“Sono cose che succedono nel calcio, la società ha avuto voglia di cambiare ed è giusto così. Ci sta di chiudere un ciclo, è successo a me, spero solo di continuare a fare questo lavoro perché mi piace e spero assolutamente di trovare una sistemazione. Al momento sono sul mercato e attendo una chiamata": parla così Francesco Turrini, ormai ex allenatore della Primavera del Sassuolo ai microfoni de La Giovane Italia.

Ti sei trovato bene comunque a Sassuolo?
“Assolutamente sì: si lavora bene perché c’è un ambiente eccezionale a partire dalla società passando per tutti, dall’amministratore delegato Carnevali a Palmieri, che sta facendo un lavoro veramente fantastico. È stato bello fare parte di questo progetto".

Cosa ti ha colpito maggiormente di lavorare a Sassuolo?
“Vedo che c’è una grandissima attenzione all’aspetto umano, al di là dei meriti degli allenatori. La società vuole creare un contatto importante e ogni lavoro è rafforzato da un centro sportivo di livello altissimo; la dirigenza vuole avere con i suoi allenatori un rapporto importante e penso che questo sia fondamentale. E questo si crea nelle piccole cose, nei rapporti interpersonali che crei. Sapendo di avere questo tipo di attenzioni e di accortezze, tutti in questa società danno il 110%. C’è un valore aggiunto importante, ogni allenatore lo sa e ogni dirigente e ogni addetto ai lavori lo sa!".

Anche così si spiega l’ottimo lavoro svolto da De Zerbi con la prima squadra.
“Il segnale più forte che ha dato De Zerbi a questa squadra è l’aver reso possibile a tantissimi ragazzi di iniziare a scendere in campo con la prima squadra, ha tracciato la via da seguire nel futuro. Io credo che il compito di una Primavera sia quello di rendere il maggior numero di giocatori pronti per la prima squadra. Noi quest’anno abbiamo avuto tantissimi ragazzi che sono saliti al piano di sopra ed è molto bello vedere quanto sono cresciuti. De Zerbi li aiuta in prima persona ad arrivare in prima squadra e questo è un aspetto determinante".

Vieni da un’annata, seppur interrotta, alla guida della Primavera neroverde. Quanto si è alzato il livello del campionato dalla riforma?
“Sicuramente questa nuova riforma ha innalzato il livello della categoria. Come tutte le cose, il risvolto della medaglia è che non tutti i ragazzi sono prontissimi ad affrontare un campionato del genere, perché magari fanno fatica ad affrontare la pressione. Non bastano solo le qualità, bisogna lavorare tanto sull’aspetto mentale. Ormai però, la Primavera è un campionato come quello dei grandi: trasferte, allenamenti fisici e tattici, ritiri. L’importante è dare il giusto tempo ai ragazzi per riuscire ad esprimere le loro qualità, perché non sempre tutti procedono allo stesso modo. Se il lavoro svolto è stato buono però, i ragazzi a fine anno saranno pronti per le prime squadre a livello professionistico. Da quest’anno ci siamo resi conto dell’importanza dell’aspetto mentale, perché il risultato ha iniziato a contare anche a questi livelli. Io penso che se la Primavera era bella anche prima ora lo sia ancora di più e sono contento di quanto abbiamo fatto quest’anno".

Hai già programmi per il prossimo futuro? Continuerai ad allenare a livello giovanile oppure pensi anche di passare ad una prima squadra?
“Io con la Primavera mi sono trovato molto bene ad allenare ed è un bellissimo campionato. Mi piacerebbe continuare su questa linea, ma accetterei anche altre soluzioni, sia con ragazzi più giovani che con prime squadre. Non mi precludo niente".

Sezione: Settore Giovanile / Data: Ven 14 agosto 2020 alle 13:08
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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