Non sarà soltanto Sassuolo contro Juventus. Domenica sera al Mapei Stadium si incroceranno presente, passato e forse anche futuro. Ci sarà una Juventus ferita dagli infortuni, un Sassuolo che con Alberto Aquilani sembra aver perso la paura delle grandi, Giovanni Carnevali che tornerà per la prima volta da avversario nello stadio che per tredici anni è stato casa sua e Domenico Berardi pronto a ritrovare una maglia da titolare proprio contro quella squadra che tante volte ha incrociato senza mai indossarne la maglia.

E poi Darryl Bakola, uno dei giovani che la Juventus ha già osservato con attenzione, e infine Vasilije Adzic: fino a pochi mesi fa promessa bianconera, oggi protagonista del nuovo Sassuolo. Ingredienti sufficienti per trasformare la quarta giornata in qualcosa di più di una semplice partita di campionato.

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Una Juventus ferita, ma guai a considerarla più debole

Il momento potrebbe sembrare favorevole al Sassuolo. La Juventus arriva a Reggio Emilia con un'infermeria decisamente affollata e alcune assenze particolarmente pesanti. L'ultima riguarda Manuel Locatelli, sottoposto a un intervento al menisco del ginocchio destro, mentre anche Jérémie Boga sarà costretto a saltare la trasferta contro la sua ex squadra a causa di una lesione muscolare. A questi si aggiungono altre situazioni da monitorare.

Parlare però del momento migliore per affrontare la Juventus rischierebbe di diventare una trappola. La profondità della rosa bianconera permette a Spalletti di avere comunque alternative importanti e il Sassuolo non può permettersi di confondere l'emergenza juventina con una partita diventata improvvisamente semplice. La vera opportunità per i neroverdi nasce piuttosto dal proprio momento. Dopo la sconfitta contro l'Atalanta sono arrivati la vittoria sul Torino e il pareggio di Bologna, ma soprattutto sono cresciute convinzione e qualità del gioco.

Aquilani ha tolto la paura al Sassuolo

La trasformazione più evidente portata da Alberto Aquilani riguarda l'atteggiamento. Questo Sassuolo prova a giocare indipendentemente dall'avversario. Lo aveva fatto contro l'Atalanta, nonostante la sconfitta, lo ha confermato contro il Torino e lo ha mostrato ancora più chiaramente al Dall'Ara. A Bologna i neroverdi sono passati due volte in vantaggio e, sul 2-1, invece di abbassarsi completamente hanno avuto anche le occasioni per segnare il terzo gol.

È probabilmente questa la strada che Aquilani seguirà anche contro la Juventus. Sarebbe sorprendente vedere un Sassuolo schiacciato per novanta minuti nella propria metà campo.

Ci saranno inevitabilmente momenti nei quali servirà difendersi e soffrire, ma l'identità costruita dall'allenatore passa dalla volontà di recuperare il pallone e provare immediatamente a giocarlo. Non un possesso fine a se stesso, ma una manovra finalizzata a portare il pallone il più pulito possibile ai giocatori offensivi. La Juventus rappresenterà il test più complicato per capire fino a che punto questa filosofia sia già entrata nella testa della squadra.

Carnevali torna a casa, ma questa volta da avversario

La scena più particolare potrebbe verificarsi già prima del fischio d'inizio. Giovanni Carnevali tornerà al Mapei Stadium per la prima volta da dirigente della Juventus. Sarà inevitabilmente una serata emotivamente diversa per l'uomo che per tredici anni ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento della crescita neroverde.

L'accoglienza dovrebbe essere positiva. Il passaggio alla Juventus può aver lasciato qualche sentimento contrastante in una minuscola parte della tifoseria, forse, ma è difficile cancellare ciò che Carnevali ha rappresentato nella storia recente del Sassuolo.

Insieme alla famiglia Squinzi ha contribuito a costruire un modello capace di consolidarsi in Serie A, raggiungere l'Europa, valorizzare giocatori e allenatori e trasformare una realtà provinciale in un club riconosciuto anche fuori dall'Italia. Domenica sarà un avversario, ma resta inevitabilmente un pezzo importante della storia neroverde.

Carnevali può ricostruire anche la Juventus?

La sfida più difficile della sua carriera manageriale è probabilmente cominciata proprio con il trasferimento a Torino. A Sassuolo Carnevali ha dimostrato soprattutto di saper costruire. Non soltanto squadre, ma strutture, rapporti, strategie di mercato e un modello economicamente sostenibile. È una caratteristica che potrebbe risultare particolarmente utile alla Juventus in una fase nella quale il club ha bisogno di ritrovare stabilità oltre che vittorie.

Naturalmente le dimensioni sono completamente differenti. A Sassuolo è possibile programmare accettando anche stagioni di transizione; alla Juventus ogni pareggio rischia di diventare un caso e ogni stagione senza trofei viene percepita come un fallimento. Carnevali può avere le competenze per contribuire alla ricostruzione bianconera. La questione sarà capire quanto tempo e quanta autonomia gli verranno concessi. Perché costruire un progetto richiede pazienza, una parola che storicamente a Torino ha sempre avuto una durata piuttosto breve.

Berardi e quella Juventus mai diventata realtà

Poi c'è Domenico Berardi. E quando arriva la Juventus il suo nome finisce inevitabilmente dentro la partita. Per anni il futuro del numero 10 è sembrato poter essere bianconero. Alla fine, però, quel trasferimento non si è mai concretizzato. Difficile pensare che Berardi non si sia mai domandato come sarebbe stata la propria carriera scegliendo Torino, la Champions League e una squadra costruita ogni stagione per vincere trofei. Ma chiedersi cosa sarebbe successo è molto diverso dal pentirsi.

Restando a Sassuolo, Berardi ha costruito qualcosa che nel calcio contemporaneo è diventato rarissimo: una totale identificazione tra calciatore, maglia e città. Ha rinunciato probabilmente a qualche trofeo e a molte notti europee, ma in cambio è diventato il giocatore simbolo della storia del club.

E domenica potrebbe esserci un altro capitolo. Dopo il problema alla caviglia che ne aveva condizionato l'avvio di stagione, Berardi è tornato contro il Torino entrando al 72' e segnando pochi minuti più tardi il gol decisivo. A Bologna avrebbe dovuto vivere un'altra partita con minutaggio controllato, ma l'infortunio di Cristian Volpato al 38' ha costretto Aquilani ad anticiparne l'ingresso.

Il capitano ha così giocato più di cinquanta minuti, andando anche vicino al gol del possibile 3-1, fermato da Skorupski. Adesso Volpato è fuori per una lesione di grado moderato al flessore della gamba destra e la candidatura di Berardi per tornare titolare proprio contro la Juventus diventa fortissima.

Bakola, la Juve osserva e il Sassuolo vuole tenerselo stretto

L'altro nome destinato ad attirare attenzione è quello di Darryl Bakola, sempre che il giovane francese riesca a recuperare dal risentimento muscolare accusato dopo la partita di Coppa Italia contro il Frosinone.

Il classe 2007 è stato seguito dalla Juventus durante il mercato, ma il Sassuolo ha deciso di puntare su di lui. Una scelta comprensibile considerando quanto mostrato dal centrocampista nelle prime settimane agli ordini di Aquilani. Tecnica, personalità e una sorprendente capacità di giocare senza lasciarsi condizionare dall'età hanno attirato inevitabilmente l'attenzione. Con Carnevali alla Juventus è altrettanto inevitabile immaginare che il canale tra Torino e Sassuolo possa rimanere aperto.

L'ex amministratore delegato conosce perfettamente il patrimonio tecnico del club neroverde, dal settore giovanile alla prima squadra. Ma proprio perché a Sassuolo conoscono bene Carnevali, conoscono altrettanto bene il valore dei propri talenti. Bakola ne rappresenta forse l'esempio migliore: essere seguito dalla Juventus non significa essere già destinato alla Juventus.

Adzic contro la Juve: l’incrocio più fresco è anche il più curioso

E poi c'è Vasilije Adzic, forse l'incrocio tecnicamente più interessante dell'intera partita. Il centrocampista montenegrino è arrivato al Sassuolo proprio dalla Juventus nell'ultima estate, con una formula che mantiene inevitabilmente un filo tra il suo presente neroverde e il club che ha creduto per primo nel suo talento. Domenica si ritroverà immediatamente davanti la sua ex squadra.

E ci arriverà in un momento particolarmente felice. Aquilani gli ha dato spazio e responsabilità fin dall'inizio e Adzic ha risposto rapidamente. Ha segnato contro il Cesena in Coppa Italia, ha confezionato l'assist di tacco per il gol di Volpato contro il Torino e soprattutto ha trovato al Dall'Ara la rete del momentaneo 2-1 contro il Bologna, con una prestazione che lo ha consacrato tra i migliori neroverdi della serata.

Il paradosso è che proprio la Juventus conosce benissimo la sua capacità di incidere nelle partite importanti. Con la maglia bianconera Adzic aveva già mostrato di possedere qualcosa di particolare, prima di scegliere Sassuolo per trovare quella continuità che a Torino sarebbe stata inevitabilmente più complicata.

Adesso il percorso si incrocia subito con il passato. Per il Sassuolo sarà una partita speciale per Carnevali, per Berardi e probabilmente anche per Bakola. Per Adzic sarà qualcosa di diverso: la possibilità di mostrare direttamente alla Juventus quanto sia cresciuto da quando ha lasciato Torino.

E forse è proprio questa l'immagine migliore per raccontare Sassuolo-Juventus: da una parte Carnevali, che ha lasciato Sassuolo per provare a costruire il futuro bianconero; dall'altra Adzic, che ha percorso la strada opposta per costruire il proprio. Domenica sera al Mapei Stadium passato e futuro continueranno a scambiarsi continuamente la maglia. E in mezzo, naturalmente, ci saranno novanta minuti da giocare.

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Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 09:11
Autore: Manuel Rizzo
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