L’infortunio di Manuel Locatelli ha aperto una voragine nel centrocampo della Juventus proprio alla vigilia della trasferta contro il Sassuolo. Il mercato estivo è terminato, ma una porta teoricamente resta aperta: quella degli svincolati. Il problema è che trovare un giocatore libero non significa automaticamente poterlo mettere a disposizione di Luciano Spalletti in Serie A. Prima del nome, dell’ingaggio e delle condizioni fisiche viene infatti un’altra domanda: in quale casella della lista può entrare? Ed è proprio qui che per i bianconeri cominciano le difficoltà.

L'assenza prolungata di Locatelli ha inevitabilmente spinto la Juventus a valutare tutte le possibilità offerte dal regolamento. Il capitano bianconero è stato operato al ginocchio destro dopo l'infortunio riportato contro il Milan e, sebbene il club non abbia comunicato una prognosi ufficiale, le prime stime parlano di diversi mesi lontano dal campo.

Da qui l'idea di guardare eventualmente al mercato dei calciatori senza contratto. Un'opportunità consentita anche dopo la chiusura della sessione estiva, ma che deve fare i conti con le norme FIGC relative alla composizione delle rose.

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Non basta tesserare uno svincolato

Il primo concetto da chiarire è proprio questo: tesserare un calciatore e poterlo utilizzare in Serie A non sono necessariamente la stessa cosa. La normativa prevede un elenco principale composto da un massimo di 25 giocatori, all'interno del quale devono essere rispettati determinati requisiti di formazione. Almeno quattro posti sono destinati ai calciatori formati nel club e altri quattro ai calciatori formati in Italia. Di conseguenza, gli elementi privi di questi requisiti non possono essere più di 17.

Non conta infatti il passaporto. Un calciatore straniero può essere considerato formato in Italia se ha completato il periodo di formazione richiesto presso società affiliate alla FIGC; allo stesso modo, un italiano cresciuto calcisticamente all'estero può finire nella quota dei giocatori senza requisiti.

Cosa significa essere “formato in Italia”

Secondo la normativa FIGC, per essere considerato formato nel club un giocatore deve aver trascorso nella società almeno 36 mesi, anche non consecutivi, oppure tre intere stagioni sportive durante il periodo di formazione individuato dal regolamento.

Per essere invece considerato formato in Italia, lo stesso requisito può essere maturato presso uno o più club italiani: è una distinzione tutt'altro che formale perché determina quale casella della lista occupi ogni componente della rosa. E soprattutto significa che gli spazi disponibili non sono automaticamente intercambiabili.

Perché togliere Locatelli non permette di prendere chiunque

Locatelli appartiene alla categoria dei giocatori formati in Italia. Una sua eventuale uscita temporanea dalla lista libererebbe quindi uno spazio utilizzabile rispettando quella struttura, ma non consentirebbe automaticamente alla Juventus di sostituirlo con un calciatore cresciuto all'estero.

I bianconeri hanno infatti già saturato i 17 posti destinati ai giocatori senza requisiti di formazione. Proprio questa situazione aveva costretto il club a lasciare fuori dalla lista Serie A elementi come Khephren Thuram e Arkadiusz Milik. In sostanza, se la Juventus decidesse di escludere Locatelli, potrebbe rimpiazzarlo con un giocatore compatibile con lo spazio liberato. Per inserire invece uno svincolato appartenente alla quota dei 17 sarebbe necessario liberare uno slot della stessa categoria.

Due cambi prima di gennaio, ma gli incastri restano

Il regolamento permette durante la stagione una certa flessibilità nella gestione dell'elenco e consente due sostituzioni di calciatori di movimento prima della finestra invernale. Anche questa possibilità, però, non permette di aggirare i requisiti sulla composizione della rosa.

La Juventus potrebbe quindi modificare la propria lista, ma dovrebbe continuare a rispettare il tetto massimo relativo ai giocatori senza requisiti di formazione. Ecco perché un eventuale nome particolarmente allettante tra gli svincolati potrebbe risultare inutilizzabile senza un sacrificio ulteriore. Il paradosso è evidente: può esserci lo spazio numerico, ma non quello regolamentare.

Gli Under 23 rappresentano l'eccezione

C'è poi una via che permette maggiore libertà alle società: quella dei giovani. Gli Under 23 individuati dal regolamento possono essere utilizzati senza essere inseriti nell'elenco principale dei 25 e quindi senza occupare uno degli slot riservati ai giocatori senior. È un meccanismo che consente soprattutto alle società con un settore giovanile importante o una seconda squadra di allargare sensibilmente le alternative a disposizione.

Per la Juventus questo può diventare particolarmente utile. La presenza della Next Gen offre infatti a Spalletti la possibilità di pescare all'interno del patrimonio giovanile senza dover necessariamente intervenire sul mercato. Con Locatelli fuori a lungo, tra le soluzioni interne viene indicato anche Augusto Owusu, centrocampista classe 2005 che potrebbe essere aggregato stabilmente alla prima squadra.

Verso Sassuolo con un centrocampo da ridisegnare

La questione diventa immediatamente attuale perché domenica sera c'è Sassuolo-Juventus. Spalletti arriverà al Mapei Stadium senza Locatelli e con una situazione complessiva condizionata dagli infortuni. La tentazione di cercare una soluzione immediata sul mercato degli svincolati può quindi esistere, ma l'eventuale operazione deve superare contemporaneamente tre esami: convenienza tecnica, sostenibilità economica e compatibilità con la lista.

Non basta trovare un centrocampista libero. Bisogna trovarne uno che possa realmente essere inserito nell'organico utilizzabile in campionato oppure decidere di modificare ulteriormente gli equilibri della rosa.

È questo il piccolo rompicapo lasciato dall'infortunio di Locatelli. Il mercato è chiuso, quello degli svincolati resta formalmente aperto, ma la Juventus non ha davanti un supermercato nel quale scegliere liberamente. Prima ancora di convincere Spalletti, qualsiasi eventuale rinforzo dovrà entrare nella casella corretta. Perché in questo caso non basta avere un posto libero: bisogna avere libero il posto giusto.

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Sezione: News / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 18:40
Autore: Manuel Rizzo
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