Due anni di Juventus non si cancellano in un mese. Restano gli allenamenti con i campioni, l’esordio con mamma e papà in tribuna e quelle lacrime viste appena terminata la partita. Resta soprattutto il primo gol in bianconero, segnato nel Derby d’Italia contro l’Inter, uno di quei momenti ai quali Vasilije Adzic ha già assegnato un posto permanente nella propria memoria. Domenica, però, i sentimenti dovranno aspettare. Perché dall’altra parte ci sarà proprio la Juventus e il centrocampista montenegrino adesso veste il neroverde: "Sarà una partita molto speciale per il mio cuore, ma cercherò di batterli e di fare tutto quello che posso per prendere i punti. Per quello giochiamo a calcio: per vincere".

A pochi giorni da Sassuolo-Juventus, Adzic si è raccontato ai microfoni di SassuoloChannel, ripercorrendo un viaggio cominciato da bambino in Montenegro e arrivato fino alla Serie A. Polestar, Buducnost Podgorica, la Nazionale, la Juventus e infine il Sassuolo. Tappe diverse di una carriera ancora giovanissima, legate da una convinzione che il classe 2006 continua a ripetere anche adesso che il livello si è alzato: il talento conta, ma va dimostrato ogni giorno.

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Adzic e il calcio da bambino: "Con la palla mi emozionavo subito"

Il rapporto con il pallone nasce molto prima che il calcio diventasse un lavoro. Adzic ricorda soprattutto gli anni della scuola e quelle giornate trascorse con gli amici nelle quali giocare era ancora soltanto un divertimento. "A scuola mi piaceva sempre andare a fare sport, sicuramente perché fin da bambino mi emozionavo subito con la palla. Quando sei piccolo e passi tutta la scuola con i tuoi amici è veramente un periodo che ricordi per tutta la vita. Ho ricordi bellissimi".

La prima vera squadra è stata la Polestar, dove Vasilije ha iniziato quando aveva appena sei o sette anni. Nessuna pressione e nessun pensiero sulla carriera: soltanto il desiderio di giocare. "Quando sei bambino cerchi sempre di divertirti. Ho avuto un allenatore con cui sono stato tanti anni prima di andare nell’altra squadra, un grande allenatore dal quale ho imparato tantissimo. Posso soltanto ringraziarlo".

Il Buducnost e quel 28 agosto impossibile da dimenticare

A 14 anni arriva il passaggio al Buducnost Podgorica, il club che accompagna Adzic verso il calcio dei grandi. Quattro anni fondamentali prima della partenza per l’Italia: "Anche il Buducnost devo ringraziarlo tantissimo perché mi ha dato fiducia e tutto quello di cui un giovane ha bisogno".

La crescita è rapidissima. A soli 16 anni arriva l’esordio con la prima squadra e insieme alla prima presenza anche un gol capace di imprimersi nella memoria: "Avevo 16 anni quando ho giocato la mia prima partita con il Buducnost e ho fatto un grandissimo gol. Era il 28 agosto: lo ricorderò per tutta la vita".

Poi arriva anche la chiamata del Montenegro. Un altro salto, un’altra maglia da conquistare e la necessità di trovare rapidamente il proprio spazio: "Quando arrivi in una nuova Nazionale è importante capire come integrarti. Penso di aver trovato molto bene il mio modo di esprimermi".

La Juventus e l’emozione dei genitori: "Quando sono entrato piangevano"

Poi l’Italia. E soprattutto la Juventus. Adzic arriva giovanissimo in uno dei club più importanti del calcio italiano e si ritrova improvvisamente ad allenarsi con giocatori che fino a poco tempo prima poteva osservare soltanto attraverso uno schermo: "Quando sono arrivato alla Juventus ero emozionato. Ho fatto tutto quello che potevo per dimostrare le mie qualità e meritarmi questa opportunità in Italia. Allenarsi con grandi campioni è importantissimo. Avevo 18 anni e ho imparato tantissimo da tutti gli allenatori e da tutti i giocatori".

Un passaggio importante della sua crescita è rappresentato anche dal progetto della seconda squadra bianconera: "La Juventus Next Gen è un sistema molto buono, costruito molto bene dalla società. Muharemovic è sicuramente uno dei tanti giocatori usciti da quel progetto".

Poi arriva il momento atteso da sempre: l’esordio con la prima squadra della Juventus. E in tribuna ci sono le due persone che hanno seguito tutto il viaggio. "La mia famiglia era allo stadio. Quando sono entrato e poi è finita la partita ho visto che piangevano tutti e due. È stato un giorno veramente emozionante. Mi hanno detto che avevo fatto quello che avevo sempre sognato. In quel momento ho pensato a tutto e ho capito di aver realizzato il mio sogno".

Il gol contro l’Inter: "Quel giorno resterà per sempre nel mio cuore"

C’è però un’altra data che Adzic non ha bisogno di andare a cercare sul calendario: 13 settembre. Il Derby d’Italia, Juventus-Inter e il primo gol con la maglia bianconera. Non un gol qualsiasi, ma una rete pesantissima in una delle partite più sentite del calcio italiano: "Era il derby. Ho segnato il mio primo gol con la Juventus e l’ho fatto contro l’Inter. È stato un gol per la vittoria e porterò quell’emozione con me per tutta la vita. Il 13 settembre è un giorno speciale nel mio cuore".

Il calendario, adesso, sembra quasi divertirsi con lui. Perché proprio intorno a quei ricordi arriva la sfida con il suo passato.

Adzic contro la Juventus: "Fino a un mese fa giocavo con loro"

Questa volta la Juventus sarà dall’altra parte. Per Adzic non potrà essere una partita normale, anche perché il distacco dal mondo bianconero è recentissimo. Compagni, staff, ambiente: non ci sarà quasi nulla da scoprire. "Sarà una partita molto strana per me perché fino a un mese fa giocavo con i calciatori della Juventus. Sono stato con loro per due anni. Li conosco bene, conosco tutti e conosco tutto l’ambiente".

Affetto e riconoscenza, però, finiranno al fischio d’inizio: "Sarà una partita molto speciale per il mio cuore. Ma cercherò di batterli e di fare tutto quello che posso per prendere i punti. Per questo giochiamo a calcio: per vincere e fare il meglio possibile".

"Prima di venire tutti mi parlavano benissimo del Sassuolo"

La scelta neroverde non è arrivata al buio. Prima del trasferimento Adzic ha raccolto informazioni da chi conosceva già Sassuolo e il responso, racconta, è stato praticamente unanime: "Da tutti i giocatori che sono passati da qui ho sempre sentito parlare benissimo di questo club. Prima di venire ho parlato con alcuni miei compagni che avevano avuto esperienze qui. Mi hanno raccontato cose molto positive".

Poi il confronto con il direttore sportivo Francesco Palmieri e la sensazione che Sassuolo potesse rappresentare esattamente il passaggio necessario in questo momento della carriera: un ambiente nel quale giocare, crescere e assumersi responsabilità. Le prime settimane sembrano aver confermato quelle impressioni.

Matic, il riferimento: "Prima di tutto è una persona straordinaria"

Tra gli incontri più importanti della nuova esperienza c’è quello con Nemanja Matic. Per un giovane centrocampista montenegrino, avere accanto un calciatore con la sua carriera rappresenta inevitabilmente un’opportunità. Adzic, però, prima del giocatore sottolinea l’uomo: "Devo elogiarlo un po’. È una persona straordinaria. Da quando sono arrivato qui mi ha aiutato tantissimo, ma prima di tutto voglio dire che è una persona eccezionale".

Un riferimento dentro e fuori dal campo, soprattutto per un ragazzo arrivato a Sassuolo con l’obiettivo di trovare continuità e trasformare definitivamente il potenziale in rendimento.

Aquilani conquista Adzic: "Vuole sempre giocare la palla"

C’è poi Alberto Aquilani, uno dei motivi che hanno convinto Adzic ad accettare la proposta neroverde. Il primo confronto tra i due è avvenuto ancora prima dell’arrivo del centrocampista al Mapei Football Center. Aquilani gli ha illustrato la propria idea di calcio e la risposta è stata immediata: "Il mister ha idee chiarissime, anche un po’ diverse rispetto a quello che spesso si vede in Italia, perché vuole giocare sempre la palla. Questa cosa mi è piaciuta dal primo giorno. Prima di arrivare avevo parlato con Aquilani e mi aveva spiegato il suo sistema di gioco. Mi è piaciuto e, una volta arrivato, ho sentito subito la sua fiducia".

E c’è un aspetto che ha sorpreso persino Adzic: la qualità trovata nello spogliatoio. "Abbiamo una squadra forte, con giocatori veramente forti. Forse sono rimasto anche un po’ sorpreso dalla qualità che abbiamo. Secondo me possiamo fare grandi cose insieme".

Il rapporto con i tifosi: "Loro fanno tanto per noi"

Adzic ha già trovato anche il gol con il Sassuolo, ma nel suo racconto c’è spazio soprattutto per un gesto rivolto ai sostenitori neroverdi presenti in trasferta. Per il montenegrino andare sotto il settore occupato dai tifosi non rappresenta qualcosa di straordinario, ma quasi un dovere.

"Quando i tifosi vengono in trasferta per sostenere te e la squadra devi ringraziarli. Affrontano difficoltà e viaggiano per esserci. Quello che possiamo fare noi è niente rispetto a quello che fanno loro. Li ringrazio anche adesso perché ci aiutano tantissimo".

Il Montenegro nel cuore: "Piccolo, ma c’è tutto"

Quando si parla delle proprie origini, invece, il tono cambia ancora. Adzic diventa quasi ambasciatore del Montenegro e invita apertamente chi ascolta a visitarlo. "Del Montenegro posso dire soltanto cose bellissime. È un Paese fantastico. È piccolo, ma c’è veramente tutto: il mare, la montagna e in due ore di macchina puoi passare dall’uno all’altra. Voglio dire a tutti quelli che ascoltano questa intervista di venire a vedere il Montenegro".

Tra i ricordi legati alla Nazionale c’è anche il rapporto con Robert Prosinecki, che in passato aveva speso parole importanti sul suo talento: "Quando senti certe cose da una persona che conosce così bene il calcio ti dà ancora più fiducia. È stato un giocatore fortissimo".

Adzic: "Io sono Adzic e voglio dimostrare quello che posso fare"

Il punto d’arrivo dell’intervista, in realtà, sembra quasi un nuovo punto di partenza. Adzic guarda molto calcio, studia i giocatori che occupano la sua stessa posizione e non nasconde di avere avuto e di avere diversi modelli. Ma non vuole trasformarsi nella copia di qualcun altro: "Guardo tanto calcio e ho tanti idoli. Mi piacciono molti giocatori della Serie A e anche di altri campionati che giocano nel mio ruolo. Ma alla fine io sono Adzic e voglio dimostrare quello che posso fare".

È probabilmente questa la frase che racconta meglio il momento della sua carriera. Ha appena vent’anni, ha già vissuto l’esordio tra i professionisti, la Nazionale, la Juventus, un gol nel Derby d’Italia e adesso una nuova avventura al Sassuolo. Abbastanza per avere ricordi importanti, troppo poco per pensare di essere già arrivato.

"Devo migliorare giorno dopo giorno e lavorare sempre di più. Questo è il mio obiettivo. Voglio dimostrare le mie qualità, che penso siano importanti. Però bisogna dimostrarle".

E domenica il palcoscenico sarà di quelli particolari. Davanti ci sarà la Juventus, il club con cui ha realizzato alcuni dei sogni di bambino. Stavolta Adzic proverà a farle male con la maglia del Sassuolo.

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Sezione: News / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 19:18
Autore: Manuel Rizzo
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