastiano Esposito. Zhegrova ha pareggiato per la Juventus, Bowie ha riportato avanti i neroverdi all'89' e ancora Zhegrova, nel recupero, ha firmato il 2-2.

Pareggio scritto? No. Al 94' Vasilije Adzic, proprio il ragazzo arrivato in prestito dalla Juventus, ha trovato la conclusione del definitivo 3-2, infliggendo ai bianconeri la prima sconfitta di questa Serie A. E così Aquilani ha battuto Spalletti.

L'allievo senza rinnegare il maestro

Sarebbe troppo semplice, però, trasformare tutto nella classica storia dell'allievo che supera il maestro. Una partita non stabilisce gerarchie e Aquilani per primo sa quanta strada ci sia ancora da percorrere. Ma il 3-2 del Mapei ha comunque un valore simbolico difficile da ignorare. Perché il Sassuolo ha battuto la Juventus provando a giocare.

Con coraggio, occupando gli spazi, affidandosi alla qualità e continuando a cercare la vittoria persino dopo il 2-2 incassato nel recupero. Qualcosa che, senza voler cercare paragoni forzati, riporta proprio a uno dei principi che Aquilani ha sempre riconosciuto al calcio di Spalletti: la volontà di dare un'identità alla squadra attraverso il gioco.

Il Sassuolo di Aquilani è ancora all'inizio del proprio percorso. Ma contro la Juventus ha mostrato personalità e una precisa idea di calcio. Proprio quelle caratteristiche che Spalletti, alla vigilia, aveva detto di riconoscere nelle squadre del suo vecchio centrocampista.

Stavolta il controllo lo ha superato Alberto

E allora diventa impossibile non tornare a quella notte romana. All'epoca Spalletti poteva ancora presentarsi alla porta di Aquilani all'una di notte per controllare cosa stesse combinando il suo giovane centrocampista.

Oggi non ce n'è più bisogno. Alberto è diventato allenatore. Ha costruito la propria strada, prendendo inevitabilmente qualcosa dagli uomini che lo hanno formato senza trasformarsi nella copia di nessuno. E domenica sera, per la prima volta, si è ritrovato dall'altra parte. Spalletti davanti, Aquilani di fronte. Non più il ragazzo da controllare. Non più il centrocampista al quale spiegare dove ricevere il pallone e come interpretare gli spazi.

Vent'anni dopo quella curiosa visita all'una di notte, il vecchio allievo ha dato al maestro una risposta che nessuno avrebbe immaginato su quel pianerottolo romano: Alberto è cresciuto. E adesso, qualche volta, può essere lui a lasciare Spalletti sveglio fino a tardi.

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Sezione: News / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 13:13
Autore: Manuel Rizzo
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