Davide Frattesi è diventato grande. Il centrocampista classe '99 di proprietà del Sassuolo, ora in prestito all'Empoli, spera nel grande salto. La Roma potrebbe riacquistarlo per 15 milioni di euro, i neroverdi potrebbero cederlo per fare cassa e trattenere i big. Comunque vada, il giocatore sembra essere destinato a giocare in A a partire dal prossimo anno. E' questo l'augurio dello stesso Frattesi, intervistato quest'oggi dal Corriere dello Sport. Ecco le dichiarazioni del giovane calciatore.

Com’è stato tornare in campo dopo tutto questo tempo?
"In un certo senso è stato emozionante, è stato bello ritrovarsi e tornare ad allenarsi ad alti ritmi. Ci è mancato molto a tutti, soprattutto lo stare insieme e scherzare tra compagni".

Un giudizio sull'annata personale... 
"In generale penso sia andata bene, dal punto di vista realizzativo sono riuscito a fare ciò che mi era mancato l’anno scorso ad Ascoli. Sono contento, ma essendo molto autocritico mi rendo conto che avrei potuto fare meglio, magari qualche assist in più. Anche se nel periodo in cui siamo calati tutti non sono riuscito a dare una mano alla squadra, ho sempre dato tutto. Si può giocare bene o male, ma l’importante è dare il massimo e uscire con la maglia sudata». 

In ogni caso nel cuore dei tifosi dell’Empoli con i gol nei due derby con il Pisa.
"Questo mi fa molto piacere, credo che il gol a Pisa sia quello che in carriera mi ha suscitato più emozioni in assoluto, forse anche più di quelli segnati al mondiale U.20. È arrivato all’ultimo secondo, è stato primo mio gol tra i professionisti, in un campo dove l’Empoli non vinceva da oltre quarant’anni. È stata un’emozione forte che non dimenticherò mai".

In attesa del grande salto, Frattesi protagonista nell’Europeo U.19 e nel mondiale U.20, avventure però finite con una delusione... 
"Abbiamo disputato un europeo bellissimo, la finale persa 4-3 col Portogallo è stata una delle partite più belle che ho fatto con la Nazionale. La più grande delusione è stata però al Mondiale: si era creato un gruppo fantastico, ci sentivamo una famiglia tra staff e giocatori ed eravamo convinti di poter arrivare in fondo. Uscire in quel modo è stata una batosta".

Passiamo ai giocatori simbolo... 
"Quando ero un po’ più piccolo, gli anni in cui giocavo alla Roma, mi piaceva tantissimo Strootman. Il mio idolo? L’ho incontrato strada facendo, perché da quando ho conosciuto De Rossi non è più uscito dalle mie grazie. Tra i giocatori attuali ammiro molto De Bruyne: un modello difficile da emulare, ma a mio avviso è il più forte in questo ruolo".

Giovanissimo ma già alle spalle due campionati di B da protagonista: cosa ti aspetti dal futuro? 
"Non nascondo che l’anno prossimo mi piacerebbe giocare in Serie A. Prima però voglio chiudere al meglio con l’Empoli e magari centrare la promozione".

Sezione: Non solo Sasol / Data: Lun 01 giugno 2020 alle 13:42
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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