Segnatevi una data: 13 settembre. Se Vasilije Adzic dovesse scegliere un giorno da cerchiare in rosso sul calendario, non avrebbe bisogno di pensarci troppo. Perché in dodici mesi esatti il giovane montenegrino è riuscito a vivere due delle notti più incredibili della sua ancora giovanissima carriera. Stesso giorno, stesso campionato, stesso copione da batticuore e persino lo stesso dettaglio: un gol decisivo quando il novantesimo è già alle spalle. Solo la maglia è cambiata. Il 13 settembre 2025 Adzic faceva esplodere lo Stadium regalando alla Juventus il 4-3 contro l'Inter al 91'. Il 13 settembre 2026, con la maglia del Sassuolo, ha fatto esattamente il contrario: al 94' ha condannato proprio la Juventus, firmando il clamoroso 3-2 neroverde al Mapei Stadium.

Un anno esatto. Sembra una sceneggiatura costruita apposta, e invece è successo davvero. 13 settembre 2025: il ragazzino che fa esplodere lo Stadium Per capire fino in fondo la storia bisogna riavvolgere il nastro di dodici mesi. È 13 settembre 2025 e all'Allianz Stadium va in scena Juventus-Inter. Un Derby d'Italia folle, di quelli nei quali a un certo punto diventa inutile persino provare a capire cosa succederà dopo. Adzic ha 19 anni e 124 giorni. Parte dalla panchina e viene gettato nella mischia da Igor Tudor nel finale. L'Inter riesce a portarsi sul 3-2 con Marcus Thuram, poi Khephren Thuram trova il 3-3. Sembra finita. Non lo è.

Al 91' il pallone arriva a Vasilije Adzic, che da fuori area lascia partire un destro violentissimo. Sommer prova a intervenire, ma il pallone finisce sotto l'incrocio. Juventus-Inter 4-3. Lo Stadium esplode e un ragazzo montenegrino diventa improvvisamente il protagonista del Derby d'Italia. Quel gol lo rende anche il più giovane calciatore straniero della storia della Juventus a segnare contro l'Inter in Serie A.

Adzic dopo la partita parla di un sogno e racconta di aver lavorato a lungo aspettando un momento del genere, probabilmente non poteva immaginare che, esattamente 365 giorni dopo, il calendario gli avrebbe preparato qualcosa di ancora più assurdo.

Adzic, il 13 settembre è il suo giorno: un anno fa stese l'Inter con la Juve, ora fa impazzire il Sassuolo contro i bianconeri

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13 settembre 2026: cambia la maglia, non cambia Adzic

13 settembre 2026. Questa volta Adzic non è a Torino. È al Mapei Stadium. E soprattutto non indossa la maglia della Juventus. Indossa quella del Sassuolo. Il centrocampista è arrivato in Emilia per trovare continuità, minuti e responsabilità. La Juventus continua a seguirne la crescita, ma per una notte il passato deve essere messo da parte. Di fronte c'è proprio il club che lo ha portato in Italia e con il quale, dodici mesi prima, aveva vissuto uno dei momenti più belli della carriera.

La partita diventa folle soltanto nella ripresa. Esposito porta avanti il Sassuolo al 65', Zhegrova pareggia all'82'. Bowie firma il 2-1 all'89', ma al 91' ancora Zhegrova sembra salvare la Juventus con il 2-2.

A quel punto il pareggio pare inevitabile. Poi arriva il 94'.

Ancora lui, ancora oltre il novantesimo

La Juventus prova addirittura a vincerla e sbaglia la gestione dell'ultima azione. Il Sassuolo riparte. Adzic trova spazio, controlla e si costruisce la conclusione. Destro a giro. Vicario battuto. Sassuolo-Juventus 3-2. L'ultima azione della partita diventa quella decisiva. Reuters descrive il gol come una splendida conclusione sul secondo palo arrivata praticamente con l'ultimo pallone della gara.

E a quel punto la coincidenza diventa quasi incredibile. 13 settembre 2025: Juventus-Inter 4-3, Adzic decisivo al 91'. 13 settembre 2026: Sassuolo-Juventus 3-2, Adzic decisivo al 94'. Dodici mesi esatti separano due fotografie completamente opposte. Nella prima corre con la maglia bianconera mentre lo Stadium impazzisce. Nella seconda manda in delirio il Mapei Stadium dopo aver appena battuto quella stessa Juventus.

Lo aveva detto: “Il 13 settembre è un giorno speciale”

La storia diventa ancora più curiosa se si torna alle parole pronunciate dallo stesso Adzic proprio alla vigilia della partita. Ricordando il gol all'Inter, il montenegrino aveva spiegato che avrebbe portato quell'emozione con sé per tutta la vita. Poi aveva aggiunto una frase che, riletta poche ore dopo il 3-2 del Mapei, sembra quasi profetica: il 13 settembre è un giorno speciale nel suo cuore, èiù speciale di così sarebbe stato difficile.

Perché un anno fa quella data gli aveva regalato il primo gol in Serie A e una notte da eroe juventino. Stavolta gli ha consegnato il primo gol contro la Juventus e una notte da eroe neroverde.

Da uomo della Juve a giustiziere della Juve

È questo il paradosso meraviglioso della storia. Adzic appartiene ancora alla Juventus, ma il suo percorso passa oggi dal Sassuolo. È arrivato per giocare, sbagliare, crescere e trasformare il talento in continuità. Alberto Aquilani gli sta concedendo spazio e responsabilità e il montenegrino sta rispondendo con personalità.

Contro la Juventus aveva già segnato una volta, ma il gol era stato annullato per fuorigioco. Avrebbe potuto essere il classico segnale di una serata destinata a rimanere incompiuta. Invece il calcio gli ha concesso una seconda possibilità e lui l'ha utilizzata al 94'.

Il Sassuolo ha così battuto 3-2 la Juventus al termine di uno dei finali più incredibili di questo inizio di Serie A, con Esposito, Bowie e Adzic a firmare le tre reti neroverdi e la doppietta di Zhegrova inutile per i bianconeri.

13 settembre, proprietà privata

Magari è soltanto una coincidenza, probabilmente lo è, ma il calcio vive anche di queste piccole superstizioni, di date che diventano ricordi e di ricordi che improvvisamente ritornano quando nessuno se lo aspetta. Per Vasilije Adzic il 13 settembre ormai non può più essere un giorno qualsiasi. Un anno fa segnava al 91' per far vincere la Juventus contro l'Inter. Un anno dopo segna al 94' per far perdere la Juventus contro il Sassuolo.

Prima lo Stadium. Poi il Mapei. Prima eroe bianconero. Poi giustiziere dei bianconeri. Cambiano la squadra, lo stadio e la direzione della festa. Non cambia il finale: quando arriva il 13 settembre e l'orologio supera il novantesimo, dalle parti di Vasilije Adzic è meglio non considerare mai chiusa una partita.

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Sezione: News / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 09:32
Autore: Manuel Rizzo
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