Ci sono interventi che finiscono negli highlights e altri che rischiano di perdersi dentro i novanta minuti. Quello di Jay Idzes nel finale di Bologna appartiene alla seconda categoria, ma per il Sassuolo vale quasi quanto una rete. Piccoli pronto a colpire, la partita ormai trasformata in un assedio, il Dall’Ara che spinge e il centrale neroverde che legge tutto un istante prima, si mette sulla traiettoria e cancella un pallone che sembrava destinato a diventare il 2-2. Il pareggio sarebbe arrivato comunque poco dopo, con Dovbyk al 91', ma quell'intervento racconta perché Alberto Aquilani abbia già trovato un uomo al quale sembra difficile rinunciare. Quando c'è Idzes, semplicemente, il Sassuolo dorme meglio.
Il 2-2 di Bologna ha lasciato soprattutto il rimpianto per due punti sfumati quando il traguardo era ormai vicinissimo. Eppure, dentro una partita nella quale il Sassuolo ha avuto anche le occasioni per andare sul 3-1, il finale ha ricordato quanto sia importante avere un difensore capace di riconoscere il pericolo prima che diventi emergenza. Idzes lo ha fatto ancora.
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Quel pallone tolto a Piccoli
Negli ultimi minuti il Sassuolo aveva progressivamente perso metri. Bologna spingeva, Aquilani aveva esaurito i cambi e Kieron Bowie si era fatto male, costringendo di fatto i neroverdi a gestire il finale con un uomo fortemente limitato. In quella fase non serviva più soltanto difendere bene. Bisognava sopravvivere e Idzes ha mostrato una grande dote nelle letture preventive.
Su un pallone pericoloso destinato a Piccoli, il centrale è riuscito ad anticipare la giocata dell'attaccante evitando una conclusione da posizione favorevole. Non un tackle disperato, non una scivolata da copertina: una lettura.
Il genere di intervento che spesso distingue un buon difensore da un difensore realmente affidabile. Il Bologna avrebbe trovato ugualmente il pareggio nel recupero, quando Muric ha respinto la conclusione di Libra e Dovbyk si è avventato sulla ribattuta. Ma sarebbe sbagliato utilizzare quel gol per cancellare quanto fatto fino a quel momento dalla coppia centrale neroverde e, soprattutto, da Idzes.
Idzes cambia la percezione della difesa
Il punto non è sostenere che con Idzes il Sassuolo diventi improvvisamente impermeabile. Non lo è. La squadra di Aquilani ha subito gol in tutte le prime tre giornate di campionato e deve ancora trovare il primo clean sheet in Serie A. Ma il dato interessante riguarda come cambia la retroguardia quando l'indonesiano è in campo.
Idzes offre qualcosa che va oltre il singolo duello. Dà profondità alla linea, permette al compagno di reparto di essere più aggressivo, legge le seconde palle e soprattutto tende a mantenere una posizione razionale anche quando la partita diventa sporca. È una qualità particolarmente preziosa per questo Sassuolo.
Aquilani non vuole infatti una squadra schiacciata davanti alla propria area. Vuole difendere più avanti, accompagnare l'azione con i terzini e accettare anche qualche situazione di uno contro uno alle spalle della pressione, per giocare così servono centrali capaci di vivere senza paura qualche metro in più alle proprie spalle. Idzes sembra costruito proprio per questo. Il ritorno contro il Torino aveva già cambiato qualcosa La sua importanza si era vista chiaramente già contro il Torino.
Dopo l'assenza nella prima parte dell'avvio stagionale, Idzes era tornato al centro della difesa formando la coppia con Fedde Leysen. Il Sassuolo aveva vinto 2-1, concedendo il gol di Comuzzo nel recupero del primo tempo ma mostrando complessivamente una struttura difensiva più stabile.
Poi Bologna. Ancora Idzes-Leysen, ancora la sensazione di una coppia che può diventare quella di riferimento. Il belga ha caratteristiche che si sposano bene con quelle del compagno: aggressività, fisicità e capacità di uscire dalla linea. Idzes può invece assumersi maggiormente il compito di leggere ciò che succede alle sue spalle. Non è una divisione rigida dei ruoli, naturalmente. Ma l'intesa comincia a intravedersi.
I numeri raccontano una differenza ancora più evidente
E allargando lo sguardo oltre queste prime giornate, la sensazione trova riscontro anche nei numeri. Considerando le partite di Serie A disputate dal Sassuolo con Idzes in campo, la squadra ha incassato 42 reti in 34 incontri, per una media di circa 1,23 gol subiti a partita. Nelle tre gare giocate senza di lui, invece, le reti incassate sono state 7, con una media che sale a 2,33.
Il campione delle partite senza Idzes è ovviamente molto più piccolo e sarebbe metodologicamente sbagliato trasformare quella differenza nella dimostrazione di un rapporto automatico di causa-effetto. Una difesa dipende dall'intera squadra, dagli avversari, dai momenti della stagione e dai compagni utilizzati. Ma il divario resta abbastanza significativo da accompagnare ciò che suggerisce il campo. Con Idzes il Sassuolo concede meno. E soprattutto sembra concedere peggio agli avversari: la differenza è importante.
Non soltanto marcatura: Idzes serve anche quando il Sassuolo ha il pallone
C'è poi un'altra ragione per cui Aquilani difficilmente vorrà rinunciarci. Il nuovo Sassuolo cerca di costruire. Il tecnico ha ribadito anche dopo Bologna di non volere un possesso sterile, ma una gestione del pallone finalizzata a far arrivare la sfera il più pulita possibile ai giocatori offensivi. Per riuscirci, la costruzione deve inevitabilmente cominciare dai difensori.
Idzes non è un regista arretrato nel senso classico del termine, ma possiede la tranquillità necessaria per non liberarsi del pallone alla prima pressione. Se il centrale accetta il primo pressing avversario, Matic può ricevere in condizioni migliori. Se Matic viene schermato, diventa possibile cercare direttamente la mezzala o aprire sui terzini. Cinquegrano e Doig possono così partire più alti. È una catena. E il primo anello è spesso proprio il difensore centrale.
Aquilani ha trovato il suo leader silenzioso
Idzes non è il giocatore che necessariamente si nota per primo. In questo Sassuolo ci sono Berardi e Laurienté davanti, Matic in mezzo, Adzic che ha cominciato a segnare e inventare, giovani come Cinquegrano che stanno conquistando rapidamente la scena.
Il lavoro del difensore è differente. Lo si apprezza spesso quando manca. E proprio questa potrebbe essere la dimensione raggiunta da Idzes: uno di quei calciatori dei quali ci si accorge davvero soltanto quando non sono disponibili.
Non ha bisogno di trasformare ogni chiusura in un gesto spettacolare. Il suo valore sta nella continuità delle decisioni corrette: quando accorciare, quando aspettare, quando accompagnare l'attaccante verso l'esterno, quando rompere la linea e quando invece proteggerla. Il salvataggio su Piccoli al Dall'Ara è quasi il manifesto di questa qualità.
Ora arriva la Juventus: l'esame più difficile
Domenica arriverà la Juventus e il livello della difficoltà aumenterà ancora. Per Idzes sarà una partita nella quale concentrazione e letture saranno sottoposte a uno stress continuo. La Juventus di Spalletti, nonostante le numerose assenze, dispone di attaccanti capaci di muoversi tra le linee e di non offrire riferimenti fissi.
Proprio per questo Aquilani avrà bisogno del suo centrale. Il Sassuolo visto finora non sembra intenzionato a rinunciare alla propria identità neppure contro le grandi. Lo ha dimostrato a Bergamo, lo ha confermato contro il Torino e lo ha fatto ancora al Dall'Ara. Difendere bassi per novanta minuti contro la Juventus sarebbe quasi una contraddizione rispetto al percorso intrapreso. Ma per avere coraggio bisogna anche possedere difensori ai quali affidarsi. E Idzes è diventato rapidamente uno di questi.
Insostituibile, o quasi
È ancora settembre e definire qualcuno insostituibile dopo poche giornate può sembrare prematuro. Aquilani dispone inoltre di alternative importanti: Caleta-Car, Odenthal e gli altri centrali permettono di modificare uomini e caratteristiche. Eppure le gerarchie stanno già raccontando qualcosa.
Idzes offre al Sassuolo un equilibrio che difficilmente può essere replicato nello stesso modo. Non significa che non possa riposare o che non sbaglierà. Significa che, quando è disponibile, oggi è difficile immaginare la formazione ideale senza il suo nome. Bologna lo ha ricordato ancora una volta
Il tabellino conserverà il 2-2 e racconterà che Dovbyk al 91' ha tolto al Sassuolo una vittoria che sembrava ormai conquistata. Non racconterà il pallone cancellato poco prima da Idzes. Non gli assegnerà un gol, un assist e nemmeno una parata. Ma certe giocate hanno un peso che non entra nelle statistiche più immediate.
Un attaccante può valere una partita segnando. Un difensore può farlo impedendo che qualcuno segni. Al Dall'Ara Idzes lo ha fatto ancora. E se il Sassuolo di Aquilani vuole continuare a giocare senza paura, sapere di averlo alle spalle è già un buon motivo per dormire un po' meglio.
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