Ad agosto sembrava avere la valigia praticamente pronta. Un mese dopo Simone Cinquegrano è diventato uno dei punti fermi del Sassuolo di Alberto Aquilani. Atalanta, Torino, Frosinone in Coppa Italia e Bologna: quattro partite consecutive da titolare, quattro gare intere e una crescita che al Dall'Ara ha prodotto anche la fotografia perfetta del suo modo di interpretare il ruolo. Parte, accelera, si sovrappone e arriva sul fondo prima di mettere in mezzo il pallone dello 0-1 di Josh Doig. Se serviva un'azione per spiegare perché il “Cavallo Pazzo” neroverde si sia preso la fascia destra, probabilmente è proprio questa.

A Bologna il Sassuolo passa al 19'. L'azione si sviluppa sulla corsia destra, Cinquegrano accompagna l'azione con la consueta aggressività, guadagna metri e mette un pallone basso che attraversa tutta l'area. Dall'altra parte arriva Doig, l'altro terzino, che attacca lo spazio e conclude di prima intenzione. È il gol che porta avanti i neroverdi e, contemporaneamente, una piccola dichiarazione programmatica del calcio di Aquilani: un laterale costruisce, quello opposto conclude.

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Da possibile partente a titolare in Serie A

E pensare che la sua estate sembrava dover raccontare tutt'altra storia. Cinquegrano era uno dei giovani sui quali il Sassuolo avrebbe potuto ragionare in uscita per garantirgli continuità. Poi le necessità della rosa, il precampionato e soprattutto le risposte fornite ad Aquilani hanno cambiato lo scenario.

Alla prima giornata contro l'Atalanta è arrivato subito il debutto da titolare in Serie A. Non una partita perfetta, perché sul gol iniziale di Raspadori c'è anche una sua responsabilità, ma Cinquegrano non è uscito dalla gara mentalmente. Aquilani, soprattutto, non lo ha tolto dalla squadra.

Contro il Torino è arrivata probabilmente la prima vera conferma. Dopo appena due minuti è stato addirittura lui a sfiorare il vantaggio: controllo sul secondo palo e destro contro la traversa. Poi altri novanta minuti, prima della Coppa Italia contro il Frosinone e infine della trasferta di Bologna. La sequenza comincia a essere significativa: Atalanta, Torino e Bologna da titolare in tutte le prime tre giornate di Serie A, 270 minuti su 270. In mezzo altri 90 minuti contro il Frosinone in Coppa Italia. Non è più l'esperimento di una domenica.

I numeri di Cinquegrano: 270 minuti su 270 e un assist

Anche le statistiche aiutano a fotografarne l'impatto. Secondo FotMob, il classe 2004, nato il 25 giugno, ha disputato tutti i 270 minuti disponibili nelle prime tre giornate di campionato, con un assist e una valutazione media di 6,73. A lui anche un 6,8 contro l'Atalanta, un 7,5 contro il Torino e 6,0 a Bologna; in Coppa aveva invece ottenuto 7,1 contro il Frosinone e addirittura 7,9 con un assist contro il Cesena. 

Inoltre nelle prime tre giornate conta 98 passaggi riusciti su 112 tentati, tre conclusioni, un tiro nello specchio, 11 palloni recuperati e 17 duelli complessivi affrontati. C'è poi un dato interessante relativo alla sua attitudine difensiva: nelle statistiche di squadra, Cinquegrano emerge tra i neroverdi per volume di azioni difensive, intercetti e recuperi. Numeri da prendere ancora con le pinze dopo appena tre giornate, ma che confermano ciò che il campo sta mostrando.

Quel “Cavallo Pazzo” che piace ad Aquilani

Cinquegrano non è il classico terzino che aspetta il pallone e protegge esclusivamente la propria zona. Corre, aggredisce lo spazio, qualche volta rischia persino troppo. È proprio questa natura da “Cavallo Pazzo” a renderlo interessante nel sistema di Aquilani.

A Bologna lo si è visto nel modo più evidente. Quando l'azione si sviluppa sulla destra, lui non rimane prudentemente dietro: vede lo spazio e lo attacca. Il risultato è un Sassuolo capace di portare entrambi i terzini dentro la stessa azione offensiva, con Cinquegrano assist-man e Doig goleador. È anche il tipo di calcio che Aquilani sembra voler costruire: coraggio, occupazione degli spazi e uomini disposti ad accompagnare l'azione senza aspettare che siano sempre Berardi, Laurienté o gli altri attaccanti a inventare qualcosa. E Cinquegrano, a 22 anni, sta approfittando dell'occasione.

La sua storia delle ultime settimane è cambiata rapidamente: da possibile partente a titolare, da soluzione d'emergenza a risorsa reale, fino al primo assist in Serie A. Adesso arriva la Juventus, un altro esame di livello superiore.

Ma dopo quattro partite consecutive dall'inizio, chiamarlo ancora sorpresa comincia a essere riduttivo. Cinquegrano la fascia destra non l'ha semplicemente occupata: se l'è presa correndo. E, conoscendone il modo di giocare, probabilmente non ha nessuna intenzione di rallentare.

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Sezione: News / Data: Mar 08 settembre 2026 alle 16:36
Autore: Sarah G. Comotto
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